sabato 14 novembre 2009

Tangentopoli non ha aiutato il Pci-Pds-Ds-Pd

Intervista a Margherita Boniver
Voce Repubblicana del 14 novembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

D’Alema ha capito che tangentopoli non ha aiutato il Pci-Pds-Ds-Pd. Anche se fu lui a far entrare Di Pietro in politica per riconoscenza. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Margherita Boniver (Pdl) che vuole cambiare l’articolo 68 della Costituzione.
Onorevole Boniver, perché ha presentato una proposta di modifica costituzionale per il ripristino dell’immunità parlamentare?
“E’ passato molto tempo dalla riforma dell’articolo 68 avvenuta del 1993. Ci sono flebili segnali positivi da parte dell’opposizione per cambiare questa norma della Costituzione italiana. Questo è un argomento che non è più tabù. Non mi azzarderei a dire di più perché, essendo questa una legge di revisione costituzionale, i meccanismi sono tali per cui si prevede un tempo non inferiore a due anni vista la doppia lettura richiesta. Inoltre è necessaria anche una maggioranza qualificata dei 2/3 altrimenti si andrebbe al voto referendario qualora fosse richiesto. Come vede è una questione molto complessa se guardiamo ai meccanismi legislativi. Ma si tratta di una iniziativa dalle motivazioni limpide".
Cosa ricorda della riforma del 1993?

“In quella legislatura ero senatrice del Partito socialista italiano. E fui tra i pochissimi parlamentari a votare contro quella legge di revisione costituzionale. Quel voto di modifica della Costituzione avvenne con il voto palese, come si usa nei parlamenti finti delle ex Repubbliche sovietiche. In quella occasione provai veramente un senso di vergogna per il comportamento della stragrande maggioranza del comportamento dei parlamentari per un’intimidazione che proveniva dalla magistratura, ma veniva anche dai media, dalle piazze che si riempivano di persone che chiedevano l’‘impiccagione’ dei ‘politici corrotti’. Quella resa condizionata mi è rimasta in mente come una resa incondizionata della politica”.
Lei mi ha parlato di flebili segnali positivi da parte dell’opposizione. Sono dovuti alle inchieste che hanno toccato il Pd?
“Non collegherei queste aperture con i guai che sta vivendo l’opposizione. Questi segnali sono da collegare al fatto che oggi non esiste più un Pci salvaguardato dalle inchieste della magistratura che hanno distrutto il pentapartito. Questo dibattito aprirebbe la possibilità per il Pd di sganciarsi dal partito manettaro di Antonio Di Pietro”.
Massimo D’Alema si è pentito di aver cavalcato con il Pci-Pds-Ds-Pd il terremoto di tangentopoli.
“D’Alema non è stupido. In questi anni ha fatto tutte le considerazioni possibili. Salvo Primo Greganti, nessun dirigente del Pci fu messo sotto processo. Inoltre non possiamo dimenticare che Massimo D’Alema scelse anche di candidare Antonio Di Pietro al Senato nel lontano 1997, nel collegio blindato del Mugello come inequivocabile segnale di riconoscenza alla magistratura”.