lunedì 2 novembre 2009

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Quegli episodi sono molto gravi

Voce Repubblicana del 3 novembre 2009
Intervista a Lanfranco Tenaglia
di Lanfranco Palazzolo

Gli episodi di questi giorni nelle carceri sono gravi. Lo ha detto alla “Voce” il responsabile Giustizia del Pd Lanfranco Tenaglia.
Onorevole Tenaglia, i fatti di questi giorni avvenuti nelle carceri italiane, il suicidio della brigatista Diana Blefari Melazzi e la misteriosa morte di Stefano Cucchi hanno sconvolto l’opinione pubblica. Cosa si deve fare per il nostro sistema penitenziario?
“Gli episodi di questi ultimi giorni sono gravi e si aggiungono ad altri episodi successi nei mesi scorsi non solo di suicidi in carcere, ma anche di aggressioni alla polizia penitenziaria. La situazione nelle carceri è drammatica per due motivi: il sovraffollamento delle carceri e fatiscenza dell’edilizia carceraria. Nelle carceri italiane ci sono circa 65mila detenuti per una capacità sopportabile di 40mila carcerati. Per quanto riguarda le strutture carcerarie ci vorrebbe un intervento straordinario di costruzione di nuove carceri. Ma sarebbe necessario anche una riforma del sistema processuale delle pene con la creazione di percorsi alternativi al carcere e con l’effettività della pena per i reati più gravi e quelli che colpiscono di più la sicurezza dei cittadini”.
Che idea si è fatto del caso Cucchi?
“Io credo che la magistratura e il ministero debbano fare i loro accertamenti su una situazione che appare grave, ma anche con tanti lati oscuri. Nessun cittadino, anche se ha commesso gravi reati, se entra in carcere deve essere in pericolo. Se ci sono state irregolarità queste devono essere perseguite”.
Nel caso della brigatista Blefari Melazzi, la detenuta è stata descritta come una persona incapace di intendere e di volere. E’ possibile che una persona in quelle condizioni si possa trovare in carcere?
“Io sto ai fatti. E i fatti dicono che c’è stata una sentenza definitiva di condanna che ha definito la Blefari Melazzi capace di intendere e di volere. Detto questo, la Blefari Melazzi doveva scontare la sua pena in carcere. Il sistema carcerario doveva fare in modo che la brigatista non potesse fare quello che ha fatto. Bisogna vedere se l’episodio è legato ad eventuali mancanze del sistema carcerario. Il ministero deve assumersi le sue responsabilità e capire perché ci sono questi episodi che si ripetono. Poi c’è anche un problema di dignità del carcerato, ma anche una questione che riguarda le guardie penitenziarie che sono sottoposte ad uno stresso notevole. Il personale dovrebbe aumentare e si dovrebbe fare un modo di migliorare la condizione di chi lavora nelle carceri”.
E’ contrario all’amnistia?
“Parlare tout-court dell’amnistia è sempre sbagliato come è stato sbagliato parlare solo d’indulto. Si tratta di provvedimenti straordinari. Oggi dobbiamo pensare a combattere i reati più gravi. Vogliamo un confronto con la maggioranza su questo”.