domenica 13 dicembre 2009

Qui parla Mosca...e anche il mio amore

Non capita tutti i giorni di aprire un libro e trovarci le tracce di una storia d'amore. E' capitato proprio a me questo fine settimana. In una bancarella ho trovato "Qui parla Mosca" di Nikolaj Arzhak, un libro uscito in Francia e negli Stati Uniti nel 1962. Il racconto di Arzhak denunciava il culto della personalità in Urss. Ad aiutare Arzhak a pubblicare questo libro ci pensò la rivista polacca Kultura. Quello di Arzhak altro non era che lo pseudonimo dello scrittore Julij M. Daniel (Foto a fianco), che per questa e per altre opere Daniel fu processato in Russia nel 1966, insieme allo scrittore Andrjej D. Siniasky, non appena le autorità sovietiche vennero a conoscenza che il vero autore di "Qui parla Mosca" era lui. Avevo sentito parlare tante volte di questo processo e di come i mezzi di informazione internazionali avevano avuto tante difficoltà nel raccontare quell'odioso procedimento. Il capo di imputazione contro i due scrittori era quello di aver inviato all'estero scritti calunniosi contro l'Unione sovietica. Nel romanzo di Aržak il protagonista, Tolija, viene a conoscenza assieme ad un gruppo di amici, ascoltando la radio, che il PCUS ha indetto per il 10 agosto 1960 una giornata di pubblici omicidi. Tutti i cittadini con più di 16 anni di età avevano la libertà, durante quella giornata, di uccidere chiunque, eccezion fatta per i militari. Il fine della giornata era educativo. I diversi riferimenti nel romanzo al 1937, ed il fatto che l’opera sia ambientata nel 1960, fanno immaginare che l’autore intendesse mettere in relazione il presente chrusceviano con il periodo del terrore staliniano. Una bella gatta da pelare per il regime comunista, che si mise subito sulle tracce di Daniel per poi processarlo e condannarlo a cinque anni di carcere duro in un lager. In questo libro ho trovato traccia dei precedenti proprietari. Si è trattato di un regalo passato dalle mani di un certo Gianni in quelle di Noel, presumo la sua fidanzata. La dedica in Italo-francese è eloquente: "Roma 8 aout 1966. Da Gianni a Noel per apprezzare di più la nostra libertà. Gianni". Di questo libro non mi ha colpito tanto la dedica quando una foglia di edera trovata dentro il libro insieme ad un ritaglio di una rivista francese appartenuta probabilmente a questa Noel, la quale ha ricambiato Gianni con una dedica nell'ultima pagina bianca del libro. Si tratta di una bella dichiarazione d'amore che non ho avuto il coraggio di pubblicare qui per non violare il segreto tra i due, che adesso custodisco negli scaffali della mia casa.

Solidarietà a Berlusconi

Oggi purtroppo sono costretto ad intervenire su questa assurda aggressione contro Silvio Berlusconi a Milano. In questi mesi si è creato un clima assurdo contro il nostro Presidente del Consiglio. I toni dello scontro politico sono aumentati a dismisura. Questa situazione è dovuta alla scarsa maturità dell'opposizione e ai messaggi di violenza contro il leader del Pdl. Non abbiamo dubbi che l'autore dell'aggressione contro Berlusconi sia uno squilibrato. Ma quello squilibrato ha elaborato quel gesto leggendo i giornali e i libri nei quali si voleva la morte di Berlusconi o la sua fine fisica. Ecco perchè questo gesto è più pericoloso di quanto si possa credere o immaginare. Sarà difficile che qualcuno rinsavisca, soprattutto dopo le folli dichiarazioni di Antonio Di Pietro contro Berlusconi, le quali tendono a legittimare questo clima di violenza. E alle quali è bene dissociarsi proprio oggi che possiamo ancora farlo......