mercoledì 9 giugno 2010

Una risposta comune alla crisi

Intervista a Pierluigi Mantini
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 9 giugno 2010

Di fronte alla crisi in corso è necessario dare una risposta politica comune ai problemi del paese. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Unione di Centro. Ecco quali sono le intenzioni dell’Udc verso l’esecutivo.
Onorevole Mantini, in questi giorni si è parlato con insistenza di un riavvicinamento tra Udc e Berlusconi. Cosa vuole fare l’Unione di centro con il Governo Berlusconi?
“Noi andiamo avanti con il progetto che abbiamo presentato a Todi, e che si è rafforzato: il partito della nazione. E dunque non sarà la presunta offerta di qualche ministero a farci deviare da questo progetto politico. Noi ci facciamo carico della necessità della manovra economica e finanziaria, dell’esigenza di ridurre il debito pubblico. E d farlo nel modo meno iniquo possibile. Sulla manovra presenteremo i nostri emendamenti. Su alcuni temi abbiamo presentato le nostre proposte. Ricordo la nostra proposta sulla liberalizzazione delle società pubbliche locali, il nostro emendamento per l’eliminazione delle province che abbiano almeno 500mila abitanti, alcune misure per risolvere il conflitto d’interesse fiscale. E’ destituita di fondamento ogni ipotesi di un affrettato ingresso nel Governo”.
Chiedete un nuovo Governo e con chi pensate di farlo?
“Noi chiediamo una cosa molto chiara: dinnanzi alla gravità della crisi occorre una risposta comune. E quindi chiediamo un’intesa sulle riforme che coinvolga il Pd, l’Unione di centro e l’attuale governo. Chiediamo un governo di larghe intese e di solidarietà nazionale. Questo è il momento della solidarietà nazionale”.
Come giudica quello che sta accadendo in Francia dove, senza ricorrere a governi di unità nazionale, l’opposizione ha fatto passare la manovra per salvare l’Euro con i voti favorevoli dei socialisti?
“In Italia, l’attuale maggioranza di governo è divisa al proprio interno con la Lega che, su molti punti impone la propria politica. Non è solo un problema di festeggiare l’Unità d’Italia, la nazionale italiana di calcio o quella padana. E’ un problema di politiche su cui la Lega, dalla cittadinanza, alla famiglia, alle province, impone i suoi diktat. Il Pdl è diviso al suo interno con i finiani. Questa è una maggioranza debole, che non è all’altezza delle necessità del momento. Ecco perché il paragone con la Francia è inappropriato. Noi vorremmo una forte convergenza del centro sulle politiche necessarie per battere la crisi. E non il condizionamento delle forze politiche radicali ed estremiste per battere la crisi. Questa è la posizione che l’Unione di centro sta portando avanti in questo momento difficile per il paese. E che richiede il contributo di chi può sostenere gli sforzi del paese per superare la crisi economica e finanziaria a cui stiamo assistendo”.

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