martedì 27 aprile 2010

Ecco come gli alleati hanno sostenuto la Resistenza italiana

Intervista a Tommaso Piffer
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 27 aprile 2010


Gli Alleati hanno tenuto in vita la Resistenza italiana sostenendola in ogni occasione. Lo ha detto alla “Voce” Tommaso Piffer, autore del libro “Gli alleati e la Resistenza italiana” (Il Mulino).
Tommaso Piffer, nel suo libro lei ha citato molte fonti documentarie relative agli archivi americani ed inglesi sostenendo che non vi fu nessuna diffidenza da parte degli Alleati verso la Resistenza italiana.
“Nel dopoguerra la storiografia ci ha parlato spesso di un movimento partigiano fortemente avversato dagli Alleati, i quali avrebbero fatto di tutto per impedirne il rafforzamento per motivi politici. Al contrario dalla carte risulta che non vi fu alcun pregiudizio ideologico degli Alleati nei confronti della Resistenza, che fu sostenuta in quanto in grado di dare un contributo militare all’avanzata alleata”.
Perché si era affermata questa convinzione?
“Da una parte si voleva mettere l’accento sull’autonomia militare della Resistenza italiana, che si sarebbe sviluppata senza alcun apporto esterno. Dall’altra parte questa immagine era un’importante veicolo di antiamericanismo nel contesto della ‘guerra fredda’. Già alla fine degli anni ’80 gli storici che avevano avuto accesso agli archivi americani avevano ridimensionato questa valutazione. Ora è stato possibile approfondire ulteriormente il tema attraverso i documenti provenienti dagli archivi segreti americani ed inglesi. Gli Alleati fecero di tutto per potenziare la Resistenza senza alcun pregiudizio. Quello delle discriminazioni delle forze partigiane di sinistra si è rivelato un vero e proprio mito storiografico”.
Chi si avvantaggiò maggiormente di questi aiuti?
“I documenti dimostrano che nella maggioranza dei casi furono le brigate garibaldine composte guidate comunisti ad avvantaggiarsi di questi aiuti, perché erano ritenute più aggressive. Questo comportamento fu in linea con la politica degli Alleati verso tutti i movimenti di Resistenza in Europa. Ritenendolo militarmente conveniente, gli Alleati non esitarono a consegnare la Jugoslavia a Tito e a abbandonare movimenti nazionalisti come i cetnici. Lo stesso accadde con i Grecia, dove prima dell’insurrezione del dicembre 1944 i comunisti avevano ricevuto aiuti e armi dagli agenti dei servizi segreti inglesi”.
Come dobbiamo leggere il significato storico del Proclama di Alexander?
“Certamente non come un atto di ostilità nei confronti dei partigiani. Non dobbiamo dimenticare che dopo l’invito del generale britannico di bloccare le iniziative partigiane su larga scala, fu stipulato a Roma un accordo importante per i partigiani che garantiva alle forze partigiane un sostanzioso finanziamento. Lo stesso Ferruccio Parri disse che senza quell’aiuto e altri aiuti finanziari la Resistenza italiana avrebbe dovuto chiudere bottega”.

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