mercoledì 17 marzo 2010

Tra Sarko e Silvio nessuna analogia

Intervista a Luigi Crespi
Voce Repubblicana del 17 marzo 2010
di Lanfranco Palazzolo

Se Berlusconi non subirà una sconfitta come quella subita da Sarkozy al primo turno delle regionali potrà cantare vittoria. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” Luigi Crespi, direttore di Crespi ricerche.
Luigi Crespi, in questi giorni dopo il voto del primo turno delle elezioni regionali in Francia i quotidiani italiani cercano di interpretare in chiave domestica questo voto pensando che anche da noi ci sarà un’ondata astensionista.
“I due casi, quello italiano e francese, sono abbastanza speculari. E’ necessario tenere conto che il fenomeno dell’astensionismo sarà meno accentuato di quello che si verifica in Francia. Chi è al governo in Europa e si sottopone al voto ha delle difficoltà”.
Tra il voto delle regionali francesi e quello delle presidenziali che ci saranno tra due anni per l’Eliseo ci sono dei legami?
“Mentre in Italia queste consultazioni hanno sempre avuto una certa attenzione da parte dell’opinione pubblica, in Francia le elezioni amministrative sono sempre state snobbate. C’è una valenza politica per la dimensione della sconfitta e per la dimensione dell’astensione. Quindi la valenza politica e sociale di questo voto è molto importante. Credo che in Italia ci sarà un fenomeno analogo, ma di proporzioni diverse. Il centrodestra guadagnerà delle Regioni, ma comunque non avrà la maggioranza delle regioni in lizza. E l’astensione colpirà molto duramente le zone del centrosud”.
C’è una similitudine tra Sarkozy e Berlusconi?
“Sarkozy non ha quell’ironia che ha Berlusconi. Il presidente del Consiglio italiano ha questa dote. Però Sarkozy ha un maggiore rispetto delle istituzioni. I due personaggi sono molto diversi. E fare un paragone è molto complicato. Solo superficialmente i due statisti sembrano avere dei punti in comune. Ma tutti i leader politici moderni hanno tanti punti in comune. Al di la delle semplificazioni, i due statisti sono molto diversi ed hanno storie politiche molto diverse”.
I socialisti francesi hanno cambiato qualcosa e possono aspirare a vincere anche se questo partito non cambia?
“Segolene Royal aveva vinto le regionali del 2004, ma poi era uscita sconfitta dalle elezioni presidenziali del 2007. La situazione potrebbe ripetersi con Martine Aubry. Tra due anni bisognerà verificare dove Sarkozy avrà portato la Francia. E i francesi valuteranno il loro voto sui risultati. Le elezioni di metà mandato non sono andate bene per lui, per Baraci Obama, per Vladimir Putin. Chi si sottopone al voto in questa situazione di crisi prende delle batoste. Se Berlusconi non prende una batosta alle Regionali avrà modo di cantare vittoria”.
Quanto ha pesato Carla Bruni nella sconfitta di Sarko?
“Nulla. Sarkozy non ha dato risposte ai francesi. Anzi ha dato solo risposte imbarazzanti. E i francesi questo non lo sopportano”.

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