venerdì 25 giugno 2010

Non scherziamo sulla sorte di Pomigliano

Voce Repubblicana del 25 giugno 2010
Interivista a Gianni Lettieri
di Lanfranco Palazzolo

La Fiom e la Cgil non possono scherzare sulla sorte dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Lo ha detto alla “Voce” Gianni Lettieri, il Presidente dell’Unione degli industriali della Provincia di Napoli.
Gianni Lettieri, quali sono le sue valutazioni sul referendum alla Fiat di Pomigliano d’Arco che ha approvato l’accordo sul futuro dello stabilimento?
“Vorrei evitare di fare commenti sui risultati numerici del referendum. Visto che siamo un paese democratico possiamo dire che hanno vinto i ‘Sì’. E la maggioranza dei dipendenti ha scelto di andare avanti. Non ci dobbiamo dimenticare che il settore auto vive una crisi drammatica a livello internazionale. In alcuni paesi, pur di fare andare avanti le proprie attività, hanno fatto accordi di riduzione dei salari dei dipendenti pur di fare andare avanti le proprie attività. Io sono il primo a dire che bisogna salvaguardare l’interesse dei lavoratori. Ma io sono il primo a dire che il primo interesse delle famiglie è quello di salvaguardare il posto di lavoro. Nel 2008 hanno lavorato in Campania 4,8 persone su 10; 27,7 donne su 10. E’ una situazione allucinante. Non ci possiamo permettere di perdere nuovi posti di lavoro. Difficilmente riusciremo ad attrarne dei nuovi. Dobbiamo difendere con i denti i posti di lavoro che abbiamo”.
Cosa ne pensa delle norme sull’assenteismo contenute nell’accordo?
“Le norme sono giuste. In quell’azienda ci sono stati momenti che hanno messo in crisi la produttività dello stabilimento. I singoli lavoratori di quell’azienda sono produttivi. E’ l’insieme dello stabilimento che non lo era. Fortunatamente non si parla di tagli di retribuzione per i dipendenti della Fiat di Pomigliano. L’accordo prevede una nuova forma di organizzazione del lavoro e di poter far girare lo stabilimento 7 giorni su 7 su più turni. E’ chiaro che questo comporta dei sacrifici. Questo è un settore che, pur di prendersi investimenti produttivi, deve stringere nuovi accordi. La Fiat ha deciso di investire qui 750 milioni. Mi sembra giusto che la Fiat faccia un paino per salvaguardare i posti di lavoro”.
La Fiat aveva controllato l’aumento dell’assenteismo?
“I Meridionali hanno generalmente un grande senso di responsabilità, ma l’assenteismo era determinato dalle assenze dei delegati elettorali in vista di qualche consultazione sindacale. In altri casi sono stati proclamati degli scioperi e sono stati mandati dei certificati medici. Ci sono brutte abitudini di pochi, che mettono a rischio il futuro dell’azienda. Noi abbiamo scelto di andare avanti con chi ci sta. Mi auguro che la Fiom e la Cgil si rendano conto che questo non è il momento di scherzare. E due anni dopo l’accordo possiamo valutare insieme ai sindacati se ci sono possibilità di miglioramento dell’accordo”.

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