mercoledì 23 dicembre 2009

Immigrazione: media scorretti

Intervista a Mario Morcellini
Voce Repubblicana del 24 dicembre 2009
di Lanfranco Palazzolo

I mezzi di informazione italiani sono scorretti nei confronti degli immigrati. Lo ha detto alla “Voce” il professor Mario Morcellini, sociologo e Preside della Facoltà di Scienza della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Lo studioso ha pubblicato una ricerca universitaria sul rapporto tra immigrazione e media italiani dal titolo “Immigrazione e asilo visti dai media italiani”.
Professor Morcellini, come si comportano i mass-media italiani sugli immigrati?
“La scorrettezza domina. Questo non significa che non ci siano eccezioni e qualche caso di concreto cambiamento culturale. Quello che colpisce è il conformismo della narrazione. Gli articoli sono quasi tutti uguali e sembrano invariare rispetto alle personalità dei protagonisti dei fatti. Sembra che ci sia un repertorio di pochi termini fissi da utilizzare in questi casi, quasi come se ci trovassimo di fronte ad un canone, ad un canovaccio. Da un altro punto di vista, l’aspetto più impressionante della ricerca è che nel racconto delle vicende sull’immigrazione la cronaca nera è dominante”.
Qual è la testata dei media che si occupa nel peggior modo dell’immigrazione?
“Studio Aperto’ su ‘Italia Uno’. Il suo stile è molto aggressivo. Nella ricerca che abbiamo svolto abbiamo trovato la terminologia di questo tg impressionante. E’ come se fosse un ‘partito preso’. C’è una tendenza generale dei mezzi di informazione italiani a smarcarsi dal registro della paura e della cronaca nera. Sono anni che la stampa ha scelto quella che si chiama la gigantografia della cronaca nera. Si poteva pensare che si trattasse di un bisogno della campagna elettorale. Ma questa tendenza è proseguita quasi come se il giornalismo non avesse altre tendenze o argomenti da affrontare”.
Quale nazionalità viene messa sempre in cattiva luce dai media?
“Il rumeno. Diciamo che c’è un andamento ‘stagionale’. Qualche anno fa ‘il colpevole’ era l’albanese. Questo accade mentre la tendenza dell’immigrazione dalla Romania all’Italia sta diminuendo. Ma i media continuano ad insistere sulla Romania anche quando la tendenza delle presenze e dei reati che riguardano i rumeni sono in calo. Neanche il 20% degli italiani sa quali sono le percentuali degli immigrati presenti in Italia. Mentre l’80% le moltiplica per quattro. Questo dipende dai media”.
I mezzi di informazione descrivono i rumeni come degli extracomunitari?
“Sì, anche se la Romania è entrata nell’Unione europea. La presa d’atto che la Romania è entrata nell’Unione è faticosa”.
Qual è un altro luogo comune che emerge dal suo studio?
“Da quello che abbiamo visto l’immigrato è sempre un clandestino. I protagonisti di un atto di cronaca vengono giudicati in base alla nazionalità. Questo è un elemento sorprendente rispetto agli altri paesi europei”.