giovedì 17 giugno 2010

Il federalismo fiscale non può attendere

Voce Repubblicana del 18 giugno 2010
Intervista a Massimo Polledri
di Lanfranco Palazzolo

Il federalismo fiscale non può attendere. Lo ha spiegato alla “Voce” l’onorevole Massimo Polledri della Lega Nord.
Onorevole Polledri, cosa pensa delle polemiche sollevate dai presidenti di Regione contro la manovra del Governo?
“Ogni manovra mette in piedi una serie di attori. Ognuno di loro ha il compito di fare la propria parte ed è convinto che a fare dei sacrifici siano gli altri. Effettivamente siamo persuasi che il sacrificio chiesto alle Regioni sia alto. Ma ci sono alcune regioni che hanno i loro conti ridotti all’osso. E poi ci sono altre regioni che sono deficitarie perché hanno dei bilanci inesistenti. Mi riferisco ad alcune regioni del Sud. Detto questo, ritengo necessario accelerare il meccanismo virtuoso secondo il quale chi meglio si comporta meglio viene premiato. E viceversa. Sono convinto che l’introduzione del federalismo fiscale debba procedere più velocemente. D’altra parte capisco anche le difficoltà in si dibattono le nuove amministrazioni come quella di Scopelliti in Calabria e quella della Polverini nel Lazio. Loro sono costretti a fare i conti con la ‘fossa delle Marianne’ che hanno ereditato da Loiero e da Marrazzo. Il loro obiettivo non può essere quello di radere al suolo i loro bilanci”.
Il federalismo fiscale può attendere di fronte ad un crisi finanziaria come questa?
“Abbiamo atteso almeno 40 anni per vedere la realizzazione del federalismo fiscale. E dal 2001, anno in cui fu modificato il Titolo V della Costituzione, che aspettiamo di veder realizzato il federalismo fiscale. Ma non possiamo più attendere. Quello del federalismo fiscale è un meccanismo virtuoso, che obbliga le regioni a mantenere dei costi standard e obbliga a prevedere qualche sanzione di fronte alla mancanza di responsabilità. Mettere l’equivalenza tra potestà legislativa e potestà di imposizione è un principio al quale non possiamo più ritardare”.
Quali sono le regioni in difficoltà, che lei definirebbe di seconda fascia?
“Penso al modo in cui la giunta Loiero ha distrutto la sanità calabrese. E penso anche alla Campania di Antonio Bassolino. In Calabria, la giunta Loiero ha creato i bilanci delle Asl tramandati per tradizione orale. Anche nel Lazio gestito da Marrazzo sono accadute cose incredibili. Si è voltata pagina. Ora nel governo di quelle regioni ci sono persone più responsabili. Ma sono queste le regioni che hanno fatto un ‘buco’ simile a quello greco”.
Cosa pensa del provvedimento sulla Carta delle autonomie, che le opposizioni ritengono sia stato svuotato?
“Il provvedimento non è stato svuotato. Anzi, è stato accelerato con norme transitorie per accelerare il federalismo fiscale. La Carta delle autonomie è attesa dal 2001. Chi è contro questa parte del provvedimento vuole affossare il federalismo fiscale”.

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