sabato 12 giugno 2010

Quando la Vigilanza non si impegna

Voce Repubblicana del 12 giugno 2010
Intervista a Marco Beltrandi
di Lanfranco Palazzolo

Il Contratto di Servizio che abbiamo approvato è peggiore di quello precedente. I parlamentari della Commissione di Vigilanza sulla Rai tv non però non si sono impegnati abbastanza. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato radicale eletto nel Partito democratico Marco Beltrandi, membro della Commissione di Vigilanza sulla Rai tv.
Onorevole Beltrandi, cosa pensa del Contratto di Servizio Rai che la Vigilanza ha approvato in questi giorni?
“Questo nuovo Contratto di servizio migliora molto il testo debolissimo che era stato presentato dal Governo. Si tratta di un miglioramento sotto tanti punti di vista. Tuttavia, anche se il parere venisse integralmente accolto dalla Rai e dal Governo ci troveremmo di fronte ad un contratto molto più inadeguato di quello che è in vigore. Questo nuovo contratto di servizio non corrisponde alle necessità del servizio pubblico radiotelevisivo”.
Perché Berlusconi ha detto di non voler approvare il Contratto di servizio Rai?
“Credo che quella di Berlusconi fosse semplicemente una battuta. Sarei molto contento se lui non firmasse il Contratto di servizio e rimanesse in vigore quello attuale. Il Contratto attuale, per quanto sia violato dalla Rai, è comunque superiore al Contratto che abbiamo approvato in questi giorni. Anche se verrà recepito in pieno il parere della Commissione di vigilanza”.
Che clima avete registrato in Vigilanza nel corso dei lavori sul Contratto di servizio?
“Il clima in cui abbiamo lavorato è stato pessimo. I parlamentari della Commissione di Vigilanza sulla Rai hanno lavorato poco sul Contratto di Servizio. E non si sono impegnati come sarebbe stato necessario fare. In fondo, è stato grazie a me se i lavori sul Contratto di servizio non si sono chiusi in 20 giorni come avrebbero voluto. Invece, abbiamo fatto le audizioni, abbiamo ascoltato tante associazioni, tanti soggetti interessati. E, alla fine, io che avevo presentato più di 100 emendamenti sono stato giudicato male perché sembrava che volessi far perdere tempo alla Commissione. Nel Contratto di servizio c’è scritto tutto quello che la Rai deve fare per onorare il pagamento del canone da parte dei cittadini”.
In questi giorni si è parlato tanto dei compensi dei conduttori Rai. Adesso i compensi verranno messi nei titoli di coda dei programmi?
“Io sono favorevole alla scelta di rendere pubblici i compensi di chi lavora in Rai. E’ giusto far sapere queste informazioni in modo completo, a 360 gradi. E sarebbe stato molto più serio farlo sul sito Internet della Rai. E invece è prevalsa questa trovata dei titoli di coda, che trovo piuttosto ridicola e imbarazzante. Non saprei come definirla. Alla fine mi sono detto che rispetto al segreto assoluto su tutto poteva andare bene anche questa soluzione”.

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