giovedì 12 novembre 2009

Anche le calciatrici menano

RU486 in ritardo

Intervista a Silvio Viale
Voce Repubblicana del 12 novembre 2009
Di Lanfranco Palazzolo


L’attenzione che esiste sulla pillola RU486 non esiste per nessun altro farmaco al mondo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il Silvio Viale, responsabile della sperimentazione della pillola RU486 all’Istituto S. Anna di Torino che è stato ascoltato dal Senato nell’ambito delle audizioni sulla sperimentazione di questo farmaco. Ecco cosa ci ha detto al termine dell’incontro con i parlamentari.
Dott. Viale, che impressione ha avuto dell’audizione e qual è il suo bilancio su questa sperimentazione?
“L’incontro è andato bene. Il Presidente società italiana di ginecologia e ostetricia (SIGO), il prof. Giorgio Vittori che è un medico obiettore, ha fatto una relazione impeccabile dal punto di vista scientifico, specificando che si trattava di una relazione non personale ma dell’associazione scientifica che rappresentava. Questa relazione era in linea con la posizione della federazione internazionale di ostetricia e di ginecologia. Nell’occasione ho approfittato per toccare tanti punti di polemica anticipano anche possibili quesiti sull’argomento. Sostanzialmente ho ribadito come la RU486 sia rispettata nella legge 194. Ho confutato alcune affermazioni che sono state fatte sul ricovero, che non è previsto dalla legge 194: nella legge del 1978 è scritto ‘se necessario’. Ho fatto il parallelo anche con altre situazioni mediche come l’interruzione volontaria, come la gravidanza extrauterina o i parti gemellari nei quali la donna non è ricoverata. Ho fatto un unico capitolo dell’aborto spontaneo e di quello volontario perché al di la del primo movens, le dinamiche sono le stesse. Per cui è difficile prevedere che due donne nella stessa situazione clinica debbano avere due comportamenti differenti. Ho cercato di far comprendere che la RU486 non è nulla di diabolico, ma siamo di fronte a passi avanti della scienza”.
Qual è la posizione dell’Italia sulla RU486 rispetto ad altri paesi europei?
“Oggi siamo in ritardo rispetto agli altri paesi occidentali. Non lo eravamo 20 anni fa, quando la clinica Mangiagalli di Milano partecipava agli studi dell’Organizzazione mondiale per la sanità. Sarei curioso di sapere cosa pensa l’Istituto superiore di Sanità dopo che 4mila donne hanno sperimentato questa pillola. La RU486 ha un’attenzione nel mondo che nessun altro farmaco ha. Il numero di segnalazioni negative su questo farmaco è inferiore a quello di qualsiasi altro farmaco. E questo dovrebbero tenerlo presente tutti”.
Qual è la copertura della RU486 sul territorio italiano?
“Al momento è una copertura ideologica. Dipende dagli obiettori di coscienza. Non temo il fatto che il sistema sia applicato in modo diseguale perché questo avviene già in Italia. L’obiezione di coscienza è comunque superiore per la legge 40 sulla procreazione assistita”.

Vile aggressione al Partito Radicale


Oggi alcuni militanti del LIS (Lotta studentesca( hanno attaccato la sede del Partito radicale a Roma per ribadire il loro "No" al pronunciamento della Corte dei diritti dell'Uomo contro il crocifisso nelle scuole italiane. Ecco quali sono le loro motivazioni.


Alle ore 10.30 di questa mattina, i militanti di Lotta Studentesca, movimento giovanile vicino a Forza Nuova, hanno fatto irruzione nella sede dei Radicali di Roma lanciando volantini e affiggendo crocifissi.

"Si è trattata di un’azione pacifica – sottolinea il portavoce romano Roberto Benignetti – finalizzata alla critica della visione di un’Europa priva di quei valori che l’hanno costruita nei secoli: cristianità, nazione, popolo. I Radicali sono tra coloro che vorrebbero distruggere questi principi e svuotare l’Europa sia spiritualmente che moralmente. Il loro pensiero rispecchia la deriva che l’Europa di Lisbona sta prendendo: scardinare cultura e valori millenari. La sentenza sui crocifissi della corte di Strasburgo è un esempio di disgregazione dell’identità comune ai popoli europei."

Il Coordinatore nazionale di Lotta Studentesca Gabor De Arcangelis aggiunge: "Non permetteremo a nessuno di imporre dogmi ultralaicisti in Italia e chi tenterà di rimuovere il crocefisso si troverà di fronte un muro umano guidato da Lotta Studentesca. Con questa iniziativa lanciamo ufficialmente la campagna per riportare i crocifissi nel nostro paese, non solo nelle scuole ma anche negli edifici pubblici.”

Roma 12/11/09


Qui sopra potete leggere il comunicato delirante di Lotta studentesca. Dai toni usati è chiaro che ci troviamo di fronte a dei fanatici in preda ad una sorta di delirio di onnipotenza. Il problema è che la maggior parte del mondo politico italiano segue questo tipo di battaglia per compiacere il Vaticano. Che tristezza.........

Intervista a Pierluigi Castagnetti ("Il Tempo")

Questo è il testo della mia intervista pubblicata integralmente ieri sul blog e oggi uscita su "Il Tempo". Buona lettura.

Ein erinnern für Robert Enke

Ein erinnern für Robert Enke. Der deutsche Torhüter Robert Enke hat vor zwei Tagen gestorben. Ich weiß nicht, ob es Selbstmord war. Das, was ich möchte betonen, ist der deutsche Sport als für ihre eigenen Athleten, da ein Großteil der deutschen Mannschaft wurde abgebrochen. In Italien würde sich niemand träumen lassen, um die Wiedergabe der italienischen Nationalmannschaft für den Tod eines seiner Spieler. Ich möchte Enke in einem Video vor ein paar Jahren erinnern, daß ich sehr schön fand, und dass die Liebe zu dieser Spieler für Hunde bezeugt. Gute Sicht.
Un ricordo per Robert Enke.
Il portiere tedesco Robert Enke è morto due giorni fa. Non so se sia stato un suicidio. La cosa che voglio sottolineare è il rispetto dello sport tedesco nei confronti dei propri atleti visto che una partita della nazionale tedesca è stata annullata. In Italia nessuno si sarebbe mai sognato di fermare una partita della nazionale italiana per la scomparsa di un suo giocatore. Voglio ricordare Enke in un video di qualche anno fa che gho trovato molto bello e che testimonia l'amore di questo giocatore per i cani. Buona visione.

Rutelli e quel partito di "romani"

Intervista a Pierluigi Castagnetti
per "Il Tempo".
(Versione completa)
Di Lanfranco Palazzolo
Nella foto a destra Rutelli
si tuffa nella nuova avventura

Ieri ho intervistato per "Il Tempo" l'onorevole Castagnetti. Purtroppo l'intervista è stata rimaneggiata per motivi di impaginazione. Tuttavia ho sentito la necessità di piazzare integralmente nel mio blog l'intervista completa perchè a questo mondo non si butta niente. E poi visto che c'era perchè buttarla nel cestino? Ovviamente oggi pubblicherò anche la verà intervista che uscirà sul quotidiano romano. Un saluto ai miei fans.

Francesco Rutelli e Alleanza per l'Italia non hanno radicamento sul territorio. L'unico che può temere questo soggetto è proprio Pierferdinando Casini perché molti elettori del suo partito potrebbero scegliere questo nuovo soggetto. Lo pensa il deputato del Pd Pierluigi Castagnetti, Presidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera.
Onorevole Castagnetti, cosa pensa di Alleanza per l'Italia? Vede una prospettiva per questo soggettino politico?
“Non credo che abbia molto spazio per quanto riguarda il consenso elettorale. E' un partito che si forma al vertice, che nasce a Roma, si sviluppa in Parlamento. Alleanza per l'Italia non nasce nella società. Queste condizioni lo configurano come un partito collocato al centro, ma senza ramificazioni importanti. Questo soggetto non è espressione di una spinta popolare. L'area che Rutelli intende coprire è in parte rappresentata dall'Udc di Pierferdinando Casini. Però non sottovaluto l'effetto negativo che questa iniziativa potrebbe avere sul Partito democratico. Non alludo solo ai parlamentari che Alleanza per l'Italia sta sottraendo. Anche se il numero di questi parlamentari non è elevato. Anche qui dipende dalle sensibilità. Ogni volta che se ne va una persona di qualità è un impoverimento per tutti”.
Il centrodestra non ha accolto male questo tentativo. Vede qualche analogia con l'Alleanza per l'Italia che il futuro presidente della Camera Gianfranco Fini propose alla fine del 2007?
“Non vedo nel centrodestra l'apertura per un'iniziativa parallela o paragonabile a quella di Rutelli. Quella dell'ex sindaco di Roma è una piccola scissione del Pd che si colloca in un'area che è rappresentata. Penso che Rutelli finirà per prendere i voti dell'Udc e da quelli democratici. Non vedo elementi significativi di novità politica e di movimento dell'elettorato. Sono preoccupato per la ricaduta per il Pd”.
Il meccanismo elettorale delle regionali porterà al fallimento del rutellismo?
“Non credo che Alleanza per l'Italia non si presenterà al voto delle regionali. Non sono pronti. Per affrontare questo voto impegnativo è necessario avere strutture in tutte le province. Mi pare che Rutelli non voglia rischiare una conta in un momento in cui non è preparato a farla”.
Vede qualche analogia di Alleanza per l'Italia con il tonfo di Mariotto Segni nel 1994?
“L'unica analogia che mi viene in mente è quella di Democrazia europea, il movimento creato da Sergio D'Antoni e Giulio Andreotti nel 2000-2001. La differenza di fondo è che Democrazia europea aveva un certo radicamento nel territorio perché era promosso dal segretario uscente della Cisl e godeva di un certo consenso nel territorio. Mi pare che i parlamentari al seguito di Rutelli siano molto 'romani' nel senso che hanno esperienza di vertice tranne l'onorevole Calgaro che ha un certo sostegno elettorale a Torino”.
E' rimasto sorpreso dalla permanenza di Paola Binetti nel Pd dopo l'aut-aut di Paola Concia qualche settimana fa?
“No, affatto. Tutti vogliono connotare il partito di Rutelli come un iniziativa laica. Non credo che la Binetti sia interessata a questo. Debbo registrare che la Binetti ha sempre detto di non voler mai lasciare il Pd. La presenza della Binetti avrebbe connotato troppo Alleanza per l'Italia”.
Pierferdinando Casini cercherà di assorbire questa nuova intercapedine di centro?
“Credo di no. Rutelli cercherà di irrobustire il consenso della sua iniziativa per presentarsi al tavolo con Casini e costruire un'alleanza. Per Casini questa è un insidia elettorale”.