mercoledì 26 maggio 2010

Tutti i tagli di spesa immaginabili

Voce Repubblicana del 26 maggio 2010
Intervista a Roberto Pinza
di Lanfranco Palazzolo

Se fossi al Governo farei tutti i tagli immaginabili. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex Viceministro dell’Economia del Governo Prodi Roberto Pinza.
Onorevole Pinza, cosa pensa della Finanziaria della Germania valutata sui 10 miliardi di euro?
“Questo è il frutto di un accordo raggiunto a livello europeo di effettuare degli interventi per rafforzare la stabilità del sistema economico e finanziario. Lo stiamo facendo anche noi. Anche paesi che hanno le finanze a posto come la Germania hanno voluto dare un grande segnale di stabilità perché il loro timore è che gli operatori internazionali fiutino una debolezza di sistema e quindi possano attaccare la moneta. Tutti i paesi stanno cercando di rafforzare la moneta europea con queste misure”.
Come ha trovato il comportamento complessivo della Germania dopo il varo del salvataggio dell’Euro dopo la crisi greca?
“Per quello che posso comprendere, la Germania è dominata da due sentimenti: la Germania non si vuole preoccupare di stati che non capiscono come deve essere gestita la finanza pubblica; i tedeschi accettano di andare avanti a patto che ognuno faccia, in base alle proprie capacità, la sua parte nella lotta contro la crisi. Ma c’è un’altra valutazione da fare su quello che sta succedendo. Oggi siamo tornati a circa 30 anni fa: la Germania è il punto di sostegno dell’Unione europea. Questo paese ha un asse preferenziale con la Francia, la quale ha a sua volta una gestione oculata della sua situazione. I paesi che vivono la crisi più pesante sono la Spagna, l’Italia, la Grecia e il Portogallo, che hanno fatto un vistoso salto indietro”.
Come giudica la decisione tedesca di proibire le vendite allo scoperto su alcuni titoli nascondeva questo messaggio?
“La Germania ha sempre avvertito più degli altri il problema della stabilità. Questa è una costante politica della sua storia. E sta lavorando molto duramente per la difesa della moneta. L’intervento sulle vendite a termine è determinato da questa volontà. Da questo punto di vista la politica della Germania è analoga a quella degli Stati Uniti. Non a caso si è creato un asse Obama-Merkel. Questo non sta accadendo in Gran Bretagna, dove la politica si è schierata in difesa del sistema finanziario. Di fronte a tutto questo c’è il silenzio dei paesi mediterranei”.
A quale priorità darebbe spazio in un momento politico come questo se dovesse fare la manovra?
“Non sono al Governo e non conosco bene i conti. Ma farei tutti i tagli immaginabili sapendo che questo servirebbe a tenere viva l’economia. E per mantenere vitale l’economia è necessario mantenere le esportazioni, tagliare le imposte sui salari bassi. In Giappone non lo hanno fatto e hanno avuto 11 anni di crisi. E poi verificare le condizioni affinché questo sia sufficiente”.

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