venerdì 11 dicembre 2009

Separati alla nascita: la papessa protestante Margot Kassman & Manuela Di Centa


La lotta all'evasione ideologica del centrosinistra

Voce Repubblicana del 12 dicembre 2009
Intervista a Roberto Speciale
di Lanfranco Palazzolo

La lotta all’evasione fiscale è stata incrementata molto con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti. E i risultati si vedono. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Roberto Speciale, deputato del Popolo delle Libertà ed ex Comandante della Guardia di Finanza.
Onorevole Speciale, giovedì sono stati resi noti i dati dell’agenzia delle entrate relativi sulle entrate degli 11 mesi passati, che risultano superiori (7,4 miliardi) all’obiettivo che il Governo aveva fissato per quest’anno (7,2 miliardi). Cosa ne pensa?
“Sono molto contento di questi dati dell’agenzia delle entrate. Il centrosinistra tenderà a minimizzare questa vittoria perché fa il suo mestiere di opposizione. Ma la lotta all’evasione fiscale con Giulio Tremonti è stata incrementata perché il 25 per cento delle risorse delle Finanze sono state spese nella lotta all’evasione. Mi sembra che dai riscontri che abbiamo sui dati delle entrate i risultati non hanno tardato a farsi sentire. E questo possono constatarlo tutti”.
Che differenza c’è stata tra il metodo messo in atto dal precedente governo e l’attuale esecutivo nella lotta all’evasione?
“Ci vuole innanzitutto la volontà di combattere l’evasione. Sono convinto che sia necessario di lavorare con umiltà. E se si annuncia qualcosa, quello che si promette deve essere fatto. Il centrosinistra si è fermato solo alla politica degli annunci. Evidentemente questo governo è più interessato alla lotta all’evasione. L’agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza sono dietro gli evasori più di quanto non è accaduto in altre fasi. Ma questo è accaduto perché c’era la volontà politica di farlo. Mi sembra evidente. Io sono un militare. Non basta dare gli ordini. Bisogna controllare che gli ordini vengano eseguiti. Altrimenti resta l’annuncio. E con gli annunci non si sconfigge l’evasione fiscale. Questa opera di sostegno e di controllo continuo fatta dal governo ha pagato”.
Il provvedimento sullo scudo fiscale è stato efficace?
“Non ho dubbi: il provvedimento sullo scudo fiscale ha dato dei risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Anzi, sono convinto che si arriverà ben oltre quelle che sono le previsioni fatte dal governo”.
Come ha trovato gli attacchi del centrosinistra in questi mesi?
“Guardi, io ho sempre difeso l’operato di questo governo, il quale sta lavorando molto bene. Se vuole completare il suo lavoro questo governo deve solo mantenere le promesse fatte agli italiani nel programma”.
Miglioreranno i rapporti con la Svizzera sull’evasione fiscale?
“Gli screzi delle scorse settimane sono superati. Ci sarà un accordo con la Svizzera”.
Cosa è mancato al centrosinistra nella lotta all’evasione?
“Il loro era un approccio ideologico. Quello di Tremonti è senza dubbio più pragmatico. Ecco perché ha vinto”.

Fine agosto all'Hotel Ozon (1966)

Chiedo umilmente scusa se mi ripeto per il secondo anno consecutivo. Ma credo che "Fine agosto all'Hotel Ozon" di Jan Schmidt meriti tutta la nostra attenzione. Si tratta di un film cecoslovacco del 1966, il quale racconta la vita nel nostro pianeta dopo una devastante guerra nucleare che ha lasciato in vita solo alcune donne. Il film era stato pesantemente censurato e ne era stato ordinato il rogo perchè l'esercito cecoslovacco, che lo aveva prodotto, non sapeva dove proiettarlo. Il film infangava l'immagine dell'esercito cecoslovacco che non poteva certo combattere una guerra che avrebbe portato alla distruzione del mondo. Due copie del film si salvarono. Una di queste due copie finì al festival di Pesaro del 1967. Tanto bastò al film per decretarne il successo internazionale e un'inaspettato premio cinematografico da parte del Vaticano. Per il regista furono veramente cavoli amari dopo il festival di Pesaro. Ma la sua celebrità dava troppo nell'occhio per punirlo. Si salvo come si salvò dal rogo quella copia del film. E noi siamo qui a ringraziarlo. Questi sono i primi tre minuti del film. Indimenticabili e toccanti.......Buona visione.

Scaccolamenti della Prima Repubblica

Tutti gli esseri umani sono uguali perchè provano gli stessi sentimenti ed amano nello stesso modo. Oltre all'amore, gli uomini e le donne hanno un altro aspetto comune che li unisce: si scaccolano tutti. Anche i politici non sono esenti da questo vizio. Ecco perchè abbiamo deciso di mostrarvi un documento verità sconvolgente: alcuni degli uomini più potenti della Prima Repubblica mentre si scaccolano (Nella foto sopra Giovanni Amendola). Lo scaccolamento dei politici è qualcosa di veramente grave perchè i politici sono gli uomini che, più degli altri, stringono la mano agli amici e ai colleghi sopratutto nel corso delle durissime campagne elettorali della Prima Repubblica quando c'era la preferenza. Lungi da voler fare del becero qualunquismo contro la casta, posso anche dirvi che non è vero che i politici sono la peggiore categoria che esista sulla faccia della terra. Questo potranno pensarlo i seguaci del partito dei giudici o i fans di Santoro. I politici sono persone come noi. Peggio di loro esistono tante altre categorie. Ma forse è meglio parlare di altro e di lasciarvi a questa pioggia di scaccolamenti storici. Nella prima foto sotto c'è Bernardo Mattarella. Nella seconda instantanea possiamo ammirare Amintore Fanfani. In terza posizione troviamo Giovanni Leone. Sono Leone c'è Giovanni Trabucchi. Mentre in un magnifico fotocolor c'è Carlo Donat Cattin. Infine c'è una sezione speciale per lo scaccolamento con il mignolo. Un'ultimo avvertimento. Non ho messo i gruppi parlamentari degli esponenti politici perchè quella di mettersi il dito nel naso è una necessità universale. Non a caso tra i politici troviamo anche un ex presidente dell'Assemblea generale dell'Onu.



Volevo concludere questa carrellata di scaccolamenti con due prodezze d'autore. Tutti sono capaci di scaccolarsi con l'indice o il pollice, ma farlo con il mignolo è un colpo di genio. Sono in pochi a pensare che il mignolo riesce a penetrare in realtà altrimenti inesplorate per il pollice e l'indice. Ma non tutti ci pensano perchè infilarsi il mignolo nel naso è un gesto plateale. Ma uomini di grande qualità politica e di levatura accademica si possono permettere questo ed altro. Come nel caso di Emilio Colombo (foto sotto) e di Carlo Bo (seconda foto sotto).

E adesso cosa diranno sull'evasione fiscale?

Il Tempo, 11 dicembre 2009
Di Lanfranco Palazzolo

Le opposizioni non devono aver gradito la notizia che la lotta all'evasione dal fisco ha portato ad una grande vittoria del centrodestra. Più di un esponente politico del centrosinistra sarà saltato dalla poltrona leggendo ieri la nota dell'agenzia delle entrate sulla la cifra degli incassi record del fisco, secondo i quali nei primi 11 mesi dell'anno gli incassi si sono attestati a 7,4 miliardi, superando l'obiettivo di 7,2 miliardi programmato per il 2009. Il Governo in carica è stato di parola. Lo stesso Silvio Berlusconi lo aveva fatto scrivere nel programma, annunciando nel 2008 “un contrasto effettivo a chi non paga le tasse, chiedendo aiuto ai comuni per la verifica delle dichiarazioni non congrue con gli stili di vita” (“La Stampa”, 2 aprile 2008, pagina 2, “Farò la lotta agli evasori”). Il primo che non deve aver gradito la notizia è stato sicuramente l'ex viceministro dell'Economia Vincenzo Visco che fino a pochi mesi fa aveva criticato la lotta all'evasione del centrodestra. Al quotidiano “l'Unità” dello scorso 15 marzo, l'ex ministro aveva detto che quelli del centrodestra, la lotta all'evasione, “l'hanno fatta sempre a parole, soprattutto verso la fine della legislatura. Ormai questo è diventato un rituale. Ma la lotta all'evasione non si fa così. Io non ho mai usato toni da guerra. Ho sempre preferito dire che bisognava riequilibrare il sistema”. Ricordiamo ai lettori de “Il Tempo” che Pierluigi Bersani e Vincenzo Visco hanno un centro studi “Nuova economica. Nuova società” (Nens), che lo scorso giugno aveva denunciato il boom dell'evasione fiscale. Nel suo rapporto di giugno, il Nens aveva denunciato che “nel bilancio mancano, causa accresciuta evasione, 5 miliardi di euro, mentre le spese correnti si gonfiano” (vedi “La Stampa” del 26 giugno 2009, pagina 8 “Bersani e Visco 'Evasione boom'”). Ma l'esponente politico che aveva rivolto l'attacco più volgare alla politica fiscale del Governo era stato, proprio qualche settimana fa, Antonio Di Pietro, il quale aveva contestato il provvedimento sullo scudo fiscale, approvato dal Parlamento, e aveva giudicato, lo scorso 3 ottobre, la firma di Napolitano al provvedimento come “un atto vile e pilatesco”. Altrettanto gravi erano state le sue parole sui due rami delle assemblee legislative che stavano per varare il provvedimento sullo scudo, definite come un “Parlamento di mafiosi” (25 settembre 2009). Al di la degli insulti, la valutazione del leader dell'Italia dei valori sulla lotta all'evasione del governo Berlusconi è questa: “E che fine ha fatto la lotta all'evasione fiscale?”, tuona Di Pietro contro Berlusconi. “Glielo diciamo noi: perché con lei al Governo coloro che sono restii alle fatture – aggiunge il leader dell'Idv - si sentono più al sicuro. Sanno che lei è uno di loro, e quindi sanno che, all'occorrenza, possono contare su di lei: una leggina di depenalizzazione, un condono ad hoc saprà sempre trovarli per venire loro incontro” (Dichiarazione di voto alla Camera sulla Finanziaria, seduta del 5 agosto 2008). Alla vigilia di quel voto, Pierluigi Bersani ed Enrico Letta avevano denunciato in un comunicato, a poche settimane dall'insediamento del governo Berlusconi quater, che “E' ripresa l'evasione fiscale” (3 agosto 2008). Tito Boeri, uno degli economisti vicini al centrosinistra, aveva ipotizzato sfracelli negativi nel settore delle entrate dopo l'approvazione dello scudo fiscale: “Con lo scudo un po di capitali rientreranno, ma molti ne usciranno. Perchè chi ha portato i soldi fuori e non ha pagato le tasse viene premiato e quindi continueranno a farlo” (“Il Fatto quotidiano”, 27 settembre 2009). In una lettera aperta al Presidente della Repubblica, pubblicata il 25 settembre 2009, il segretario di Rifondazione comunista Paolo Ferrero aveva scritto: “Ci troviamo di fronte ad una vera e propria amnistia: un maxicondono nei confronti dell'esportazione di capitali all'estero, degli evasori, dei bancarottieri” (“Liberazione”, pagina 1). E adesso cosa scriveranno per condannare la politica fiscale del Governo?!