martedì 10 novembre 2009

I miracoli del "Male": la riunificazione tedesca prevista dalla satira

Quella che vedete sopra è una finta prima pagina della Bild stampata da quei bontemponi del settimanale satirico "Il Male". Potete vedere come la redazione del periodico avesse previsto fin dal luglio del 1980 quello che sarebbe successo appena otto nni dopo. Una curiosità: il vero editore del Bild Axel Springer telefonò ai redattori del "Male" per congratularsi della trovata. Una trovata che si sarebbe trasformata in realtà nel breve volgere di pochi anni.

Venti anni sprecati

Intervista a Gianni De Michelis
Voce Repubblicana del 10 novembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

I venti anni dalla caduta del muro di Berlino sono stati in gran parte sprecati perché non siamo riusciti a costruire una “nuova governance” del mondo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex ministro degli Esteri Gianni De Michelis.
Onorevole De Michelis, cosa ricorda della caduta del muro di Berlino e che tipo di valutazioni fece allora da ministro degli Esteri?
“Quell’evento era in qualche modo prevedibile perché il mondo comunista era entrato in crisi da mesi. Avevamo assistito a quello che era accaduto nei mesi precedenti in Polonia e in Ungheria. Ci aspettavamo altre novità. Indubbiamente l’impatto di quell’evento fu enorme perché il muro di Berlino era stato il simbolo della divisione dell’Europa. Tante persone erano morte cercando di fuggire da Berlino Est”.
Avevate fatto delle previsioni politiche su quello che sarebbe accaduto?
“Non avevamo capito la velocità di quel tipo di processo politico. Nel momento in cui cadde il muro di Berlino avevamo previsto l’unificazione tedesca, ma eravamo convinti che quel processo sarebbe durato molti anni. Invece la riunificazione della Germania arrivò prima di un anno dalla caduta del muro. L’unificazione della Germania avvenne il 1 ottobre del 1990, una settimana prima dell’anniversario della caduta del muro”.
Cosa ricorda dell’atteggiamento del Partito comunista italiano di allora. Il Pci era preoccupato per quel tipo di evento?
“Non ho nessun particolare ricordo di quel tipo di reazione politica. Il Pci prese atto di quegli eventi rendendosi conto che il comunismo non era più una merce politicamente vendibile. Negli anni successivi il gruppo dirigente comunista ha fatto di tutto pur di non prendere atto della fine della guerra fredda. Il Pci ha cercato di posporre la fine del regime di Yalta. I fatti hanno voluto che la fine del regime di Yalta sia avvenuto 20 anni dopo con la grande crisi del Partito democratico”.
Bettino Craxi fece un grave errore politico proponendo di mettere nel simbolo del Psi il termine Unità socialista. Il Pci come lo ricambiò?
“Bettino Craxi non commise nessun errore perché il suo ragionamento era che la caduta del muro di Berlino portò la fine dei regimi comunisti. Craxi era convinto che i partiti comunisti avrebbero fatto la scelta socialdemocratica e prefigurò una situazione che sarebbe stata utile al Paese nel confronto tra le forze moderate e popolari con quelle socialdemocratiche. Il Pci fece una scelta diversa evitando di riconoscere la vittoria della socialdemocrazia anche a costo di fare un grosso danno al paese. Questo lo abbiamo visto bene negli ultimi 20 anni perché non siamo riusciti a costruire la governance del nuovo mondo globale. Questa costruzione oggi è resa molto più difficile dall’assenza di nuove leadership mondiali”.