giovedì 26 novembre 2009

Due strategie che possono convivere

Voce Repubblicana del 27 novembre 2009
Intervista a Benedetto Della Vedova
di Lanfranco Palazzolo

La strategia dello sviluppo e quella del risanamento possono convivere anche grazie alle soluzioni del programma del Pdl. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle Libertà Benedetto Della Vedova.
Onorevole Della Vedova, cosa pensa della polemica tra il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta e quello dell’Economia Giulio Tremonti?
“La polemica in se non mi interessa molto. Trovo invece positivo e importante che dentro il Governo si discuta di politica economica. Sono convinto che in una fase come questa le scelte per la politica economica del Paese sono decisive. Da questo punto di vista la discussione è positiva. Ho sempre ritenuto preziosissimo il ruolo svolto dal ministro Giulio Tremonti in termini di contenimento delle spinte che venivano dalla società, dalle corporazioni e dall’opposizione di centrosinistra affinché si varasse una politica di deficit spending in termini duali, da democrazia acquisitiva, per creare consenso. Da questo punto di vista Giulio Tremonti ha ragione. Ma riconosco che il ministro Brunetta dice il giusto quando ricorda di mollare gli ormeggi e di dare il via alla fase dello sviluppo, che non sia una politica conservativa. Ci deve essere una politica di investimenti, di sviluppo e, ma questo lo penso io, di tagli”.
Questo deve stabilirlo il ministro dell’Economia o quello della Funzione pubblica?
“Come sappiamo, il Governo è un organo collegiale e quindi la responsabilità della politica economica è di Tremonti. Ma che si discuta quello che il Governo deve fare lo trovo positivo”.
Cosa pensa sia giusto fare in politica economica?
“La questione centrale resta quella del debito pubblico. I conti pubblici devono essere tenuti sotto controllo proprio a causa del debito pubblico. Il rischio è che i differenziali dei tassi di interesse crescano rosicchiando sempre di più risorse pubbliche. La settima mozione del programma del Pdl è centrata su un piano straordinario di finanza pubblica per abbattere in modo consistente il debito dello Stato attraverso un piano di valorizzazione dei beni del patrimonio pubblico attraverso un piano di privatizzazioni. La riduzione del debito sarebbe oltre il 30 per cento. Credo che sia necessario partire da qui per sciogliere i dilemmi e le paure di Brunetta e di Tremonti. Ciò è coerente con il programma presentato dal Pdl alle elezioni politiche del 2008”.
Le strategia del risanamento e quella dello sviluppo sono in grado di convivere serenamente o ci porteremo questa polemica dietro per mesi?
“Le due strategie devono convivere. Lo sviluppo non significa finanza pubblica allegra. Oggi non ci sono alternative alla crescita. Questa politica però deve essere attuata senza dimenticare il debito pubblico. Ecco perché oggi dobbiamo rimboccarci le maniche”.