giovedì 27 maggio 2010

Un'integrazione lasciata a metà

Intervista a Paolo Guerrieri
Voce Repubblicana del 27 maggio 2010
di Lanfranco Palazzolo

E’ stato un grave errore politico lasciare l’integrazione monetaria europea solo a metà. E in questi giorni lo stiamo vedendo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il professor Paolo Guerrieri Professore ordinario di Economia alla ‘Sapienza’ Università di Roma. Lo studioso è autore e curatore di numerosi libri e articoli pubblicati in riviste italiane e estere, sui temi del commercio internazionale e della politica commerciale. Tra questi vi segnaliamo “L’Economia Europea”, edito con “Il Mulino”.
Professor Guerrieri, cosa sta succedendo all’Euro? La moneta europea terrà agli scossoni di queste settimane?
“La crisi europea deve essere letta alla luce dell’andamento generale dell’economia mondiale e dei paesi più sviluppati, i quali hanno speso molto per sostenere le proprie economie in crisi. I paesi più forti hanno aumentato quelli che si chiamano i ‘debiti sovrani’ di tutti: il Giappone, l’Europa e gli Stati Uniti”.
Ecco, allora perché la crisi ha colpito solo l’Europa in questa fase?
“Perché è intervenuto il caso della Grecia, che è un caso relativamente particolare perché perchè questo paese ha condotto una politica economica dissennata in questi anni, arrivando anche a falsificare i propri dati di bilancio. Ecco perché in questo caso particolare c’è anche un aspetto generale. La crisi della Grecia ha colto l’Europa in mezzo al guado. Nel senso che ha colto l’Europa in una posizione di forte fragilità perché l’integrazione monetaria europea è stata un’iniziativa che è stata lasciata solo a metà. La nascita dell’euro ha fatto nascere una moneta unica europea, una banca centrale, ma ha lasciato irrisolto il problema delle politiche fiscali dei paesi che ne fanno parte e soprattutto di istituzioni politiche in grado di difendere la moneta europea. L’indebitamento dei paesi dell’Unione europea è molto cresciuto. L’indebitamento di questi mesi espone tutti i paesi europei al rischio della reazione dei mercati”.
Come si sono comportati i paesi dell’Unione europea?
“Credo che abbiano sottostimato la crisi della Grecia, dell’area monetaria. Questi ritardi e questa inconcludenza ha portato ad ingigantire la crisi e la dimensione che questa poteva assumere. A questo punto la crisi richiede un enorme ammontare di risorse per far fronte alla situazione che si è creata: 750 miliardi di euro e nuove disposizioni alla Banca centrale europea comprando i titoli del debito nel mercato secondario. Ecco come siamo arrivati alla crisi”.
Cosa pensa del comportamento complessivo della Germania nella crisi?
“Il mio giudizio è che la Germania ha contribuito ai ritardi europei. La Merkel non ha brillato nella conduzioni nella crisi. Il risultato di tutto questo ha dato l’impressione di un’Europa indecisa, che non è stata in grado di gestire la crisi in corso”.

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