venerdì 16 aprile 2010

Non vi salverà la Corte

Intervista a Stefano Ceccanti
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 16 aprile2010

La Corte Costituzionale non può stabilire il matrimonio omosessuale. Lo ha detto il senatore del Partito democratico Stefano Ceccanti.
Senatore Ceccanti, quali valutazioni è possibile fare dopo il pronunciamento della consulta sulle nozze gay?
“Non credo che si possa fare nessun ragionamento sensato fino a quando non conosceremo le motivazioni del pronunciamento della Corte costituzionale. Era pacifico che la Corte costituzionale non aveva intenzione di stabilire con le sue ordinanze l’introduzione delle nozze omosessuali. Ci sono diverse linee che la Corte potrebbe seguire. La Corte potrebbe limitarsi a rinviare la decisione al Parlamento, dicendo che la Costituzione non impone e nemmeno proibisce il matrimonio omosessuale. La Corte costituzionale può anche chiedere al Parlamento di fare delle leggi per la tutela delle coppie omosessuali, invitando il Parlamento a non legiferare sul matrimonio omosessuale. Una terza ipotesi potrebbe essere l’invito della Consulta a fare una legge che poi sarà valutata dalla Corte stessa. Ci sono almeno tre soluzioni diverse”.
Pensa che sia stato un errore sollevare la questione di costituzionalità davanti alla consulta?
“Io sono perplesso su questo ricorso perché la Corte costituzionale non può sostituirsi al legislatore. La tesi sostenuta dai ricorrenti era che siccome il divieto di matrimonio omosessuale vieta il principio di uguaglianza, la Corte aveva l’obbligo di ‘dettare’ il matrimonio omosessuale. Secondo me, questa è una concezione dei rapporti tra Corte e Parlamento in cui la Corte costituzionale commissaria il Parlamento in termini estremi. Questa scelta non la giudico sensata. Penso che sia assurdo che la Corte possa considerare costituzionale un riconoscimento di un rapporto omosessuale che si definisca come matrimonio”.
Qual è l’orientamento della Corte in materia?
“La Corte costituzionale ha fatto più volte delle sentenze in cui ha invitato a rilevare l’importanza della coppia omosessuale quando svolgono un compito analogo a quello della famiglia. Ecco perché ho qualche dubbio che abbia senso chiamare matrimonio questo tipo di rapporto”.
Un esponente del vostro partito, Ivan Scalfarotto, ha invitato il Pd ad essere deciso su questi temi. C’è un vostro limite su questo?
“Dipende da quello che vogliamo. Nel nostro ordinamento le coppie di fatto omosessuali non sono adeguatamente tutelate dall’ordinamento. A me sembra che il modo più adeguato da fare sia la tutela dei cosiddetti DICO. Questo è un modo per affrontare il problema. Penso che il centrodestra non vuole affrontare il tema in modo equilibrato. Anche se alcuni settori del centrosinistra dovrebbero evitare di associare il matrimonio omosessuale alla coppie di fatto. Anche questo atteggiamento limita il dialogo.”

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