venerdì 4 giugno 2010

Una crociata inutile contro la massoneria

Intervista a Sandro Gozi
Voce Repubblicana del 5 giugno 2010
di Lanfranco Palazzolo

Il Partito democratico non deve mettere all’indice né ostracizzare nessuno, nemmeno chi è iscritto ad associazioni legittime come la massoneria. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato del Partito Democratico Sandro Gozi.
Onorevole Gozi, nel Pd si è sviluppata un’accesa polemica contro la massoneria. A cosa sono dovute queste critiche?
“Ho avuto modo di dire che queste polemiche mi sembrano poco utili. Sono ormai diversi giorni che nel Pd si dibatte su questo. Ritengo che ci siano problemi ben più rilevanti, sui quali dobbiamo dare delle risposte alternative a quelle del governo in carica. La questione della massoneria deve essere affrontata nella sede adeguata, negli organismi del partito, senza andare a finire sui giornali per quattro giorni con queste vicende. Se ci sono delle cose da chiarire sulle condizioni per aderire al Partito democratico si chiariscano. Ma senza farne un dibattito pubblico, che è lontano anni luce dai problemi della gente. E lontano da quello che la gente si aspetta dica e faccia in questo periodo”.
Non crede che il Pd stia facendo passare l’idea che l’iscrizione alla massoneria sia qualcosa di poco lecito? Esiste il rischio che si possa generare questo pericoloso luogo comune?
“Questa polemica non contribuisce a sfatare dei luoghi comuni. E a fare maggiore chiarezza. Mi sembra anche un dibattito strumentale. E soprattutto non ho l’impressione che vengano chiariti i termini della questione. Io credo che il Pd non debba mettere all’indice e ostracizzare nessuno. Il Pd deve solo chiedere a ciascuno, per esigenze di trasparenza, di dichiarare l’elenco delle associazioni di cui fa parte. Secondo me, il problema non è aderire alla massoneria o aderire ad altre associazioni. La questione che deve essere posta è quella della segretezza delle associazioni. Ma questo discorso non vale solo per la massoneria. L’articolo 18 della Costituzione vieta l’iscrizione ad associazioni segrete. Su questo non c’è bisogno di aprire un dibattito interno al Pd, né di un codice etico del partito. Sappiamo bene che le associazioni segrete sono vietate dalla Costituzione. Trovo che sia evidente la strumentalità di questo dibattito”.
Trova giusto che un esponente del vostro partito sia stato cacciato per la sua appartenenza alla massoneria?
“Vorrei che il mio Partito democratico fosse una forza politica plurale, democratica, aperta, che ostracizza nessuno, nemmeno chi è iscritto ad associazioni massoniche pienamente legittime, né chi appartiene ai boy-scouts o all’Opus dei. Ritengo che sia opportuno chiarire meglio le regole interne ed essere tolleranti”.
Questo è uno scontro tra laici e cattolici nel Pd?
“No, non credo. I cattolici del Pd possono essere rappresentati da chi si è espresso contro la massoneria nel partito”.

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