venerdì 23 luglio 2010

Quella legge non ha senso

Voce Repubblicana del 23 luglio 2010
Intervista a Carlo Taormina
di Lanfranco Palazzolo


Non aveva senso fare una legge sulle intercettazioni per limitare la stampa. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” l’ex sottosegretario agli interni Carlo Taormina.
Avvocato Taormina, cosa pensa delle polemiche sul ddl relativo alle intercettazioni telefoniche?
“Mi sembra che in questa vicenda si debba prendere atto dell’assoluta incapacità del Pdl di portare avanti le riforme. Quella sulle intercettazioni è stata considerata una delle più importanti riforme sulla giustizia. Anche se in realtà non lo era. Il ddl sulle intercettazioni è stato interpretato come una sorta di emblema della capacità di riformare la giustizia in Italia. Se dopo tutto questo tempo dobbiamo constatare che Fini è le ‘toghe rosse’ hanno avuto la meglio, dobbiamo certificare che il Popolo delle libertà non è in grado di fare le riforme. Non è riuscito a fare questa, a maggior ragione non sarà nemmeno in grado di fare le altre, addirittura le riforme costituzionali. Siamo giunti ad un situazione di sfascio di cui dobbiamo prendere atto. Berlusconi ha fatto bene a dire: ‘teniamoci quello che abbiamo’. Ho visto che l’Anm plaude a queste modifiche e ne chiede altre. L’atteggiamento dell’Anm è vergognoso perché chiede di togliere la collegialità nell’autorizzazione delle intercettazioni per lasciare la decisione delle intercettazioni al giudice per le indagini preliminari. A questo punto è meglio tenersi quello che c’è oggi. La legge non serve a nulla”.
Pensa sia meglio tutelare l’articolo 15 della Costituzione o l’articolo 21 della nostra legge suprema? Come ha trovato l’atteggiamento della stampa?
“La mia convinzione è che i due blocchi del Pd e del Pdl sono entrambi incapaci di fare politica. Dobbiamo trovare una nuova mediazione per un nuovo sistema politico. Sono totalmente contrario a qualsiasi limitazione delle intercettazioni che alla pubblicabilità delle intercettazioni. In questi giorni sono state pubblicate cose pertinenti e meno pertinenti ai processi. I cittadini devono capire quello che succede nei palazzi della politica. E’ evidente che è stato un errore fare un’operazione di ridimensionamento delle intercettazioni. Credo che vadano cambiate le modalità per la decisione delle intercettazioni. La decisione deve essere affidata ad un collegio di giudici e non ad un Gip. Lasciare questa scelta alla discrezionalità del Gip significa lasciarla nelle mani del Pubblici ministeri”.
Cosa pensa degli attacchi rivolti al sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo?
“Trovo scandaloso che Caliendo non si sia ancora dimesso. Quando ero sottosegretario agli Interni mi dimisi perché contemporaneamente continuavo a svolgere la professione di avvocato. Io che sono di centrodestra dico a Berlusconi di non difendere queste persone che soffocano il liberalismo”.

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