martedì 2 marzo 2010

Di Pietro strumentale sull'Afghanistan

Voce Repubblicana del 2 marzo 2010
Intervista a Guido Crosetto
di Lanfranco Palazzolo

La posizione di Di Pietro sulle missioni internazionali è strumentale. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto.
Sottosegretario Crosetto, la scorsa settimana, prima dell’attentato di Kabul, il Senato ha approvato il decreto sulle missioni italiane all’Estero. Molti parlamentari hanno criticato il modo in cui sono state reperite le risorse per queste missioni togliendole ad altri ministeri.
“Le difficoltà alle quali dobbiamo far fronte sono quelle della situazione dei conti pubblici. Quella dei tagli che abbiamo attuato non è studiata per penalizzare altri ministeri. Il controllo dei conti pubblici è una scelta politica prioritaria per il governo. Noi dovevamo trovare delle risorse nei limiti che ci impone il bilancio. Quando è necessario fare delle scelte prioritarie alla fine ci rimettono altri ministeri”.
Perché l’Italia dei valori e i parlamentari radicali hanno votato contro questo decreto?
“La posizione dei radicali è coerente con quello che hanno sempre sostenuto in questi anni. La loro scelta non mi ha affatto stupito. La posizione dell’Italia dei valori ha avuto una genesi diversa. Questo partito sceglie sempre posizioni che sono strumentali. La loro scelta è dettata dagli umori di Antonio Di Pietro. Dipende da come il leader dell’Italia dei valori si sveglia al mattino”.
E’ stato giusto inserire in quel decreto la cosiddetta mini-naja? Qualcuno ha sostenuto che si trattava di un articolo che era fuori luogo in quel decreto.
“Il provvedimento conteneva anche disposizioni per la Difesa. La scelta di inserire la cosiddetta mini-naja era perfettamente legittima. Abbiamo tolto questa disposizione dal decreto per evitare le strumentalizzazioni delle opposizioni”.
Ci sarà qualche problema per il passaggio del provvedimento dal Senato alla Camera dei deputati?
“Non credo che ci sarà qualche problema”.
Neanche dopo l’attentato?
“A maggior ragione non dovrebbero esserci problemi politici. I gruppi parlamentare dovrebbero dare un maggiore sostegno ai nostri soldati all’estero”.
E’ un errore presentare questi provvedimenti relativi alle nostre missioni ogni sei mesi?
“Dal nostro punto di vista – mi riferisco al ministero della Difesa – sarebbe meglio avere l’esame di un provvedimento annuale. Ma il decreto semestrale ha un doppio vantaggio: ogni semi mesi le missioni vengono monitorate – ad esempio abbiamo previsto una riduzione dei soldati in Kosovo -; poi c’è anche una ragione economica che permette di impegnare le risorse seguendo l’andamento dei conti pubblici”.
E’ giusto impegnare dei militari in luoghi così lontani come Haiti e non lasciare questo impegno alle forze militari di quel continente?
“Noi abbiamo mandato nostri soldati su richiesta dell’Onu. Ad Haiti sono presenti serbi e spagnoli”.

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