giovedì 22 luglio 2010

Caliendo non deve dimettersi

Voce Repubblicana del 22 luglio 2010
Intervista a Carlo Giovanardi
di Lanfranco Palazzolo

Il sottosegretario alla Giustizia Caliendo non deve dimettersi. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi.
Onorevole Giovanardi, cosa pensa dell’emendamento presentato dal governo sul ddl intercettazioni che sembra aver messo fine alle polemiche all’interno del Pdl?
“Non ho ancora visto le modifiche apportate. Non sono in grado di dare un giudizio tecnico su questo [l’intervista è stata realizzata martedì sera, ndi]. Posso solo dire che è significativo che si sia trovata una convergenza su una riforma importante. Ma devo ammettere che resta un mio scetticismo di fondo sul fatto che queste modifiche possano mutare il comportamento della magistratura e della stampa. E’ molto difficile cambiare questa legge”.
Queste modifiche possono essere interpretate dalle opposizioni al governo come un cedimento verso i cosiddetti finiani?
“Sinceramente, della questione relativa agli emendamenti ne faccio più una questione tecnica che una questione politica. La questione politica vera è quella relativa all’equilibrio tra la riservatezza delle comunicazioni private. Il cittadino deve avere una sfera privata che non deve essere invasa dallo Stato. Le questioni relative alla giustizia e all’ordine pubblico rappresentano una deroga a questo principio. Ma sono eccezioni a questo principio. Il principio: ‘spiateci tutti perché non abbiamo nulla da nascondere’ è pieno di demagogia. A questo principio si è accodata la stampa italiana. Quando io vedo questa grande campagna mediatica con i bavagli non sono così ingenuo da pensare, visto che l’ho toccato con mano, che i quotidiani arrivino a pubblicare migliaia di pagine di intercettazioni. I quotidiani pubblicano gli stralci che vogliono far uscire. I giornali prendono quelle parti delle intercettazioni che gli fanno comodo. Questa non è informazione, ma disinformazione”.
Quindi per lei è prioritaria la difesa dell’articolo 15 della Costituzione?
“C’è un principio assoluto: quello della riservatezza. Ma ci sono le eccezioni nelle quali la magistratura può intervenire in alcuni casi. Le intercettazioni che non riguardano le norme penali, ma la vita privata dei cittadini deve essere rispettata. Se le intercettazioni vengono pubblicate e riguardano la vita privata dei cittadini questa è una violazione dei diritti dei cittadini”.
Perché le opposizioni chiedono le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia Caliendo?
“Non capisco cosa viene addebitato a Caliendo. Partecipare ad una cena non è un reato. Mi sembra riduttivo. Se si dovessero dimettere tutti quelli che hanno conosciuto Flavio Carboni sarebbe assurdo”.
Ci saranno delle sorprese prima della pausa estiva?
“Questo governo ha i secoli contati e non i giorni contati. Ma esiste un problema nel Pdl per trasformarlo in un vero partito”.

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