sabato 20 marzo 2010

I nostri redditi siano pubblici

Voce Repubblicana del 20 marzo 2010
Intervista a Maurizio Fugatti
di Lanfranco Palazzolo

Sono d’accordo che i redditi dei parlamentari siano pubblici. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Maurizio Fugatti della Lega Nord membro della Commissione Finanze della Camera dei deputati. Ecco cosa ci ha detto sulle dichiarazioni diffuse in questi giorni.
Onorevole Fugatti, cosa pensa della scelta di rendere note le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari? Crede che sia giusto ed opportuno diffondere questi dati?
“Ritengo che in questa scelta non ci sia nulla di scandaloso. I parlamentari sanno perfettamente che svolgono un’attività pubblica che richiede anche la piena trasparenza sui loro guadagni e sulle loro posizioni patrimoniali. Personalmente non ho trovato nulla di strano in questo. E non ho avuto l’impressione che la mia privacy fosse stata violata”.
Lei ricorderà che due anni fa Vincenzo Visco diede in pasto agli italiani i loro redditi, che fecero il giro della rete.
“In quel caso non ero d’accordo. Non sono completamente favorevole nel diffondere indiscriminatamente questi dati come era stato fatto qualche tempo fa. Il discorso cambia per chi ha degli incarichi pubblici”.
Quanto dichiara un parlamentare che vive solo dello stipendio da deputato o senatore?
“Io ho dichiarato 125mila euro al lordo. Quella era la dichiarazione da parlamentare. La media annuale è questa”.
Perché molti parlamentari hanno dichiarato meno di quella quota? Da cosa dipende? La politica delle detrazioni fiscali può dare frutti positivi?
“Il caso che molti hanno notato è stato quello del ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Ma in quella circostanza il ministro dell’Economia è stato trasparente ed ha spiegato tutto nella massima dicendo che aveva dovuto fare dei versamenti che hanno ridotto sensibilmente le sue entrate nel 2008. Chi ha il solo reddito da parlamentare non può ‘giocare’ molto sulle cosiddette detrazioni. In quel caso non è possibile fare dei “trucchi” o utilizzare delle scorciatoie che possono portare a diminuire il reddito imponibile, quindi chi ha il solo reddito da parlamentare non ha molte scappatoie”.
Crede che aver reso noto questi dati possa avere degli effetti anche sulla campagna elettorale in corso nella quale non sono mancate le polemiche politiche?
“Non credo che la diffusione di questi dati possa avere un qualche effetto politico. Le cifre che sono state fornite riguardano tutti i parlamentari di tutti i gruppi politici. Quindi non credo che ci siano ragioni per temere queste dichiarazioni”.
I nostri parlamentari godono di trattamenti di favore fiscale?
“Sull’indennità la tassazione è normale come per tutti gli altri cittadini. La diaria invece non viene assolutamente tassata. Qualcuno può pensare che questo sia un trattamento di disparità. Ma questa è la regola che c’è sempre stata”.

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