sabato 22 maggio 2010

Il danno tedesco

Intervista a Fabrizio Coricelli
Voce Repubblicana del 22 maggio 2010
di Lanfranco Palazzolo
(A destra Fabrizio Coricelli mentre tiene una lezione)

La scelta della Germania sulle vendite allo scoperto è stata un danno. Quella misura andava concordata a livello europeo. Lo ha detto alla “Voce” Fabrizio Coricelli, Professore ordinario di Politica Economica all’Università di Siena. Lo studioso ha lavorato alla Commissione Ue, al Fondo Monetario e alla Banca Mondiale.
Professor Coricelli, cosa pensa dell’atteggiamento assunto dalla Germania, che ha proibito le vendite allo scoperto su alcuni titoli?
“La scelta della Germania è stato un danno. Indipendentemente dalla giustezza della misura presa in questa circostanza, prendere un provvedimento di questo genere contro la speculazione sui titoli pubblici è stato un danno perché ha creato l’incertezza su quello che i mercati possono fare. Non credo abbia molto senso che un paese, da solo, prenda una misura di questo tipo. La scelta tedesca ha creato solo confusione ed incertezza in un quadro di aspettative precarie. Ogni giorno si nota che i mercati vanno da una parte all’altra”.
La Germania avrebbe dovuto attendere l’Ecofin?
“Questa scelta sarebbe stata opportuna. Almeno si sarebbe dovuto attendere un vertice dei ministro dell’Economia dei paesi dell’Unione europea per gestire una posizione comune. Non è la prima volta che la Germania prende una sua posizione autonoma contro la speculazione finanziaria. Questa scelta fa parte della cultura finanziaria tedesca. Poi bisogna intendersi cosa significano le vendite allo scoperto. In un mercato finanziario avanzato, le vendite allo scoperto sono operazioni normalissime. Dopo anni di libertà finanziaria non si può dire che certe cose non possono essere fatte. C’è bisogno però di una politica chiara contro ciò che è nocivo per il sistema finanziario europeo. Certe misure devono essere prese in modo razionale”.
A cosa si riferisce in particolare?
“Oggi non è chiaro a nessuno per quanto tempo questa misura della Germania resterà in vigore. L’aspetto negativo della scelta tedesca è questo. Sono scelte che hanno un’impostazione ideologica e rivelano che la Germania vuole assumere una posizione di durezza apparente, ma nello stesso tempo non vuole risolvere il problema della moneta unica con gli altri paesi europei. La Germania ha assunto solo a parole un atteggiamento di rigidità verso il debito pubblico della Grecia e di altri paesi. Ma poi ha fatto questa scelta”.
Il piano di sostegno dell’Euro è stato in parte vanificato dalle ricadute di questi giorni?
“Gli aspetti positivi di quel piano restano perché hanno evitato una crisi quasi certa dell’Euro. Senza questo piano ci sarebbe stato potenziale crollo dell’Euro. Questa misura non è permanente. E non ha un carattere strutturale. Non è stato garantito un sostegno automatico in caso di crisi di fronte ad una nuova crisi. E questo resta un problema”.

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