lunedì 19 luglio 2010

No alla soluzione D'Alema

Intervista a Mario Tassone
Voce Repubblicana del 20 luglio 2010
di Lanfranco Palazzolo

Non sono favorevole alla soluzione D’Alema di un governo di larghe intese senza la guida di Silvio Berlusconi perché in questo modo entreremo dentro le dinamiche del Pdl. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il vicesegretario dell’Udc Mario Tassone.
Onorevole Tassone, cosa pensa delle aperture dei giorni scorsi di Silvio Berlusconi verso l’Udc?
“Io non partirei dall’apertura di Silvio Berlusconi. Dal 2008 abbiamo sempre tenuto una nostra posizione politica coerente. Posizione che abbiamo ribadito in questi giorni attraverso la voce del segretario del partito Pierferdinando Casini. Non vogliamo fare delle operazioni politiche indecifrabili sul piano politico. Non abbiamo alcuna intenzione di entrare nella maggioranza per conquistare nuove posizioni di potere. Noi siamo favorevoli ad un governo di larghe intese che prenda atto della situazione economica e sociale del nostro paese. I dati che abbiamo sulla situazione economica e sociale sono preoccupanti. Noi siamo disponibili e aperti alle novità. Se qualcuno pensa che noi siamo pronti ad abbandonare il nostro disegno politico contro questo bipolarismo sbaglia. Questa fase che si aperta dopo il 1994 con il bipolarismo non ha dato risultati utili al paese. Per questa ragione dobbiamo preparare una nuova svolta che dia senso alla democrazia e alle necessità dei cittadini”.
Il ministro per l’Attuazione per il Programma Gianfranco Rotondi ha detto che in questa legislatura non si cambierà la legge elettorale?
“La riforma elettorale non è un cambiamento tecnico, ma significa modificare l’attuale struttura del bipolarismo. Quando si parla di riforme costituzionali si dimentica di dire che la riforma della legge elettorale, che si fa con legge ordinaria, è importantissima per modificare l’attuale sistema. Il nostro impianto costituzionale continua ad essere modellato sul sistema proporzionale. Le riforme elettorali di questi anni hanno creato tanta confusione. Noi siamo a favore della riforma elettorale come premessa per una fase politica nuova. Noi siamo favorevoli ad un sistema elettorale alla tedesca, ad un sistema proporzionale temperato rispetto al vecchio proporzionalismo”.
Cosa ne pensa della soluzione D’Alema per un governo di larghe intese senza la guida di Silvio Berlusconi?
“Il disegno di Massimo D’Alema non coincide con il nostro. Noi non siamo d’accordo con l’esponente del Partito democratico perché il suo progetto politico non configura la fine del bipolarismo. E poi non posso pensare che possano esserci delle larghe intese mettendo ai margini di questo progetto l’attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Se facessimo questo ragionamento entreremmo nella querelle interna del Popolo delle libertà, dove c’è uno scontro sulla figura e sul ruolo di Silvio Berlusconi”.

Nessun commento: