giovedì 18 marzo 2010

Assenze relative, ma gravi

Intervista a Pierluigi Mantini
Voce Repubblicana del 18 marzo 2010
di Lanfranco Palazzolo

Le assenze dei deputati dell’Udc sul decreto salvaliste sono relative, ma sono sempre ingiustificate. C’è stata qualche assenza, ma nulla di più. Lo ha spiegato alla “Voce” l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Udc. Ecco cosa ci ha detto sul provvedimento all’esame della Camera.
Onorevole Mantini, come sono andate le cose durante l’esame del decreto salvaliste? Il vostro partito ha cercato inutilmente di bloccare il provvedimento con le pregiudiziali di costituzionalità presentate.
“Penso che sarebbe assai grave che questo decreto fosse convertito. Nella seduta di martedì scorso alla Camera abbiamo richiamato il precedente del 1995. Quel provvedimento voluto dal Governo Dini spostò di due giorni i termini per la presentazione delle liste. Ma forse tutti dimenticano che quel decreto non è mai stato convertito dal Parlamento, che lo bocciò all’unanimità. Allora si ritenne che le regole del gioco non potevano essere alterate mentre la partita era in corso, tanto meno se questo avviene in materia elettorale. Una norma del genere contravviene all’articolo della Costituzione che sancisce la parità di accesso alle cariche pubbliche. E’ evidente che in questo caso ci sia stato l’intervento dello Stato con norme di dettaglio in materia di competenza regionale. Questo quadro è chiaro. Quindi il decreto non deve essere convertito dal Parlamento italiano. E mi auguro che anche la maggioranza si associ a questa scelta. E forse si dovrà fare una legge per far salvi gli obblighi del decreto non convertito per mettere in sicurezza il risultato elettorale”.
Quale sarebbe il rischio politico più evidente se gli obblighi del decreto non diventeranno legge?
“Resterebbe sugli effetti del decreto la spada di Damocle del giudizio della Corte Costituzionale o del Consiglio di Stato. Se restasse questo rischio sarebbe tutto molto grave. Ma non vi è dubbio che non si possa convertire un decreto legge incostituzionale. Sarebbe un precedente molto grave”.
Il suo partito, l’Udc, si è battuto moltissimo contro questo decreto salvaliste. Mi spiega perché in aula non c’erano tutti i parlamentari del vostro gruppo?
“Dobbiamo tenere conto che in questi giorni si sta svolgendo la campagna elettorale. Molti parlamentari dell’Udc erano impegnati nelle iniziative politiche nelle regioni. Si tratta di assenze relative…ma sono sempre ingiustificate”.
Nel vostro gruppo c’era anche chi non era d’accordo per affossare il decreto visto che molti di quelli che stanno facendo la campagna elettorale sono alleati con la Polverini?
“Non so se devo rispondere ad una domanda o ad una illazione. Io ho espresso la posizione del gruppo in aula nel dibattito sulle pregiudiziali. Spero che lei l’abbia capita. Se non l’ha capita forse non vale la pena insistere su questo argimento”.

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