giovedì 29 aprile 2010

Nella Dc eravamo abituati al confronto

Intervista ad Emerenzio Barbieri
Voce Repubblicana del 29 aprile 2010
di Lanfranco Palazzolo

Nella Democrazia cristiana questi dibattiti interni erano all’ordine del giorno. Non mi stupisco di questo confronto nel Pdl. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Emerenzio Barbieri (Pdl).
Onorevole Barbieri, cosa pensa dello scontro in corso nel gruppo parlamentare del Partito democratico dopo l’annuncio delle dimissioni di Italo Bocchino come vicecapogruppo?
“Ho saputo delle dimissioni dell’onorevole Bocchino solo questa mattina dai giornali (27 aprile, ndi). Pur facendo parte del Direttivo del gruppo del Popolo delle libertà questo organo non è stato convocato per discutere delle dimissioni. Immagino che questo appuntamento sarà convocato nei prossimi giorni. Come tutte le dimissioni, questo atto comporterà l’avvio di un dibattito interno. Vedremo come si articolerà questo dibattito”.
Questo potrebbe essere il pretesto per la creazione di un nuovo gruppo parlamentare?
“Lo escludo. Dopo aver ascoltato quello che ha detto in questi giorni il Presidente della Camera Gianfranco Fini, mi pare che sia stata esclusa la creazione di un nuovo gruppo parlamentare”.
Come aveva trovato le rivelazioni di Berlusconi, che invece aveva rivelato che Fini aveva intenzione di fare un nuovo gruppo parlamentare?
“Io non sono solito giudicare nei colloqui a due. Quando non si è presenti al colloquio è difficile riuscire a dare una risposta, un giudizio o un parere”.
E’ stato opportuno questo scontro dopo la vittoria delle elezioni regionali?
“Io vengo dalla tradizione della Democrazia cristiana. La cosa non mi ha turbato più di tanto perché questi dibattiti così forti erano un dibattito che accadeva ogni volta che si svolgeva il Consiglio nazionale del partito. Non è che la cosa mi abbia stupito più di tanto”.
Però nella Democrazia cristiana c’erano tante correnti, tante articolazioni politiche. Nel Pdl il discorso appare molto diverso anche per la genesi del partito.
“Finora abbiamo visto poche correnti nel Partito democratico. Credo che da questo momento in poi il dibattito politico interno sarà molto ricco, tra diverse posizioni che si confrontano”.
Una volta posto il problema della conduzione del gruppo parlamentare se ne aprirà un altro su quello del Presidente della Camera Gianfranco Fini?
“Mi pare che sia una cosa possibile. Ma non capisco dove possa approdare l’apertura di questo dibattito. Il Presidente della Camera non può essere sfiduciato. Ho conosciuto direttamente tre presidenti della Camera: Casini, Bertinotti e Fini. Questi presidenti hanno sempre difeso le prerogative del Parlamento”.
Giovanardi si è schierato dalla parte di Berlusconi.
“Io la penso come Giovanardi, il quale ha detto che Berlusconi ha ragione. Ma ha anche aggiunto che nel Pdl è necessario il dibattito. Queste occasioni di confronto mancano ancora nel Pdl”.

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