mercoledì 28 luglio 2010

Per lo Sviluppo economico ci vuole un "Santo"

Voce Repubblicana del 28 luglio 2010
Intervista a Giuliano Cazzola
di Lanfranco Palazzolo

Credo che Fabio Granata abbia davvero ben poco a che spartire con il Pdl visto che ha la stessa cultura di Antonio Di Pietro. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’onorevole Giuliano Cazzola del Popolo delle Libertà.
Onorevole Cazzola, cosa pensa dello scontro nel Pdl?
“E’ una situazione molto complessa. Non si riesce a trovare un via d’uscita. Non c’è una situazione univoca, nel senso che ci sono molti finiani che lavorano per ricucire. Mi pare che si faccia molta fatica a ricucire. Questa è una situazione molto preoccupante”.
Secondo lei qualcuno pensa al “The day after” del Pdl?
“Penso che questa cosa del punto di non ritorno sia all’interno delle strategie messe in atto. Probabilmente una parte dei finiani pensa che la crisi di governo, la rottura definitiva sia il momento si gioca la partita, sostanzialmente, di una nuova maggioranza: un governo del Presidente della Repubblica con una nuova composizione politica nella quale si prova ad emarginare Silvio Berlusconi. Berlusconi pensa che il punto di rottura sia quello che lo porta al voto, quello che lo porta a sconfiggere, come San Giorgio, tutti i suoi nemici”.
Si può pensare ad un allargamento del governo?
“Sarebbe stata la soluzione migliore. Mi si era aperto il cuore dopo che Berlusconi e Casini avevano cenato da Bruno Vespa. Si era parlato di allargare la maggioranza all’Udc. Mi pare che la Lega abbia messo su questo progetto un veto insuperabile. Casini chiede, dal suo punto di vista giustamente, che ci sia una crisi di governo e un nuovo negoziato. Berlusconi aborre e vede male un’ipotesi del genere perché ha paura della trappola che potrebbero mettere in atto i suoi avversari”.
Come ha trovato gli attacchi di Fabio Granata nei confronti di Alfredo Mantovano, che è riconosciuto da tutti come un esponente politico molto corretto?
“Sono state dichiarazioni molto sgradevoli. Credo che Granata avrebbe potuto risparmiarsi queste parole. Personalmente sono convinto che Granta ha davvero ben poco a che spartire con il Popolo delle libertà. Credo che sia giusta la valutazione che ha fatto Urbani di questo personaggio politico: è un giustizialista, un retino. In fondo, Granata ha la stessa cultura di Antonio Di Pietro”.
La strada della giustizia dei probiviri è giusta su Granata?
“Dovrebbe essere lui a rendersi conto di essere incompatibile. Ma c’è tutto un gruppo degli ex di An che sono giustizialisti. La storia della P3 mi fa sorridere: significa dare rilevanza penale a comportamenti scorretti. La realtà è che la P1, la confraternità dei giustizialisti e dei poteri forti, non vuole che il centrodestra non governi”.
Chi ci vuole per il ministero dello Sviluppo economico?
“Una personalità indipendente come Luisa Todini o persone capaci come Santo Versace”.

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