mercoledì 9 dicembre 2009

Separati alla nascita: Valdo Spini & Walter Matthau



Impareggiabile De Rosa

Voce Repubblicana del 10 dicembre 2009
Intervista a Gerardo Bianco
di Lanfranco Palazzolo
(Nella foto a destra De Rosa parla con Ciampi)

Gabriele De Rosa resta uno dei più grandi storici italiani. Lo ha ricordato alla “Voce” l’onorevole Gerardo Bianco, ex segretario del Ppi.
Onorevole Bianco, cosa ricorda di Gabriele De Rosa come storico?
“La figura di Gabriele De Rosa si iscrive sicuramente nel quadro dei più grandi storici dello scorso secolo. E’ stata una persona che ha scritto delle pagine che sono indimenticabili perché ha saputo rappresentare una storiografia sostanzialmente innovativa rispetto agli altri grandi storici che hanno considerato oggetto delle loro analisi le istituzioni e i grandi conflitti politici. De Rosa ha cercato di andare a fondo per capire l’anima del popolo che si manifestava nella storia. Lo ha fatto senza cadere peraltro nell’antropologismo, ma restando uno storico autentico. De Rosa ha studiato la cultura spirituale del popolo. Accanto a questa analisi c’è il grande storico del movimento politico dei cattolici. Aveva studiato a fondo il pensiero di Don Luigi Sturzo come suo biografo, rivelandoci anche aspetti sconosciuti del sacerdote. Ha seguito gli studi di Giuseppe De Luca, lo storico della pietà, reintrerpretando il suo pensiero nel periodo in cui diresse le edizioni di ‘Storia della letteratura’, casa editrice di grandissimo livello. I suoi studi restano una pietra miliare nella storiografia italiana, come ha scritto Giuseppe Galasso. La grande capacità di De Rosa fu quella di comprendere i grandi movimenti della storia fin dalle prime manifestazioni. Infine, vorrei ricordare le sue capacità di organizzatore culturale come dimostra l’Istituto Sturzo, che resta una delle istituzioni culturali di maggior livello”.
Quali furono i suoi meriti come parlamentare?
“Al suo nome sono legati provvedimenti legislativi molto importanti per le istituzioni culturali italiane”.
De Rosa ci ha dato la vera immagine di Sturzo. L’istituto che porta il nome del sacerdote siciliano ha saputo rendere chiara l’immagine di questo studioso del quale devono ancora essere pubblicate molte carte?
“De Rosa ha studiato tutto il percorso politico di Sturzo mettendo anche in evidenza le critiche del sacerdote all’invadenza della partitocrazia. Lo storico del pensiero di Sturzo ci ha consegnato il pensiero del padre del popolarismo attraverso il suo insegnamento laico di ispirazione cristiana. La bravura di De Rosa è stata quella di mettere in evidenza gli aspetti polemici di Sturzo e quelli di continuità del suo pensiero”.
La qualità degli storici è nettamente inferiore a quella di studiosi come De Rosa?
“De Rosa è il vertice della nostra storiografia. Resta uno dei primi. Ci sono suoi allievi di grande valore, ma sono pochi che, come lui, hanno saputo raccogliere e descrivere con una documentazione imponente i fenomeni in atto nella storia”.

Obama e l'Afghanistan

Intervista ad Enrico Pianetta
Voce Repubblicana del 9 dicembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

L’Italia potrà rinforzare il suo contingente in Afghanistan togliendo uomini da altre missioni come quella in Libano. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Enrico Pianetta (Pdl), membro della Commissione Esteri della Camera dei deputati.
Onorevole Pianetta, cosa pensa della nuova strategia degli Stati Uniti in Afghanistan?
“Il Presidente Obama ha indicato nell’Afghanistan un punto importante della sua politica estera. Noi sappiamo bene cosa ha rappresentato l’Afghanistan dopo l’11 settembre. Noi tutti eravamo d’accordo nell’impostare un’azione che potesse debellare la destabilizzazione talebana e, conseguentemente, la capacità di al Queda di essere elemento destabilizzante attraverso il terrorismo. Gli Stati Uniti e tutta la comunità internazionale svolsero un’azione molto incisiva. Poi la situazione non si risolse in tempi brevi. Oggi stiamo assistendo ad una situazione che crea dei grossi problemi a livello internazionale. Fatta questa premessa, sulla base di una relazione molto dettagliata del generale Mc Crystal, il Presidente Obama ha deciso di disporre di altri 30mila uomini nell’arco di un semestre a partire da adesso. Il generale statunitense avrebbe voluto avere a disposizione 40mila uomini. Gli Usa hanno pensato di complementare la presenza del contingente con altri 10mila uomini di altri paesi”.
Cosa ha fatto l’Italia?
“Il nostro Governo ha manifestato la sua disponibilità di inviare 1000 uomini entro il 2010. Si può pensare di utilizzare soldati impegnati in altre missioni di pace nel mondo dove la situazione viene considerata migliorativa rispetto al passato. Penso ad esempio alla situazione in Libano. Fatta questa considerazione, ritengo che il fattore militare è importantissimo perché deve completare la realizzazione di una sicurezza in quella regione. La parte militare deve essere supportata dallo sviluppo delle strutture civili e politiche dell’Afghanistan. Lo sforzo di Obama è quello di rendere l’Afghanistan in grado di crescere da solo”.
Quale è la condizione dell’Afghanistan oggi?
“I progressi di oggi non sono quelli che ci aspettavamo. Però molto è stato fatto. Molti bambini che prima non andavano a scuola oggi frequentano gli istituti scolastici, siamo nell’ordine di alcune migliaia di persone. Anche la condizione delle donne è migliorata molto. Oggi dobbiamo essere in condizione di creare una situazione di sicurezza civile interna. Gli Stati Uniti hanno annunciato il rientro dei soldati nel 2011”.
E credibile pensare ad un ritorno dei soldati americani nel 2011?
“Un tema così complesso non può essere affrontato in tempi così ristretti visto che le truppe Nato sono in quel paese da anni. Credo che al di la degli annunci, gli Stati Uniti pensano di mobilitare i paesi alleati per aiutare l’Afghanistan”.