venerdì 7 maggio 2010

Dov'è l'Apostolo d'Italia?

Voce Repubblicana dell'8 maggio 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista alla professoressa Annamaria Isastia

Giuseppe Mazzini è il grande assente dalle celebrazioni del 150/mo anniversario dell’Unità di’Italia. Lo ha detto alla “Voce” la professoressa Annamaria Isastia, docente di storia contemporanea alla facoltà di Storia contemporanea alla facoltà di lettere dell’università di Roma.
Professoressa Isastia, che impressione ha delle celebrazioni del 150/mo anniversario dell’Unità d’Italia dopo il fallimento delle celebrazioni su Garibaldi?
“Tutto quello che è stato fatto su Garibaldi mi ha profondamente deluso, a cominciare da una fiction sui ‘Mille’, che fu mandata in onda circa due anni fa. La spedizione di Garibaldi è stata rappresentata in modo demoralizzante e riduttivo. La spedizione di Garibaldi fu presentata come una spedizione di ‘spostati’ e di persone ‘fuori di testa’. In realtà, in quella impresa aveva preso parte il fior fiore della classe dirigente italiana. Ho visto in quella fiction la volontà di ridicolizzare la spedizione dei Mille”.
Cosa pensa di queste celebrazioni?
“Manca una capacità culturale di celebrare questo evento. Questa capacità è mancata all’ultimo governo di centrosinistra. E manca anche all’attuale governo di centrodestra. Manca una cultura dell’evento, la capacità di capirne il significato. Questo anniversario è l’occasione per fare il punto su chi siamo noi oggi alla luce di quello che noi siamo stati. E attraverso quali passaggi ci siamo unificati. Tutto questo non lo percepisco”.
Chi ha saputo interpretare meglio questo spirito celebrativo?
“L’attuale Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e Carlo Azeglio Ciampi che lo ha preceduto. Noi dobbiamo tutto a Ciampi e a Napolitano. Non vedo uno sforzo adeguato. Dobbiamo chiederci perché i membri del Comitato che si occupa di questo anniversario abbiano dato le dimissioni”.
Come valuta l’atteggiamento della Chiesa di fronte a questo appuntamento, considerando l’avversione di Pio IX per il processo di unificazione?
“Il discorso del Presidente della Cei Bagnasco è condivisibile, ma allo storico fa una certa impressione. L’Italia si è costruita con grande fatica a causa della difesa ad oltranza della Chiesa del suo potere temporale. Lo Stato pontificio ha scomunicato tutti i padri del Risorgimento e non ha riconosciuto lo stato italiano fino al 1929”.
Come è stato trattato Giuseppe Mazzini in queste celebrazioni?
“Il Presidente dell’Associazione mazziniana Italiana Mario Di Napoli ha denunciato l’assenza di Mazzini in queste celebrazioni. Questo è un grave errore. Noi non avremmo avuto l’Europa unita senza l’apostolato di Giuseppe Mazzini. Le fondamenta dell’Unità d’Italia e della costruzione dell’opinione pubblica a favore dell’unificazione sono opera sua. Senza di lui, Cavour e Garibaldi non avrebbero mai realizzato l’Unità d’Italia”.

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