lunedì 17 maggio 2010

Gianpaolo Pansa e "Il sangue dei vinti"

Questa notte stavo scorrendo una vecchia annata de l'Unità, quando mi sono imbattuto nel numero del 26 aprile del 1994. A pagina due ho trovato un'intervista molto interessante con quel vecchio trombone di Giampaolo Pansa. Il futuro scopritore del Sangue dei vinti, parlando del libro di Wladimiro Settimelli "La verità sulle fosse Ardeatine", allora disse che gli antifascisti non dovevano scusarsi di nulla. Questa è una rivelazione singolare per un giornalista che negli ultimi anni ha cantato le "malefatte" degli antifascisti. Non è mia intenzione fare l'apologia dei partigiani. Ma vorrei solo mettere in evidedenza l'incongruenza di questo giornalista che nel 1994 era l'apologeta dell'antifascismo e il secolo successivo si è trasformato nel loro inquisitore. Dov'è la verità di Pansa?

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