venerdì 6 novembre 2009

L'occasione persa dal Pci

Intervista ad Ugo Intini
Voce Repubblicana del 8 novembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

La caduta del muro di Berlino fu un’occasione persa per il Pci. Lo ha detto alla “Voce” Ugo Intini, negli anni ’80 portavoce del segretario Psi di Bettino Craxi.
Onorevole Intini, qual è il suo ricordo politico della caduta del muro di Berlino avvenuto il 7 novembre del 1989?
“Su questo argomento è opportuno dire alcune cose che riguardano i socialisti italiani. Zbigniew Brzezinski ha riconosciuto che la vittoria dell’Occidente tra Est ed Ovest è casualmente dovuta anche, in modo determinante, all’atteggiamento assunto dal Partito socialista italiano negli anni ’80. Questa è sempre stata una mia tesi che il politologo americano ha recentemente riconosciuto. Negli anni ’80 l’impero sovietico ha cercato di giocare contro l’Occidente la carta degli SS20 puntandoli contro l’Europa cercando di intimidirla. Lo scopo dell’Urss era quello di distaccare l’Europa dagli Stati Uniti per farla collaborare con l’Unione sovietica per cercare di colmare la sua arretratezza in campo tecnologico”.
Quale fu la reazione dei governi della Comunità europea di fronte a quella sfida?
“Il cancelliere tedesco, il socialdemocratico Helmut Heinrich Waldemar Schmidt, aveva compreso il rischio di quella minaccia. E chiese alla Nato di installare i missili Pershing e Cruise per bilanciare il potere di minaccia dell’Urss. Nello stesso tempo i tedeschi dissero che se un solo paese europeo si fosse sganciato da quel tipo di politica di difesa anche la Germania avrebbe rinunciato all’installazione dei missili. E non se ne sarebbe fatto nulla. Inutile dire che l’Italia poteva essere l’unico paese a sfilarsi da quella situazione vista la forza del Pci nel nostro paese. L’Italia poteva farlo perché la Dc era ancora attratta dal compromesso storico. I comunisti scatenarono una campagna violentissima contro i missili Pershing”.
Chi fu l’ago della bilancia di quella scelta?
“Il Psi giocò un ruolo molto importante. Se Bettino Craxi non si fosse impegnato in quella scelta l’Italia non avrebbe messo i missili della Nato. E la minaccia dell’Urss avrebbe vinto”.
Lei era convinto dell’autenticità della svolta del Pci dopo la caduta del muro di Berlino?
“Il Pci non poteva fare altro che il passo di cambiare il suo nome e la sua politica. Però lo ha fatto a metà. Nel 2000 si sono chiesi all’ex Pci altri passi in avanti. Questo è accaduto perché gli ex esponenti del Pci non hanno mai voluto definirsi socialisti. Hanno sempre cercato di dire che tutte le ideologie dello scorso secolo sono fallite. I socialisti italiani diedero il disco verde al Pds per entrare nell’Internazionale socialista. E nello stesso tempo Craxi propose l’unità socialista. Ma in Italia il Pds non volle questa svolta. Anzi, quando ci fu ‘mani pulite’ trovarono una scorciatoia politica nella quale si tuffarono”.

Peccatori in Vaticano

Fedele alla promessa che mi sono fatto, ogni volta che ricevo una visita dal Vaticano la voglio segnalare nel mio blog. Oggi mi è venuto a trovare qualcuno dalla biblioteca apostolica del Vaticano. Quando ho visto quella visita ho pensato che il visitatore fosse interessato alla sentenza sul Crocifisso che ho messo qualche giorno fa in questo blog. Invece, il visitatore era interessata a Samantha Geimer, la ragazza sodomizzata da Roman Polansky nel 1977. Ma a cosa si interessano in quel santo luogo? Holy See (vatican City State)
Biblioteca Apostolica Vaticana - Vatican Apostolic (193.43.103.162) [Label IP Address]209.85.135.132/search?q=cache:Bz6gn8aczvcJ:lanfrancopalazzolo.blogspot.com/2009/09/roman-polansky-supernanni-moretti.html Samantha Geimer 6 novhttp://www.google.it/search?hl=it&q=Samantha

Der tag Der Deutschen



"Si è aperto": la caduta del muro di Berlino vista da giornale del Pci l'Unità

Questa è la prima de "l'Unità" il giorno della caduta del muro di Berlino. Come potete vedere il giornale del Pci non fece certo i salti di gioia commentando quell'evento. Il titolo è eloquente: "Si è aperto il muro di Berlino". E non è caduto o crollato il muro di Berlino. Il senso delle parole è inequivocabile per chi non è un cretino. Dubitiamo che il muro si sia "Aperto" per l'intercessione di San Pietro. Se quelli di google non vi impediranno di fare l'ingrandimento di questa prima de "l'Unità" potrete leggere nelle ultime tre righe un attacco al cancelliere tedesco Helmuth Kohl, "colpevole" di voler chiedere la riunificazione delle due Germanie e bollato per questo come revanscista dal giornale del Pci. I dirigenti del Pci di allora dovrebbero spiegarci che cazzo ce ne facevamo di due Germanie democratiche. E come se in Italia vi proponessero due stati, uno del sud e uno del Nord, e se arrivasse l'erede di Garibaldi a dirvi: riunifichiamo l'Italia la risposta dovesse essere: "Sei uno sporco nazionalista".....Che mentalità.....

Il Perugia acquista D'Alema, Angius e Mussi

Colpo grosso della campagna acquisti autunnale del Perugia. I biancorossi si sono aggiudicati le prestazioni del centrocampista Massimo D'Alema, del difensore centrale Gavino Angius e dell'esterno Fabio Mussi. L'allenatore della squadra umbra si è detto soddisfatto dell'ingaggio dei tre incontristi: "Era proprio quello che ci voleva per la nostra squadra. Quest'anno avevamo bisogno di questi tre giocatori. E di un torre come Angius, capace di difendere e di farsi valere nei calci d'angolo". Massimo D'Alema si è detto raggiante per la scelta operata dalla squadra umbra. Adesso ho in ballo un impegno internazionale. Ma se questa eventualità salterà sarei contento di giocare con i miei vecchi amici. Per anni ho ricoperto il ruolo di centrocampista come interno. I miei lanci lunghi e le mie accelerazioni improvvise possono essere utili alla squadra. Intanto mi alleno per farmi trovare al top della condizione dal Tovarich.....ehm dal Mister".

Elezione diretta del premier con maggiori poteri al Parlamento e al Quirinale

Intervista ad Alfonso Celotto
Voce Repubblicana del 6 novembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Per bilanciare il potere del Premier, in caso di elezione diretta, è necessario dare più potere al Parlamento e al Presidente della Repubblica. Lo ha detto alla “Voce” il costituzionalista Alfonso Celotto.
Professor Celotto, si torna a parlare di elezione diretta del premier. Quanto tempo ci vuole per fare questa riforma?
“Il processo di riforma costituzionale in Italia – così come viene fissata dall’articolo 138 della Costituzione – richiede come tempi minimi di passaggio in Parlamento di almeno 4 mesi. Questo accade perché è necessaria una doppia lettura da parte di ciascuna camera con un intervallo non minore di tre mesi. Ho parlato di quattro mesi. Ma in Italia una legge di riforma della Costituzione ci mette molto di più in tempi di gestazione parlamentare. Questo accade perché tra modifiche costituzionali ed altri emendamenti ci vuole molto tempo per modificare un articolo della Costituzione. Poi dobbiamo aggiungere anche la questione relativa al referendum confermativo. Se una legge di revisione costituzionale non viene approvata con la maggioranza dei 2/3 dell’assemblea in seconda lettura, è possibile chiedere un referendum da parte di cittadini, minoranze parlamentari e consigli regionali. A quel punto è necessario attendere tre mesi e poi votare il referendum. La procedura di riforma costituzionale richiede mesi se non anni per essere portata a compimento”.
E’ possibile tecnicamente eleggere direttamente il premier?
Per quanto riguarda questa possibilità l’elezione diretta del premier è compatibile con l’attuale forma repubblicana modificando gli articoli 92 e 94 della nostra Costituzione sulla composizione del Governo. Nella recente sentenza della Consulta sul cosiddetto Lodo Alfano abbiamo il presidente del Consiglio come primus inter pares. Questa situazione deve essere modificata per dare al Presidente del Consiglio una maggiore preminenza in quanto indicato direttamente dal corpo elettorale. Un premier eletto dal popolo modificherebbe anche l’assetto costituzionale circa la decisione dello scioglimento delle camere per fine anticipata del governo. E diventerebbe molto simile a quello che è il sistema in vigore per le singole regioni italiane, dove la permanenza del Governatore è legata alla sorte della legislatura”.
Quali sono i poteri di bilanciamento ad un sistema di elezione diretta del premier?
“Il nostro è un sistema costituzionale di Check and balance, di pesi e contrappesi dei diversi poteri che si applica in tutte le ipotesi costituzionali. Dare più poteri al premier, al primo ministro eletto dal popolo significa modificare la forma di governo, fare una riforma presidenziale, semipresidenziale. Perciò è necessario aumentare i poteri del Parlamento e del Capo dello Stato per bilanciare questo potere”.