sabato 19 dicembre 2009

Censura su Internet: discuterne in Parlamento

Voce Repubblicana del 19 dicembre 2009
Intervista a Luca Nicotra
di Lanfranco Palazzolo

E’ necessaria una discussione parlamentare per regolare la rete e per punire giustamente chi commette un reato. Lo ha detto Luca Nicotra, segretario dell’Associazione radicale Agorà digitale.
Luca Nicotra, come avete visto lo sviluppo del dibattito sulla censura in Internet, in particolare su facebook, dopo l’aggressione contro Silvio Berlusconi?
“Siamo sconcertati per eventuali censure della rete. Su facebook chiunque può firmarsi con il nome e il cognome. E chiunque scrive frasi offensive contro un personaggio politico o altri personaggi pubblici è punibile. Le leggi che valgono fuori dalla rete valgono anche per la rete. Infatti, la procura della Repubblica di Roma ha immediatamente aperto un fascicolo su questi gruppi che inneggiavano alla violenza contro Berlusconi o pro-Tartaglia”.
Cosa teme da questa condanna della rete?
“Il timore più grosso è che in un momento di clamore come questo si introducano delle norme da stato di polizia. Tempo fa era stata presentata una proposta, nota come emendamento D’Alia (Udc), che permetteva al Governo di intervenire direttamente sulla rete senza passare attraverso la magistratura. Questa proposta era pericolosissima. In questi giorni, il ministro dell’Interno Maroni si è detto favorevole a nuove norme tecniche di intervento da affidare alla magistratura. Però sembra che all’interno dello stesso governo ci siano le posizioni più diverse. Il rischio è che possano essere introdotte delle norme, le quali possono avere un impatto incredibile sullo sviluppo della rete. Alcuni provvedimenti di questo genere potrebbero anche prevedere l’oscuramento di facebook. In questo momento non è il caso di alimentare certe polemiche sulla rete o rispondere a talune affermazioni. La nostra convinzione è che le norme attuali siano più che sufficienti”.
Il problema della punibilità di facebook è quello della sede legale del social forum, che si trova in California. Chi commette un reato di opinione su facebook può essere perseguito in Italia?
“Il sistema delle piattaforme di internet è trasnazionale. Solo in Cina esiste una vera e propria rete nazionale internet. Quando si è paventata l’approvazione dell’emendamento D’Alia gli operatori delle principali piattaforme internet italiane, come google e yahoo, hanno minacciato di invitare i propri utenti ad iscriversi a google in tedesco o allo Yahoo negli Stati Uniti. La censura sarebbe un grosso rischio per le reti internet in Italia”.
Cosa auspicate in un momento come questo?
“Il nostro auspicio è che le norme all’esame del governo siano stralciate e ci sia una discussione parlamentare sui problemi relativi alla rete internet e di come è utile usufruire di questi mezzi e di come la magistratura possa intervenire per punire giustamente chi commette un reato”.