venerdì 30 ottobre 2009

Una decisione da prendere con la base

Intervista ad Ileana Argentin
Voce Repubblicana
del 31 ottobre 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Prima di prendere una decisione sulla segreteria del Pd nel Lazio dobbiamo consultare la base del partito. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Ileana Argentin del Partito democratico e candidata alla segreteria regionale del Lazio per la mozione Marino.
Onorevole Argentin, cosa accadrà per la segreteria regionale del Lazio dopo che alle primarie nessuno dei candidati ha superato il 50 per cento? Cosa farete?
“Per noi resta importantissimo il programma che la mozione Marino ha portato avanti. Noi continuiamo a sostenere che staremo con il candidato che dimostrerà di essere più vicino alle nostre proposte: contrarietà all’utilizzo dell’energia nucleare, riconoscimento delle cosiddette coppie di fatto, di sostegno alla meritocrazia. Il nostro programma sarà il criterio per stabilire possibili accordi con una delle due mozioni che hanno ottenuto una percentuale superiore alla nostra. Anche se sono dell’idea che questa decisione debba essere presa insieme ai nostri delegati e insieme ai nostri simpatizzanti. Faremo delle riunioni dove stabiliremo la nostra linea. Nel Lazio ho preso il 19,6 per cento e a Roma il 21 per cento. Il nostro ruolo di ago della bilancia nelle decisioni che verranno prese è molto forte. Non sono certo io da sola a decidere in qualità di candidato. Ora dobbiamo confrontarci con i circoli e con le altre realtà”.
Molti esponenti della mozione Marino hanno accusato Dario Franceschini e Pierluigi Bersani di voler fare un accordo per la spartizione dei posti nel Partito democratico. Accadrà questo?
“Mi sembrerebbe una scelta vergognosa soprattutto se la facesse Bersani che ha sempre sostenuto un’apertura interna. Gli inciuci e gli accordicchi non stanno né in cielo, né in terra. Se qualcuno cercherà di intraprendere questa strada ci opporremo rispetto a questa ipotesi. Non siamo pronti ad un partito che ci vive come un’opposizione. Dobbiamo stare nel Partito democratico e lavorare insieme”.
A chi pensate di aver tolto consensi nel Pd?
“Non saprei dirlo con precisione. L’istinto mi dice che abbiamo tolto molti consensi alla mozione Franceschini perché i bersaniani sono un mondo a se e sostengono il ritorno ad una politica del passato che nega il valore aggiunto del Partito democratico. La soluzione migliore è legata alle posizioni di Dario Franceschini. Io sono una veltroniana.
Quindi si può pensare che Morassut diventerà il segretario del Pd nel Lazio?
“Questo non posso ancora dirglielo. Le ho detto che dobbiamo consultarci con la base del partito che ci ha sostenuto”.
Quali ripercussioni ha avuto il caso Marrazzo nel Pd?
“Dal punto di vista umano ho un grande rispetto per la storia di Piero. Dal punto di vista politico dobbiamo essere rappresentati da una nuova figura e da un’ideale politico nuovo”.

Troppo facile attaccare Marrazzo

Intervista a Francesco Storace
Voce Repubblicana del 30 ottobre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Oggi sarebbe troppo facile attaccare Marrazzo. Mi auguro solo che la Regione Lazio possa essere governata da un governo autorevole di centrodestra. La Regione Lazio ha bisogno proprio di questo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex ministro della Salute ed ex Governatore del Lazio Francesco Storace, leader de la Destra.
Senatore Francesco Storace, cosa pensa della vicenda Marrazzo e della difficoltà ad arrivare alle dimissioni del Governatore del Lazio?
“Non voglio entrare nel merito su come si è arrivati a questa decisione. L’importante è che questa scelta sia stata fatta. Adesso l’importante è dare alla Regione Lazio un governo degno di questo nome e che entri presto nella pienezza dei suoi poteri”.
E’ rimasto sorpreso delle rivelazioni su Piero Marrazzo se consideriamo le polemiche che c’erano state alcuni anni fa sulla vicenda Laziogate?
“Quello che è accaduto in questi giorni è la dimostrazione che quanto si disse allora fu una sciocchezza. Non c’era bisogno che nessuno assoldasse alcunché. Marrazzo aveva quei gusti sessuali. E quello era un problema suo. Ma a me questo non interessa. Sono più interessato a quello che è accaduto dopo: la mancata denuncia di un alto rappresentante delle istituzioni rispetto all’iniziativa di una banda di estorsori. C’è stata una trama di ricatti alla quale lui ha colpevolmente ceduto. Questo è l’epilogo giusto. Quando si governa un’istituzione bisogna anche avere senso di responsabilità”.
Chi ha indotto Piero Marrazzo a scegliere la strada dell’autosospensione?
“Il Partito democratico ha giocato una partita abbastanza spregiudicata sulla pelle di Marrazzo. Io credo che il Presidente uscente della Regione Lazio abbia vissuto giorni di tragedia. La sua formazione politica è stata molto cinica”.
Quali sono stati i suoi rapporti con Marrazzo dopo lo scontro politico del 2005?
“Oggi sarebbe troppo facile rispondere viste le polemiche che ci sono state tra me e Marrazzo. Preferirei evitare di farlo”.
Lei mantiene ancora la sua intenzione di volersi candidare alle prossime elezioni regionali nel Lazio?
“E’ evidente che bisogna aprire tutti i giochi. Si tratta di capire cosa vuole fare chi pensa di rappresentare un’opposizione al centrosinistra. L’ideale sarebbe quello di organizzare un centrodestra ampio che si propone di ritornare alla guida della Regione. Noi siamo pronti a fare la nostra parte. Bisogna vedere cosa vogliono fare gli altri”.
La vittoria di Bersani nel Pd indurrà il Pdl ad allargare l’alleanza?
“Questo sarebbe accaduto anche con Franceschini. Bersani ha un altro problema: deve spiegare al suo partito il fallimento del centrosinistra in tante regioni. Loiero, Bassolino, Soru e altri hanno dato una pessima prova delle loro capacità politiche. E il risultato e sotto gli occhi di tutti”.