martedì 1 giugno 2010

Il potere politico non deve toccare la GdF

Voce Repubblicana del 1 giugno 2010
Intervista a Roberto Speciale (Pdl)
di Lanfranco Palazzolo

Il potere politico non ‘toccherà’ più la Gdf. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Roberto Speciale (Pdl).
Onorevole Speciale, come ha accolto la nuova legge che cambia le regole per la nomina del Comandante generale della Guardia di Finanza?
“Ho accolto questa legge positivamente. La Guardia di Finanza era rimasto l’unico corpo disciplinato con le vecchie regole di nomina dopo che erano state modificate le norme per l’elezione del Comandante dell’Arma dei Carabinieri. Gli altri corpi avevano ormai un comandante eletto al proprio interno. Ho trovato molto giusta questa riforma che concerne l’elezione del Comandante della Guardia di Finanza”.
Perché questa riforma è stata fatta prima per i Carabinieri e solo in un secondo tempo sia stata pensata anche per la Gdf?
“Questo è dipeso dal potere contrattuale dei Carabinieri, ovviamente. Ai tempi della riforma per il Comandante generale dei Carabinieri, quest’Arma era molto più forte di fronte all’opinione pubblica e al potere politico”.
Perché c’era questa regola che permetteva l’elezione di alti ufficiali che erano espressione di altri corpi? Da cosa dipendeva questo tipo di scelta?
“Un tempo, i legislatori guardavano lontano. Se devo essere sincero, il Corpo dei Carabinieri e la Guardia di Finanza sono dei corpi militarizzati troppo potenti. In passato, la nomina di un Comandante esterno poteva rappresentare una caratteristica di indipendenza rispetto al corpo. All’epoca poteva essere una scelta giusta”.
Adesso cosa è cambiato per determinare questa nuova scelta? La Guardia di Finanza appare più affidabile?
“L’affidabilità della Guardia di Finanza non è mai mancata. La Gdf si è sempre distinta per l’alto senso del dovere e per il suo attaccamento alle istituzioni. La Guardia di Finanza è un corpo altamente specializzato. Ed è bene che lo guidi un uomo che ne conosce i meccanismi a perfezione”.
Qualcuno ha accusato il parlamento di aver fatto una legge che garantisce una permanenza troppo breve ai comandanti e che mantiene la figura del vicecomandante. Cosa ne pensa?
“Se vogliamo proprio dirla tutta, il Vicecomandante della Gdf è un surplus. Questa figura era giusto che ci fosse ai tempi in cui c’era il Comandante esterno alla guida della Gdf”.
I cambi ai vertici della Gdf sono troppo frequenti?
“Trovo che sia necessario che il tempo per la guida di questa e di atre armi debba essere armonizzato. Ma c’era una norma che stabiliva che la carica dovesse durare almeno due anni. Abbiamo portato questa durata a norma di carattere generale”.
Pensa che il potere politico proverà ancora a mettere le mani sulla Gdf?
“Il potere politico non metterà mai le mani sulla Gdf. Ci avevano provato con me. Ma non ci sono riusciti (E ride). Le istituzioni non si toccano. E la Gdf è un’istituzione di prim’ordine”.

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