sabato 24 aprile 2010

Una polemica che non sorprende

Intervista ad Adriana Poli Bortone
Voce Repubblicana del 22 aprile 2010
di Lanfranco Palazzolo

Non sono affatto sorpresa delle polemica tra finiani e Pdl. Quando ero uscita dal Pdl avevo fatto le medesime valutazioni alle quali è giunto oggi Fini. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” la Senatrice Adriana Poli Bortone, leader di “Io Sud”.
Senatrice Poli Bortone, è rimasta sorpresa delle polemiche tra Fini e Berlusconi nel Pdl?
“Questa polemica non mi ha sorpreso. Se non sono entrata nel Pdl avevo delle buone ragioni per prendere quella decisione. Allora avevo fatto le stesse valutazioni che oggi sta facendo Gianfranco Fini. All’epoca avevo scritto una lettera nella quale manifestavo il mio disagio nello stare in un gruppo parlamentare anche da indipendente, votando per mio conto e secondo le mie idee. In quella circostanza avevo denunciato la mancanza di democrazia interna nel partito. Il patto elettorale di Alleanza nazionale con Forza Italia ha determinato l’annullamento di An in un nuovo contenitore politico. Quello che era il partito di Gianfranco Fini non aveva ‘contrattato’ nessun tipo di battaglia valoriale che fosse particolarmente caratterizzante per Alleanza nazionale”.
Come interpreta la scelta dei finiani di non voler fare un gruppo parlamentare?
“Credo che questa sia solo una fase interlocutoria per vedere un nuovo assetto interno nel partito. Credo che Fini, facendo una sua corrente, potrà raggiungere il 15-20 per cento. Ma credo che nel futuro più o meno prossimo il Presidente Fini vorrà una rappresentanza politico-parlamentare che sia riconducibile alle sue posizioni”.
Pensa che Italo Bocchino abbia provocato dei danni alla componente finiana del Popolo delle libertà?
“Lo scontro che abbiamo visto in televisione non è stato gradevole. Ma è stata l’espressione massima di un disagio che è andato avanti per troppo tempo. Questa situazione ha creato delle tensioni così forti che hanno fatto esplodere persino Adolfo Urso che è una persona così moderata ed educata”.
Questa situazione cambia le sue posizioni politiche?
“Io continuo ad andare avanti con la mia idea del partito del Mezzogiorno. Ci credo sempre di più. Tra le richieste che Gianfranco Fini dovrebbe fare giovedì in Direzione nazionale ci sarà anche quella di una maggiore attenzione al Mezzogiorno. Il problema non è la maggiore attenzione ai problemi del Sud, ma i diritti di questa parte importantissima del Paese. Il Mezzogiorno è 1/3 del territorio italiano e deve essere rispettato. Noi vogliamo che il Sud non sia più un’area sottoutilizzata, come è stata definita dall’Ue”.
Pensa che la politica di Silvio Berlusconi sia al tramonto?
“Berlusconi è ancora forte. Gli ex di An che si sono arruolati nel Pdl lo rendono ancora più forte. Ma i rapporti di forza non mi appassionano. Mi interessano le idee. E le idee possono essere portate avanti anche con poche truppe”.

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