martedì 8 dicembre 2009

La Fiat resti in Sicilia

Voce Repubblicana dell'8 dicembre 2009
Intervista ad Angelo Capodicasa
di Lanfranco Palazzolo

La Fiat ha il dovere morale di restare in Sicilia. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Angelo Capodicasa, deputato del Pd.
Onorevole Capodicasa cosa sta accadendo nello stabilimento della Fiat di Termini Imerese sul quale l’azienda torinese vorrebbe mettere in atto un progetto di riconversione industriale?
“Sono preoccupato, come lo sono i sindacati e i lavoratori, per quello che potrebbe accadere allo stabilimento della Fiat di Termini Imerese. Secondo il mio parere, parlare di riconversione per questo stabilimento equivarrebbe all’anticamera della chiusura dello stabilimento siciliano. Non abbiamo ancora compreso in cosa consista questa riconversione. Si fanno le ipotesi più disparate. In questi giorni abbiamo sentito parlare di produzioni di bassa qualità che non giustificherebbero il mantenimento di una grossa struttura industriale come quella di Termini Imerese. Se poi collochiamo la vicenda di Termini Imerese nell’ambito della crisi economica che la Sicilia sta vivendo e dei mancati provvedimenti di questo governo verso il meridione, si comprende come la crisi di questo stabilimento industriale vada oltre la crisi che vede coinvolte le 2000 persone che vi lavorano”.
Cosa pensa di fare l’AD delegato della Fiat Marchionne. Vorrebbe scaricare il peso di questa crisi sullo Stato?
“Finora sembra che ci sia la disponibilità dello Stato e anche della Regione ad intervenire se l’intenzione della Fiat fosse quella di coinvolgere lo Stato e la Regione. Penso che ci siano le condizioni affinché si verifichi questa ipotesi ci siano. Il fatto che lo Stato, nella persona del ministro dello Sviluppo economico Scajola, abbia rilasciato delle dichiarazioni molto contraddittorie e che la Regione sia stata molto indecisa indicano che Marchionne non punta a chiedere l’aiuto dello Stato. La strategia messa in campo dalla Fiat in questi mesi è quella di puntare ad una politica di apertura di nuovi stabilimenti all’estero. Se fosse vera, questa strategia cozzerebbe con la finalità sociale degli investimenti in Italia. La Fiat ha goduto di ampi finanziamenti da parte dello Stato. Ritengo che proprio per questo la Fiat abbia l’obbligo morale di destinare i suoi investimenti in Italia e nel Mezzogiorno. Da parte della Fiat non è corretto abbandonare la Sicilia dopo aver spremuto il limone con gli aiuti ricevuti”.
A proposito di limone spremuto, cosa pensa della crisi della giunta Lombardo che ha chiesto aiuto al Pd?
“Lombardo deve dichiarare fallita la coalizione di centrodestra. Non ha senso dire avanti ‘con chi ci sta’. Questo non è un progetto politico qualificante. Lombardo deve presentare un nuovo progetto politico serio che permetta alla Sicilia di utilizzare i fondi europei che la Sicilia sta perdendo. Si tratta di 10 miliardi di euro in 7 anni”.