venerdì 4 dicembre 2009

Il finto Bruno Vespa a Piazza Montecitorio

In piazza per pura propaganda

Intervista a Bobo Craxi
Voce Repubblicana del 4 dicembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

Il ricorso alla piazza contro Silvio Berlusconi da parte dei partiti dell’opposizione è un fatto puramente propagandistico. Lo ha detto alla “Voce” Bobo Craxi, esponente del Partito dei socialisti uniti - Psi.
Onorevole Craxi, cosa farete alle prossime elezioni regionali?
“Abbiamo cominciato ad avviare una serie di colloqui con i Radicali italiani. La nostra prospettiva è quella di dare un segnale di forte autonomia in vista delle prossime elezioni regionali per una convergenza tra le forze laiche, socialiste e ambientaliste. Mi pare che l’occasione delle prossime regionali sia propizia. Puntiamo ad una presenza forte in regioni significative per dare un segnale eloquente della nostra politica in entrambe i poli”.
Cosa pensa della manifestazione di sabato prossimo a Roma contro Silvio Berlusconi?
“La cosa che vedo è la partecipazione di partiti che sono all’opposizione parlamentare. Il richiamo alla piazza, per quanto possa avere una sua suggestione democratica, è un fatto che considero solo puramente propagandistico. E poi non mi convince molto lo ‘spontaneismo’ di questa manifestazione. Certamente non sarà attraverso le spallate di piazza e quelle giudiziarie che si può far cadere un governo. Naturalmente possiamo esprimere un giudizio sull’azione del governo e valutare che sono molte di più le ombre che le luci di questo primo anno di governo Berlusconi. Ma quello che sta intorno a questa ondata – chiamiamola con il suo nome – giustizialista non prospetta nulla di buono. Non vedo in questa manifestazione il carattere dell’alternativa di un’opposizione democratica”.
Perché il Presidente della Fondazione Italinieuropei non è diventato ministro degli Esteri Ue?
“Nella prima scelta erano avvantaggiati Spagna ed Inghilterra. E’ evidente che dentro la famiglia socialista D’Alema ha scontato l’elemento della differenza e l’elemento dell’ambiguità che ha sempre contraddistinto il Pds prima e il Pd dopo. Paradossalmente D’Alema era considerato di più nella famiglia socialista quando era Pds. Il fatto che il vicepresidente dell’Internazionale socialista non sia considerato una punta di diamante dell’ala socialista in Europa è uno dei ritardi e delle ambiguità che D’Alema ha finito per pagare. Devo dire che sul piano personale mi dispiace molto perché questa nomina avrebbe rappresentato per l’Italia un fatto molto positivo. Non sono tra quelli che si frega le mani per questa sconfitta”.
Proseguirà la fuga dal Pd dopo Rutelli?
“C’è una netta presa di distanza da ciò che il Pd aveva voluto esprimere e oggi non esprime. Gli elettori in fuga dal Pd non vanno verso un’opzione più democratica, ma vanno verso l’estremismo e il giustizialismo. Non vedo nulla di buono in questo”.