giovedì 6 maggio 2010

Ha fatto bene a dimettersi

Intervista a Gaetano Pecorella
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 6 maggio 2010

Scajola ha fatto bene a dare le dimissioni. Lo ha fatto perché è una persona trasparente. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il deputato del Popolo delle Libertà Gaetano Pecorella.
Onorevole Pecorella, cosa pensa della scelta coraggiosa del ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola, che ha deciso di dimettersi dal suo incarico nel governo per difendersi?
“Certamente è una scelta coerente con una persona che è sempre stata trasparente e ha dedicato tutto il suo tempo alla politica. Scajola si è reso conto che, per potersi difendere e non coinvolgere il governo in questa vicenda, doveva dimettersi. Mi sembra che questo gesto debba essere apprezzato”.
Nei suoi confronti non c‘è stata nessuna inchiesta e nemmeno un avviso di garanzia. Da cosa deve difendersi il ministro dello Sviluppo economico se non esiste nemmeno un rinvio a giudizio su cui discutere?
“Tutto quello che sappiamo di e su questa vicenda è trapelato solo attraverso la stampa. Quindi non è possibile dire con precisione quale sia lo stato delle cose. Le notizie che sono uscite comportano che ci debbano essere dei chiarimenti perché, se effettivamente ci sono stati assegni circolari emessi per un pagamento, occorre che l’onorevole Scajola chiarisca ciò che è avvenuto ed è di sua conoscenza. In ogni caso si tratta di una situazione che richiede delle verifiche e richiede la libertà di movimento da parte di Scajola”.
Che differenza c’è tra il caso di Scajola e le polemiche relative al responsabile della Protezione civile Bertolaso, le cui dimissioni sono state respinte da Berlusconi?
“Per quello che si sa, non ci sono fatti o casi di corruzione che siano stati addebitati nei confronti di Bertolaso. Non ci sono mai state notizie esterne agli atti processuali che hanno fatto pensare questo. La vicenda di Bertolaso non era ancorata a fatti specifici. Ecco perché le sue dimissioni non avevano alcuna ragione d’essere. La vicenda di Scajola è legata ad alcune vicende molto precise sulle quali Scajola darà le sue spiegazioni”.
Con questa vicenda lei vede un ritorno alla caccia alle streghe?
“Credo che sia necessario prestare una grande attenzione quando si parla di caccia alle streghe. Alcune volte, i magistrati riescono ad imbastire, attraverso i pentiti o con un’interpretazione di parte, delle accuse a carico dei politici. Ma non si può dire che ogni volta che c’è un’accusa contro un politico questo sia il frutto di una macchinazione. Mi sembra che in questo caso ci siano dei fatti obiettivi che consentono un’interpretazione diversa. Tanto e vero che i magistrati non hanno preso alcun provvedimento. Un conto è vociferare come quello di un pentito, un altro è quando ci sono dei fatti obiettivi come questi assegni. Ecco perché si rendono necessari dei chiarimenti”.

Nessun commento: