giovedì 13 maggio 2010

Quelle primarie non devono cambiare

Intervista a Stefano Ceccanti
Voce Repubblicana del 14 maggio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Sulle elezioni primarie, nel Pd siamo alla vigilia di una grossa rottura costituzionale. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” il senatore del Partito democratico Stefano Ceccanti, esponente della minoranza interna di Area Dem.
Senatore Ceccanti, cosa sta accadendo nel Partito democratico? La segreteria del Pd vuole cancellare le elezioni primarie cercando di ‘normalizzare’ il partito?
“Guardi, le norme immaginate per le elezioni primarie distruggerebbero questo importante istituto pensato per eleggere le cariche più importanti del Pd. Le nuove norme proposte dicono che il Pd si presenta alle primarie di coalizione con un unico candidato che sarebbe blindato. E’ chiaro che gli altri candidati espressione del Pd non sarebbero espressione della coalizione. A quel punto scatterebbero le primarie del Pd. Ma le primarie vengono rese impossibili dal fatto che ci vorrebbero i 3/5 dei voti dell’assemblea del Pd per fare le primarie. E non per non farle. Questa scelta equivale alla soppressione delle elezioni primarie”.
Bersani è spaventato dalla democrazia interna nel Partito democratico?
“Non saprei dire cosa pensa Bersani di questo. Io so che dietro questo progetto di modifica delle elezioni primarie c’è un’idea del Partito democratico più piccolo e meno contendibile. Sembra che si preferisca questa soluzione qui”.
Chi sono i sostenitori di questa proposta che criticate?
“Non lo so. Il testo, così come è stato presentato per la modifica delle primarie, prevede un’idea di Pd diversa da quella che avevamo immaginato quando abbiamo costruito il Partito”.
Per la Direzione del prossimo 22 maggio cosa vi aspettate? Pensate che ci sarà uno scontro simile a quello della Direzione del Pdl?
“Non lo so. Certo, se la maggioranza insiste nel cambiare unilateralmente lo statuto c’è un rischio molto grave”.
Cosa accadrebbe?
“Si verificherebbe una grossa rottura costituzionale nel partito perché la maggioranza approva una linea politica, ma nello stesso tempo provoca una rottura con la minoranza su un punto molto importante dello statuto del Pd. Io mi auguro che non si arrivi a questo”.
Come trova la critiche ad Area Dem?
“E’ del tutto normale che in un partito molto grande ci siano delle maggioranze e delle minoranze molto strutturate. Non vedo perché l’alternativa nel Pd debba essere l’uniformità. Trovo che questa sia una critica molto strana da parte di chi l’ha mossa”.
Ma non trova contraddittorio che Bersani attacchi la minoranza interna e lodi quella nel Pdl?
“Bersani non ha espresso nessun attacco alla minoranza. La maggioranza ha tutto il diritto di prendere le posizioni politiche con la sua maggioranza. Ma credo che il problema di oggi sia lo Statuto. Ecco perché sulla ‘Costituzione’ del Pd siamo intenzionati a batterci affinché non sia modificata”.

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