mercoledì 28 luglio 2010

Un Granata incomprensibile

Voce Repubblicana del 27 luglio 2010
Intervista a Gianfranco Rotondi
di Lanfranco Palazzolo

L’opinione pubblica fa molto fatica a comprendere le parole del finiano Granata, che certo non aiutano il Governo. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il ministro per l’Attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che invita il partito a restare unito intorno a Berlusconi.
Ministro Rotondi, cosa pensa delle polemiche che riguardano il finiano Fabio Granata che ha lanciato delle accuse assurde ad altri esponenti del governo.
“Io non so che tipo di accuse abbia lanciato l’onorevole Granata, né conosco bene la base di tutta questa vicenda. Il mio pensiero è che la situazione resta molto difficile e non aiuta il Popolo delle libertà. Il Pdl e il Pd vengono considerati come partiti di governo, quando fanno parte di una maggioranza che sostiene un esecutivo. La gente pensa che il Popolo delle libertà deve avere un atteggiamento positivo e di collaborazione con il Governo. La gente si aspetta questo dal primo partito politico italiano. Se un esponente della maggioranza ostacola il governo, come ha fatto Granata con le sue dichiarazioni, la gente vede questo tipo di atteggiamento come un’incongruenza incomprensibile. Per il resto delle polemiche posso solo dire che io non mi occupo del partito. Sarà compito del Popolo delle libertà occuparsi di questa vicenda”.
Ma pensa che il danno più grosso si ripercuote sul partito oppure sul Governo?
“Danneggia tutti e due perché la gente non vede le differenze tra i due soggetti. Mentre la Democrazia cristiana aveva una sua vita politica autonoma rispetto ai governi che sosteneva, oggi questa situazione è cambiata. La forza della Dc era il partito. E i governi che la Dc sosteneva venivano considerati amici. Quando parlo di “amici” mi riferisco al termine in senso democristiano. Quando si diceva ‘governo amico’ si faceva riferimento ad una buona cosa. Oggi non si può pensare ad un Pdl nemico del Governo. Sarebbe un controsenso inconcepibile. Queste beghe danneggiano sia il Governo che il partito nella stessa misura”.
Teme che si arriverà ad una conta in un momento molto delicato della stagione politica?
“Penso che questo non accadrà”.
Quale potrebbe essere la soluzione migliore per uscire da questa situazione?
“Silvio Berlusconi è anche il Presidente del Partito. Credo che in un momento come questo debba essere il riferimento di tutti. Credo che sarebbe necessaria maggiore umiltà da parte di tutti in questo momento. Se oggi non ci fosse Silvio Berlusconi credo che non saremmo al Governo, né saremmo qui a parlare di queste cose”.
Le opposizioni riusciranno a sfruttare questo clima?
“Anche il Pci si esaltava quando la minoranza della Dc attaccava il leader del partito. Ma alla fine la Dc continuava a governare”.
E’ possibile l’allargamento all’Udc?
“Non sono contrario. Mi sembra che Casini non la pensi così”.

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