venerdì 16 aprile 2010

Una banca vicina al territorio

Intervista a Maurizio Fugatti
Voce Repubblicana del 17 aprile 2010
di Lanfranco Palazzolo

Le banche devono essere più attente alle esigenze del territorio. Lo ha detto alla “Voce” il deputato della Lega Nord Maurizio Fugatti, membro della Commissione Finanze della Camera.
Onorevole Fugatti, il leader della Lega ha parlato delle banche spiegando che dovranno andare al Carroccio.
“E’ evidente che i partiti non possano entrare nelle banche. Credo che Bossi abbia voluto lanciare un segnale al mondo bancario che non può essere estraneo alla realtà territoriale nella quale si vive. I banchieri non possono essere degli extraterrestri che pensano solo alla finanza, alla grande impresa e non pensano al territorio. Negli ultimi dieci, quindici anni la perdita delle casse di Risparmio sul territorio padano sono tutte confluite in Unicredit. Questo passaggio ha fatto perdere contatto tra il mondo bancario e il territorio fatto delle piccole e delle medie imprese, dalle famiglie e dai commercianti. Per questa ragione bisogna tornare indietro. Si torna indietro con gli uomini. Gli uomini delle banche devono capire che non possono essere slegati dal territorio, ma devono capire che sono legati ad una realtà dinamica e sociale alle quali queste banche appartengono. Bisogna cambiare il sistema che si è creato in questi ultimi anni. Questo è il segnale che vuole dare Umberto Bossi. In questo clima economico in cui le banche stanno tagliando fondi alle imprese è un’urgenza ancora più attuale”.
Bersani ha attaccato Bossi dicendo che il leader della Lega dovrebbe preoccuparsi dei costi che le banche impongono ai clienti.
“Il centrosinistra tagliava le tasse alle banche. Questo era quello che aveva fatto il Governo Prodi. Invece il Governo Berlusconi ha pensato alla Robin tax sui petrolieri e sulle banche. Quello che dice Bersani non è vero. I grandi banchieri sono amici del centrosinistra. Infatti, alcuni di loro sono andati alle primare dell’Ulivo. Nessuno di loro è andato alle iniziative della Lega. Anzi, il centrosinistra è sempre stato vicino ad una certa finanza. Quelli erano i loro amici e non certo i nostri. I grandi banchieri hanno perso il contatto con il territorio. Le battaglie sui costi delle banche le abbiamo fatte noi in questa legislatura”.
Unicredit ha favorito la deindustrializzazione del nord con i suoi investimenti nell’Est europeo?
“Le banche si sono preoccupate troppo dei rapporti con le grandi imprese abbandonando le PMI. Questo ha senza dubbio favorito la delocalizzazione. Le banche hanno seguito alcune grandi imprese che hanno spostato la loro produzione nell’Est europeo. Ma crediamo che questo sistema stia dimostrando tutti i suoi limiti. Ecco perché è necessario fare marcia indietro. Le parole di Bossi vanno interpretate nella direzione di un maggiore vantaggio per le piccole imprese che operano nel territorio”.

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