lunedì 14 dicembre 2009

Dopo l'aggressione a Berlusconi

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Le immagini della vile a aggressione a Berlusconi

Piazza Fontana, un ricordo indelebile

Voce Repubblicana del 15 dicembre 2009
Intervista ad Achille Serra
di Lanfranco Palazzolo

E’ grave che non siano mai stati trovati i responsabili della Strage di Piazza Fontana. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Achille Serra, che il giorno della strage di Piazza Fontana, il 12 dicembre del 1969, fu uno dei primi funzionari di polizia a giungere alla Banca Nazionale dell’Agricoltura.
Senatore Serra, come ha ricordato il 40° anniversario della strage di Piazza Fontana?
“Sono passati tantissimi anni, ma per me il ricordo di quel giorno è rimasto indelebile. E’ come se tutti questi anni non fossero passati. La scena della strage di Piazza Fontana mi è rimasta dentro perché avevo iniziato da poco il mio lavoro nella polizia, venivo dalla famiglia e dagli studi. Quella era la mia prima esperienza a Milano. Entrare quel giorno nella Banca Nazionale dell’Agricoltura e vedere quell’orrore – al quale gli italiani non erano abituati – è qualcosa che non si può dimenticare. A distanza di tanti anni non ho dimenticato le urla dei feriti, lo sgomento della gente che accorreva insieme all’accorre della polizia, dei vigili del fuoco. Uno degli aspetti di quella giornata che resta tra i miei ricordi è lo sgomento della gente”.
Cosa può dire oggi di quel clima di violenza politica?
“Penso che sia molto grave che, ancora oggi, i familiari delle vittime e il Paese non abbiano avuto giustizia sugli autori di quella che è stata la strage dalla quale è nata la strategia della tensione in Italia”.
La strage di Piazza Fontana si inserì in un clima molto difficile. Milano era il luogo dove ogni settimana si verificavano scontri tra la polizia e i manifestanti di destra e di sinistra.
“Milano è stato ed è il punto di riferimento importantissimo per il paese nel bene e nel male. In questa città si forma il terrorismo. Ed è proprio da Milano che è partita l’ondata di violenza della strage di Piazza Fontana. Le Brigate rosse e il terrorismo nero si sono sviluppati proprio in questa città. Da Milano sono sorte molte azioni della criminalità politica e di quella comune. Il capoluogo lombardo è il luogo dove, negli anni ’70, si è sviluppato il fenomeno dei sequestri di persona. Da questo punto di vista posso dire che Milano ha avuto un ruolo cruciale in quegli anni per lo sviluppo di certi fenomeni”.
Oggi arriverebbe a definire la strage di Piazza Fontana come una strage “nera”?
“No, non, non la definirei! Ho sempre mantenuto questo atteggiamento su quei fatti perché altrimenti mi sentirei presuntuoso se dicessi una cosa di questo genere. Allora ero molto giovane ed inesperto per quanto riguarda le indagini. In quegli anni il fior fiore dei magistrati e degli investigatori non sono riusciti a mettere la parola fine a quella strage. Non posso farlo io che non ho mai messo mano a nessuna delle carte relative alla strage”.