mercoledì 25 novembre 2009

Roberta Serdoz intervistata da Gigi Marzullo




In questi tre video messi in rete da Misstravaglio (Non so chi sia), Roberta Serdoz viene intervistata da Gigi Marzullo in Mezzanotte e dintorni. L'intervista che vedete qui è dello scorso febbraio. Potete vedere solo un breve estratto del filmato che, ad un certo punto, si blocca o viene oscurato.

Quel "Tribuno" è inaffidabile

Voce Repubblicana del 26 novembre 2009
Intervista ad Alberico Giostra
di Lanfranco Palazzolo

Antonio Di Pietro è un leader politico populista e trasformista. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Alberico Giostra, giornalista Rai e autore del libro “Il tribuno. Storia politica di Antonio Di Pietro”, edito da Castelvecchi.
Alberico Giostra, come è nata l’idea di una storia politica su Antonio Di Pietro?
“Il libro è nato dalla constatazione della totale contraddittorietà dell’immagine pubblica che Di Pietro si è guadagnato e ricavato attraverso la compiacenza di alcuni mass-media, massimamente di quelli della sinistra. Questo giudizio positivo era totalmente difforme dalla prassi politica messa in atto dal leader dell’Idv anche nella gestione del suo partito”.
Lei ha mai votato per Antonio Di Pietro?
“Sì, io votato per Antonio Di Pietro nel 2003, nel 2004 e nel 2006. Me ne sono pentito amaramente, soprattutto nel 2006, quando ho visto il comportamento di Di Pietro all’interno del Governo Prodi II. Un'altra motivazione che mi ha spinto a ricercare di capire i comportamenti di Antonio Di Pietro è stata l’infedeltà politica che Di Pietro ha manifestato all’interno del Governo Prodi II con una serie di attacchi che nemmeno Oliviero Diliberto e Fausto Bertinotti avevano mai fatto in precedenza”.
Come gestisce il suo potere Di Pietro nel suo partito?
“In modo verticistico ed autoritario soprattutto per quanto riguarda la questione finanziaria”.
Quando votava Di Pietro e leggeva le graffianti inchieste de “Il Giornale” cosa pensava?
“Prima delle inchieste de ‘Il Giornale’ c’erano stati una serie di servizi fatti da un mensile napoletano, ‘La voce delle voci’. E le inchieste de ‘Il Giornale’ hanno seguito questi articoli. Questo deve essere detto per far comprendere chi ha cercato di scavare nella realtà di questo personaggio politico. Le inchieste sugli appartamenti di Antonio Di Pietro sono arrivate alla fine del Govern Prodi II. Nel 2007, ‘La voce delle voci’ tirò fuori la storia degli appartamenti comprati da Di Pietro e poi affittati dal partito con i soldi pubblici. Con questi soldi pubblici Di Pietro pagava le rate del mutuo. Questo è uno scandalo che avrebbe stroncato la carriera di qualsiasi leader politico europeo”.
L’immagine di Di Pietro non è stata scalfita da queste notizie?
“La fedina penale di Di Pietro è pulita, ma anche la sua immagine pubblica è rimasta totalmente integra di fronte all’opinione pubblica italiana. E questo è inaccettabile. Per quanto riguarda le inchieste del ‘Giornale’ queste hanno favorito Di Pietro rafforzandolo”.
Vede delle analogie tra Mussolini e Di Pietro? Considera l’Idv un uomo politico di destra?
“Il paragone con Mussolini è tirato per i capelli. Più che un leader fascista o giustizialista, Di Pietro è un populista e un trasformista. E lo scontro con Berlusconi avviene su questo terreno”.

Avanti con il processo breve

Intervista a Giancarlo Lehner
Voce Repubblicana del 25 novembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il processo breve il centrodestra deve andare avanti anche senza ascoltare quello che dicono i sondaggi. Non sono questi ultimi a tracciare la linea del governo. Lo ha detto l’onorevole Giancarlo Lehner del Popolo delle Libertà, membro della Commissione giustizia della Camera dei deputati.
Onorevole Lehner, cosa pensa del clima in cui parte il dibattito al Senato sul processo breve? E preoccupato per quello che potrebbe accadere?
“Credo che il centrodestra debba andare avanti spedito con le sue leggi, con le sue idee e la sua cultura. Il processo breve è una necessità di tutti e non di una sola persona. I tempi della giustizia sono scandalosi. L’Italia è condannata sistematicamente perché ha una giustizia tardiva. Il clima di questi giorni non deve essere un alibi o una scusante per fare dei passi indietro. Il centrodestra ha avuto tante volte dei progetti e delle idee importanti, ma ci sono state delle resistenze al suo interno che hanno fatto rinviare certi progetti. Mi auguro che in questa iniziativa ci sia coerenza. Ora è necessario andare fino in fondo”.
E’ opportuno ripresentare un lodo Alfano in versione legge costituzionale?
“Questa potrebbe essere una soluzione a futura memoria. Anche se qualcuno ha cercato di sondare il terreno per una proposta del genere, io direi che la via maestra rimane sempre quella della reintroduzione dell’immunità parlamentare. Questa riforma non è la reintroduzione di un privilegio, ma è un fondamento del ritorno alla cosiddetta cornice liberale. Credo che quella sia la via maestra anche se i sondaggi ci dicono che gli italiani sono contrari a questa riforma. Io sono convinto che non è sempre necessario andare dietro queste cose. Se una legge è buona e la coalizione di centrodestra la ritiene positiva, allora è il caso di riformare l’articolo 68 della Costituzione. Un sondaggio non può essere l’indicatore della realizzazione di un programma politico”.
Ci sono stati degli screzi tra il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il ministro della Giustizia Angelino Alfano?
“Non mi sembra che ci siano contrasti tra Berlusconi ed Alfano. Tra i due c’è stato un confronto personale su certi temi comuni, ma nessuna polemica di tipo politico. Le cose che ha sostenuto qualcuno in questi giorni non corrispondono affatto al vero per quanto io sappia”.
E’ preoccupato per la situazione esplosiva in alcune carceri italiane?

“Questo è un tema di grande importanza. Mancano i fondi per i progetti di nuove carceri e per habitat più civili. Il problema deve essere affrontato nel lungo periodo. Purtroppo in Italia vanno in carcere persone che non dovrebbero andarci. Penso ai malati di mente, a coloro che hanno bisogno di cure. Su questo deve impegnarsi la politica e – se esistono ancora – gli intellettuali”.