martedì 31 agosto 2010

Il giorno che Fini attaccò Raffaele Lombardo



La politica ci abitua sempre a cambi di linea politica. Lo testimonia questa vicenda che riguarda Gianfranco Fini e Raffaele Lombardo.

Interrogazione a risposta scritta presentata dall'onorevole Gianfranco Fini il 10 settembre 1992
Testo dell'Atto
Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dell'interno e di grazia e giustizia. - Per sapere: 1) come intenda garantire la libera espressione del voto nelle prossime elezioni comunali di Catania, dove si voterà per la prima volta con il sistema dell'elezione diretta del sindaco; 2) quali misure intendano prendere per evitare inquinamenti mafiosi nella consultazione; 3) se intendano controllare l'operato dei numerosi esponenti politici regionali eletti all'ARS nella circoscrizione di Catania al centro di numerose inchieste su scambi di favore e voti con esponenti mafiosi, su compravendite di posti di lavoro pubblici, su finanziamenti pubblici alle proprie campagne elettorali, tra i quali Raffaele Lombardo (DC), Biagio Susinni (Movimento Repubblicano), Alfio Pulvirenti (PRI), Domenico Sudano (DC), Giuseppe D'Agostino (DC), Salvo Fleres (PRI), Salvatore Leanza (PSI) e quant'altri coinvolti in operazioni di dubbia liceità; 4) se, allo scopo suaccennato non ritengano di dover effettuare un monitoraggio dei rendimenti elettorali sospetti nelle zone di predominio dei deputati regionali suindicati con riferimento alle elezioni politiche del 1992, per verificare il dubbio che certi risultati siano dovuti a pressioni di mafia: basti pensare al caso di Mascali, comune di "influenza" del Susinni, sostenitore alle elezioni politiche dell'attuale ministro della difesa Andò, dove il PSI alla Camera è balzato dall'8 al 25 per cento e al Senato dall'8 al 35 per cento; 5) se non ritengano di dover invitare le forze politiche della città a rendere pubblici gli elenchi degli iscritti per un'operazione di trasparenza politica; 6) se non ritengano, i ministri interrogati, di dover rendere pubblici i nomi di quanti, tra ministri, politici, amministratori di enti locali e di enti di sottogoverno, siano attualmente indagati dalla magistratura per evitare un loro pesante e preoccupante intervento nelle elezioni amministrative. (4-04824).

Parigi, i ministri di sinistra stanno zitti....

Voce Repubblicana
1° settembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

In questi giorni di profonda crisi del Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy, i ministri del governo Fillon si sono chiesti se sia giusto restare nel governo di fronte a certe scelte da parte dell’Eliseo. Ci riferiamo a quella che è apparsa come la “deportazione” in Romania dei rom. Tutti sanno che Bucarest è in un paese dell’Unione europea. Una delle dichiarazioni che sono state pronunciate in questi giorni è quella del ministro degli Esteri francese. Bernard Kouchner rivela di aver preso in considerazione l’ipotesi di dare le dimissioni. “Non sono contento di ciò che è accaduto, non sono contento di questa polemica”, ha dichiarato il ministro degli Esteri francese, commentando su RTL la vicenda del rimpatrio dei rom. Alla domanda su cosa lo avesse trattenuto, ha risposto: “L’efficacia. Cosa avrebbe comportato per i rom? Andarsene è disertare”. Ma venerdì, ricorda l’edizione di “Le Figaro” di lunedì scorso, Kouchner aveva difeso la politica di Nicolas Sarkozy nei confronti dei rom. “Sì alla critica, no alla caricatura”, aveva detto, rispondendo ad un rapporto dell’Onu che chiedeva di evitare “i rimpatri collettivi”. Le dichiarazioni del ministro degli Esteri francese sono poco credibili. Poiché contraddittorie. Un uomo politico ha (avrebbe) sempre il dovere di dire con chiarezza cosa pensa di un atto politicamente rilevante come quello che ha compiuto Sarkozy. E se lo fa, soprattutto se questo atto tocca le sue competenze di ministro degli Esteri, ha anche il dovere di dimettersi. Ma il fondatore di “Medici senza frontiere” non conosce la parola dimissioni. Lui e la sua consorte, Christine Ockrent, in fondo sono sempre stati abituati a pensare che il fine ultimo della politica e del giornalismo sia il potere. Ecco perché sarà difficile pensare ad un Kouchner dimissionario per questioni come quella relativa ai rom. Il ministro degli Esteri francese forse è stato abituato a pensare che la politica debba essere fatta attraverso la politica del doppio gioco. Ecco perché Kouchner è stato così bravo da fare la campagna elettorale del 2007 a favore di Segolene Royal proprio mentre strizzava l’occhio al candidato dell’Ump Nicolas Sarkozy. Ma quello che sorprende oltre il comportamento di Kouchner è il silenzio assordante degli altri esponenti di sinistra dell’attuale governo francese. Ci riferiamo anche ad esponenti politici come Frederic Mitterrand, che ricopre l’incarico di ministro della Cultura del Governo Fillon. Ebbene, in questi giorni nessuno di questi esponenti politici di sinistra - che siedono nelle poltrone più importanti del governo - ha sentito il dovere morale di dire: “me ne vado di fronte a questo scempio contro i rom”. Nessuno di loro ha sentito la necessità di pronunciare un atto di denuncia contro la politica di Sarkozy. Non certo “di sinistra”. E lo avrebbero fatto per timore di lasciare il loro posto di ministri prima della verifica di settembre. Siamo convinti che da questa verifica usciranno illesi tutti i ministri che appunto provengono dalla sinistra.

Bersani non rappresenta il punto d'unione del centrosinistra

Intervista a Magda Negri
Voce Repubblicana del 1° settembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Pierluigi Bersani o Nichi Vendola non possono rappresentare il punto unitario del Centrosinistra. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” la senatrice del Partito democratico Magda Negri.
Senatrice Negri, cosa pensa dell’attacco del sindaco di Firenze Matteo Renzi contro la dirigenza dell’Ulivo. Pensa che i leader di questa coalizione siano da rottamare?
“Ho l’impressione che quelle di Matteo Renzi siano delle dichiarazioni molto superficiali. Ma credo che le parole del primo cittadino di Firenze contengano un nucleo di verità. Si tratta di parole superficiali in quanto attaccano il quartier generale e criticano una dirigenza definita come ‘noiosa’. Il nucleo di verità che dovevano manifestare queste parole è che il nuovo Ulivo, così come proposto da Bersani, non è altro che l’Unione. E quindi si tratta di un progetto politico che ha rivelato tutta la sua fragilità. Lo abbiamo visto dopo le elezioni politiche del 2006. Renzi avrebbe dovuto dire questo invece di confondersi in sciocchezze e polemiche collaterali”.
Renzi ha anche ricordato che il sindaco di Torino Chiamparino potrebbe essere l’uomo nuovo del Partito democratico. Cosa ne pensa di questa alternativa?
“Su questo sono perfettamente d’accordo con Renzi. Io sosterrei una candidatura di Chiamparino. Ma noi abbiamo questo vincolo statutario. Ecco perché noi dobbiamo passare prima attraverso un congresso o un’assemblea chiarificatrice delle posizioni di tutti”.
Cosa pensa del dualismo tra Pierluigi Bersani e Nichi Vendola sulle primarie? Vede un dualismo preoccupante?
“Non mi pare che ci sia un dualismo tra questi due uomini politici. Mi pare che si dovranno fare delle primarie per chiarirlo. E si tratterà di primarie di coalizione. Non credo che Nichi Vendola possa rappresentare il punto unitario del centrosinistra. Credo che non lo possa rappresentare nemmeno Bersani”.
Qualcuno ha detto che il candidato naturale del Pd come presidente del consiglio in caso di elezioni anticipate è Bersani.
“Lo è dal punto di vista statutario. Se vincerà le prossime elezioni primarie sarò felice di questo”.
Bersani ha fatto bene a restarse in ferie nel corso del mese di agosto senza intervenire nel dibattito politico?
“Ma queste sono sciocchezze. Il problema della politica di Bersani è che il segretario del Partito democratico non ha fatto chiarezza sulla legge elettorale che vorrebbe. Il segretario del Pd è molto ambiguo su questo punto”.
Lei che riforma elettorale vorrebbe? E’ favorevole al maggioritario o al proporzionale?
“Personalmente propendo per il collegio uninominale maggioritario. Ho aderito all’appello di Pietro Ichino. Ma ho l’impressione che si vada a votare presto e che non ci sarà il tempo per fare alcuna riforma elettorale se non ci sono almeno tre anni di legislatura davanti”.

Il sistema politico della Libia


Il sistema politico libico fondato sulla Giamahiria (Stato delle masse) costituisce un unicum; avviato nel 1977, secondo una concezione populista-autoritaria del potere, si basa sulla filosofia politica contenuta nel “Libro Verde” del Colonnello Gheddafi, dove sono fuse insieme teorie di impronta socialista e Islam (la religione musulmana è religione di Stato). Il sistema istituzionale prevede la partecipazione diretta del popolo alla vita politica e alla gestione del potere, attraverso la partecipazione ad assemblee locali, i Congressi popolari di base, per le quali però non sono previste elezioni: i partiti politici sono stati infatti aboliti.
Ciascun Congresso Locale sceglie una Segreteria (i cui componenti sono scelti o nominati) che rappresenta l’assemblea presso il Congresso Generale del Popolo (il Parlamento nazionale). A sua volta l’insieme dei Congressi popolari di base sceglie i Comitati popolari e amministrativi che costituiscono l’amministrazione governativa a livello locale, mentre a livello nazionale opera il Comitato Generale del Popolo.
Tuttavia la partecipazione dei cittadini alla Giamahiria appare limitata e la stessa agenda legislativa è per lo più posta in essere dal Comitato Generale del popolo.
La Libia ha ottenuto l’indipendenza nel 1951.
Leader Supremo della Rivoluzione
Tale ruolo si pone al di fuori del sistema delle istituzioni e si configura come un ruolo superiore di “guida” della rivoluzione, in base al quale Gheddafi si afferma come personaggio centrale del regime e vero motore di ogni trasformazione del paese.
Governo
La funzione esecutiva è esercitata dal Comitato Generale del Popolo; ufficialmente i termini “ministeri” e “governo” non sono in uso, e quelli che in precedenza erano ministri sono oggi appellati Segretari. Le responsabilità dei diversi ministeri sono scarsamente definite a causa anche di continui rimpasti. Nel 2000 Gheddafi ha avviato una politica di decentralizzazione che ha portato all’abolizione di alcuni ministeri centrali, le cui funzioni sono passate alle assemblee popolari territoriali.
In Libia è in vigore la pena di morte.
POLITICA INTERNA
Il sistema politico-istituzionale vigente in Libia è formalmente fondato sul principio della “democrazia diretta”. Il Libro Verde del Colonnello Gheddafi prevede infatti che si riuniscano annualmente gli organi che, secondo il sistema della “Giamahiria”, realizzerebbero il principio della “democrazia delle masse”: i Congressi Popolari di Base (una sorta di Consigli di Circoscrizione), nel cui ambito si discutono tutte le principali questioni di politica interna ed estera, i Congressi Popolari delle Shaabie (le municipalità) e il Congresso Generale del Popolo (il Parlamento), che formalizza le raccomandazioni emerse dalla volontà popolare. Tali raccomandazioni rappresentano le linee guida cui deve ispirarsi l’azione di Governo, realizzata dagli organi esecutivi, i Comitati Popolari (i Ministeri). In realtà, la Libia è tuttora saldamente controllata dal Colonnello Gheddafi, Leader (o Guida) della Rivoluzione, dalla sua famiglia e da una cerchia ristretta di personalità ad egli vicine (in particolare, i compagni storici della Rivoluzione del Primo Settembre). L’opposizione al regime, rappresentata dai dissidenti che si trovano per la maggior parte all’estero, non appare in grado, almeno per il momento, di incidere realmente nella vita politica del Paese.
A marzo 2009 vi è stato un ampio rimpasto della compagine governativa e dell’assetto politico-amministrativo libico. In particolare, Abdelrahman Shalgam, nominato nuovo Rappresentante Permamente alle Nazioni Unite, è stato sostituito agli Esteri da Musa Mohamed Kusa, capo dell’intelligence esterna dal 1994 e, dopo l’11 settembre 2001, il principale artefice, insieme al Vice Ministro degli Esteri, Al-Obeidi, della normalizzazione delle relazioni della Libia con i Paesi occidentali. Mediante accorpamento sono stati inoltre creati alcuni “super Ministeri”: Economia, Commercio e Industria, Finanze e Pianificazione, Istruzione e Ricerca. Infine, è stata eliminata la figura del Vice Primo Ministro (il precedente titolare, Embarak El Shamakh, è diventato Segretario del Congresso Generale del Popolo – Presidente del Parlamento).
Numerose innovazioni legislative sono state annunciate da Tripoli negli ultimi due anni (riforma del codice penale e di procedura penale, restituzione dei beni espropriati dopo la Rivoluzione, abolizione della pena di morte); alcune di esse sono state oggetto di discussione ma poche sono state ad oggi adottate.
In materia di diritti umani, mentre permangono motivi di preoccupazione, si registrano alcuni sviluppi positivi, in particolare per quanto riguarda l’abolizione dei tribunali “speciali”. La presenza in Libia dell’UNHCR e dell’OIM (le cui attività hanno consentito operazioni di identificazione e riconoscimento dello status di rifugiato a cittadini eritrei irregolarmente presenti in territorio libico e il loro successivo ristabilimento in diversi Paesi europei, fra cui l’Italia) testimonia inoltre della crescente sensibilità delle Autorità libiche nei confronti della problematica dei rifugiati e della volontà di Tripoli di collaborare con le competenti organizzazioni internazionali a una migliore gestione del fenomeno.

lunedì 30 agosto 2010

Noi con quella verifica non c'entriamo

Voce Repubblicana del 31 agosto 2010
di Lanfranco Palazzolo
Intervista a Pierluigi Mantini

La verifica in corso tra i partiti della maggioranza non riguarda affatto l’Udc. Lo ha detto alla “Voce” l’onorevole Pierluigi Mantini dell’Unione di centro.
Onorevole Mantini, cosa accadrà alla ripresa dei lavori parlamentari per quanto riguarda la sorte della legislatura?
“Credo che ci sarà la verifica sui cosiddetti ‘cinque punti’, che riguarda solo il perimetro di questa maggioranza. Non è stato aperto alcun tavolo delle riforme in grado di coinvolgere il contributo delle opposizioni. E questo è il primo errore che viene dal chiacchiericcio agostano. Ci sarà una verifica tutta interna alla maggioranza con tre o quattro gruppi parlamentari interessati. Tanti auguri! Vediamo se sui temi della giustizia e sul processo breve sono state dette parole al vento oppure Fini e finiani porranno dei distinguo come sia logico. L’esito della verifica non riguarda l’Udc, ma riguarda la condizione in cui si è ficcata l’attuale maggioranza, che dovrà dimostrare chi ha ragione tra chi ha sollevato tutti questi problemi – mi riferisco ai finiani – o se i problemi persistono. Noi restiamo a guardare quello che farà la maggioranza uscita dalle urne delle elezioni del 2008”.
Voi che fate un’opposizione repubblicana sui singoli provvedimenti cosa pensate delle proposte del ministro della Giustizia Angelino Alfano sul processo breve?
“Noi pensiamo con chiarezza quello che ha detto Pierferdinando Casini: il processo breve è solo un’amnistia mascherata. Questo provvedimento non potrà essere votato da noi così come non potrà mai essere votato così come non è stato votato al Senato. Noi proponiamo una soluzione di livello costituzionale, così come la Corte ha ammesso sulle funzioni del premier, che permetta una sospensione limitata dei processi. Ma questa deve essere decisa con delle norme costituzionali. Le accelerazioni del ministro Alfano non sono efficienti per l’efficienza della giustizia italiana. E sono solo funzionali all’approvazione del cosiddetto processo breve, che noi riteniamo sia incostituzionale”.
Se dovesse cadere questo governo l’Udc starebbe in un esecutivo con Antonio Di Pietro? Casini ha ricordato più volte di non avere mai avuto un rapporto positivo con il leader dell’Idv.
“Se il governo cade perché non c’è più una maggioranza, il capo dello Stato deciderà i percorsi successivi. Verificheremo in Parlamento l’esistenza di una maggioranza per fare una legge elettorale diversa da quella che c’è oggi. E per alcune misure di politica economica. Non c’entra più la costruzione di un governo, di una maggioranza ideale per un governo. Ci sarà il problema della costruzione di una maggioranza, con chi ci sta, che lavori su alcune questioni importanti e con un mandato a termine. Presumo che questo mandato sarà precisato dal Capo dello Stato”.

Il testo del trattato di amicizia tra Italia e Libia

TRATTATO DI AMICIZIA, PARTENARIATO E COOPERAZIONE TRA LA REPUBBLICA ITALIANA E LA GRANDE GIAMAHIRIA ARABA LIBICA POPOLARE
SOCIALISTA
PREAMBOLO
La Repubblica Italiana e la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, qui di seguito denominati le Parti", consapevoli deiprofondi legami di amicizia tra i rispettivi popoli e del comunepatrimonio storico e culturale; decise ad operare per il rafforzamento della pace, della sicurezzae della stabilita', in particolare nella regione del Mediterraneo; impegnate, rispettivamente, nell'ambito dell'Unione Europea edell'Unione Africana nella costruzione di forme di cooperazione edintegrazione, in grado di favorire l'affermazione della pace, lacrescita economica e sociale e la tutela dell'ambiente; ricordando l'importante contributo dell'Italia ai fini delsuperamento del periodo dell'embargo nei confronti della GrandeGiamahiria; tenendo conto delle importanti iniziative gia' realizzatedall'Italia in attuazione delle precedenti intese bilaterali; esprimendo la reciproca volonta' di continuare a collaborare nellaricerca, con modalita' che saranno concordate tra le Parti,riguardante i cittadini libici allontanati coercitivamente dallaLibia in epoca coloniale; ritenendo di chiudere definitivamente il doloroso "capitolo delpassato", per il quale l'Italia ha gia' espresso, nel ComunicatoCongiunto del 1998, il proprio rammarico per le sofferenze arrecateal popolo libico a seguito della colonizzazione italiana, con lasoluzione di tutti i contenziosi bilaterali e sottolineando la fermavolonta' di costruire una nuova fase delle relazioni bilaterali,basata sul rispetto reciproco, la pari dignita', la pienacollaborazione e su un rapporto pienamente paritario e bilanciato; esprimendo, pertanto, l'intenzione di fare del presente Trattato ilquadro giuridico di riferimento per sviluppare un rapporto bilaterale"speciale e privilegiato", caratterizzato da un forte ed ampiopartenariato politico, economico e in tutti i restanti settori dellacollaborazione; hanno convenuto quanto segue:

Capo I

PRINCIPI GENERALI

Articolo 1

Rispetto della legalita' internazionale Le Parti, nel sottolineare la comune visione della centralita'delle Nazioni Unite nel sistema di relazioni internazionali, siimpegnano ad adempiere in buona fede agli obblighi da essesottoscritti, sia quelli derivanti dai principi e dalle norme delDiritto Internazionale universalmente riconosciuti, sia quelliinerenti al rispetto dell'Ordinamento Internazionale.

Articolo 2

Uguagliatasi sovrana

Le Parti rispettano reciprocamente la loro uguaglianza sovrana,nonche' tutti i diritti ad essa inerenti compreso, in particolare, ildiritto alla liberta' ed all'indipendenza politica. Esse rispettanoaltresi' il diritto di ciascuna delle Parti di scegliere e sviluppareliberamente il proprio sistema politico, sociale, economico eculturale.

Articolo 3

Non ricorso alla minaccia o all'Impiego della forza

Le Parti si impegnano a non ricorrere alla minaccia o all'impiegodella forza contro l'integrita' territoriale o l'indipendenzapolitica dell'altra Parte o a qualunque altra forma incompatibile conla Carta delle Nazioni Unite.

Articolo 4

Non ingerenza negli affari interni

1. Le Parti si astengono da qualunque forma di ingerenza diretta oindiretta negli affari interni o esterni che rientrino nellagiurisdizione dell'altra Parte, attenendosi allo spirito di buonvicinato.

2. Nel rispetto dei principi della legalita' internazionale,l'Italia non usera', ne' permettera' l'uso dei propri territori inqualsiasi atto ostile contro la Libia e la Libia non usera', ne'permettera' l'uso dei propri territori in qualsiasi atto ostilecontro l'Italia. Articolo 5

Soluzione pacifica delle controversie

In uno spirito conforme alle motivazioni che hanno portato allastipula del presente Trattato di Amicizia, Partenariato eCooperazione, le Parti definiscono in modo,pacifico le controversieche potrebbero insorgere tra di loro, favorendo l'adozione disoluzioni giuste ed eque, in modo da non pregiudicare la pace e lasicurezza regionale ed internazionale.

Articolo 6

Rispetto dei diritti umani e delle liberta' fondamentali

Le Parti, di comune accordo, agiscono conformemente alle rispettivelegislazioni, agli obiettivi e ai principi della Carta delle NazioniUnite e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.

Articolo 7

Dialogo e comprensione tra culture e civilta'

Le Parti adottano tutte le iniziative che consentano di disporre diuno spazio culturale comune, ispirandosi ai loro legami storici edumani. Le iniziative suddette si ispirano ai principi dellatolleranza, della coesistenza e del rispetto reciproco, dellavalorizzazione e dell'arricchimento del patrimonio comune materiale eimmateriale, nel contesto bilaterale e regionale.

Capo II

CHIUSURA DEL CAPITOLO DEL PASSATO E DEI CONTENZIOSI

Articolo 8

Progetti infrastrutturali di base

1. L'Italia, sulla base delle proposte avanzate dalla GrandeGiamahiria e delle successive discussioni intervenute, si impegna areperire i fondi finanziari necessari per la realizzazione diprogetti infrastrutturali di base che vengono concordati tra i duePaesi nei limiti della somma di 5 miliardi di dollari americani, perun importo annuale di 250 milioni di dollari americani per 20 anni.

2. Le aziende italiane provvederanno alla realizzazione di questiprogetti previo un comune accordo sul valore di ciascuno.

3. La realizzazione di questi progetti avverra' nell'arco di 20anni secondo un calendario temporale che verra' concordato tra le dueParti, libica ed italiana.

4. I fondi finanziari assegnati vengono gestiti direttamente dallaParte italiana.

5. La Grande Giamahiria rende disponibili tutti i terreni necessariper l'esecuzione delle opere senza oneri per la Parte italiana e leaziende esecutrici.

6. La Grande Giamahiria agevola la Parte italiana e le aziendeesecutrici nel reperimento dei materiali accessibili in loco enell'espletamento di procedure doganali e di importazione esentandoledal pagamento di eventuali tasse. I consumi di energia elettrica,gas, acqua e linee telefoniche, saranno pagati con l'esenzione delle tasse.

Articolo 9

Commissione Mista

1. E' istituita una Commissione Mista paritetica, costituita dacomponenti designati dai rispettivi Stati. La Commissione Mistaindividua le caratteristiche tecniche dei progetti di cui alprecedente Articolo e stabilisce l'arco temporale complessivo e lecadenze di realizzazione dei progetti, nel quadro degli importi diordine finanziario contenuti nello stesso articolo.

2. La Gran Giamahiria si impegna a garantire, sulla base dispecifiche intese a trattativa diretta con societa' italiane, larealizzazione in Libia, da parte delle stesse, di importanti opereinfrastrutturali, progetti industriali ed investimenti. I progettivengono realizzati ai prezzi da concordare fra le Parti. Questeimprese, secondo le consuetudini esistenti, contribuiscono in manieravolontaria alle opere sociali ed alla bonifica ambientale nelle zoneove realizzano i loro progetti. La Gran Giamahiria si impegna, inoltre, ad abrogare tutti iprovvedimenti e le norme regolamentari che imponevano vincoli olimiti alle sole imprese italiane.

3. la Commissione Mista individua, su proposta della Parte libica,le opere, i progetti e gli investimenti di cui al paragrafo 2,indicando per ciascuno tempi e modalita' di affidamento e diesecuzione.

4. La conclusione ed il buon andamento di tali intese rappresentanole premesse per la creazione di un forte partenariato italo-libiconel settore economico, commerciale, industriale e negli altri settoriai fini della realizzazione degli obiettivi indicati in uno spiritodi leale collaborazione.

5. La Commissione Mista ha il compito di verificare l'andamentodegli impegni di cui all'Articolo 8 e al presente Articolo e redigeun processo verbale periodico che faccia stato degli obiettiviraggiunti o da raggiungere in relazione agli obblighi assunti dalle Parti contraenti. 6. La Commissione Mista segnala ai competenti Uffici degli AffariEsteri delle due Parti eventuali inadempienze, proponendo ipotesitecniche di soluzione.

Articolo 10

Iniziative Speciali

L'Italia, su specifica richiesta della Grande Giamahiria, siimpegna a realizzare le Iniziative Speciali sono riportate abeneficio del popolo libico. Le Parti concordano l'ammontare di spesacomplessivo per la realizzazione di tali iniziative ed affidano adappositi Comitati Misti la definizione delle modalita' di esecuzionedelle stesse ed il limite di spesa annuale da impegnare per ognuna diesse ad eccezione delle borse di studio di cui al punto b).

a) La costruzione in Libia di duecento unita' abitative, con sitie caratteristiche da determinare di comune accordo. b) L'assegnazione di borse di studio universitarie epost-universitarie per l'intero corso di studi a un contingente dicento studenti libici, da rinnovare al termine dei corso di studi abeneficio di altri studenti. Con uno scambio di Lettere si precisa ilsignificato di rinnovare, per assicurare la continuita'. c) Un programma di cure, presso Istituti specializzati italiani, afavore di alcune vittime in Libia dello scoppio di mine, che nonpossano essere adeguatamente assistite presso il Centro diRiabilitazione Ortopedica di Bengasi realizzato con i fondi dellaCooperazione italiana. d) Il ripristino del pagamento delle pensioni di guerra aititolari libici, civili e militari, e ai loro eredi che, sulla basedella vigente normativa italiana, ne abbiano diritto. e) La restituzione alla Libia di manoscritti e repertiarcheologici trasferiti in Italia da quei territori in epocacoloniale: il Comitato Misto di cui all'articolo 16 del presenteTrattato individua i reperti e i manoscritti che saranno,successivamente, oggetto di un atto normativo ad hoc finalizzato allaloro restituzione.

Articolo 11

Visti ai cittadini Italiani espulsi dalla Libia La Grande Giamahiria si impegna dalla firma del presente Trattato a concedere senza limitazioni o restrizioni di sorta ai cittadiniitaliani espulsi nel passato dalla Libia, i visti di ingresso che gli interessati dovessero richiedere per motivi di turismo, di visita olavoro o per altre finalita'.

Articolo 12

Fondo sociale

1. La Grande Giamahiria si impegna a sciogliere l'AziendaLibico-Italiana (ALI) e a costituire contestualmente il Fondosociale, utilizzando i contributi gia' versati dalle aziende italianeall'ALI stessa.

2. L'ammontare del Fondo Sociale sara' utilizzato per le finalita'che erano state previste al punto 4 del Comunicato Congiuntoitalo-libico del 4 luglio 1998 per avviare la realizzazione delleIniziative Speciali, di cui all'articolo 10 lettere b) e c) delpresente Trattato, fino a concorrenza di tale ammontare. Inparticolare, potranno essere finanziati progetti di bonifica dallemine e valorizzazione delle aree interessate, programmi di cura infavore di cittadini libici danneggiati dallo scoppio delle mine,nonche' altre iniziative a favore dei giovani libici nel settoredella formazione universitaria e post-universitaria, sino adesaurimento del credito del Fondo Sociale. Quindi continuera' ilfinanziamento dalla Parte italiana, in attuazione del Trattato.

3. A tal fine, e' istituito un Comitato Misto paritetico per lagestione del Fondo Sociale secondo le modalita' previste dalComunicato Congiunto.

4. Definite le modalita' di gestione dell'ammontare gia' costituitodel Fondo Sociale e le iniziative da finanziare, le due Particonsiderano definitivamente esaurito il Fondo sociale.

Articolo 13

Crediti

1. Per quanto riguarda i crediti vantati dalle aziende italiane neiconfronti di Amministrazioni ed Enti libici, le Parti si impegnano araggiungere con uno scambio di lettere una soluzione sulla base delnegoziato nell'ambito del Comitato Crediti.

2. Con il medesimo scambio di lettere, le Parti si impegnano araggiungere una soluzione anche per quanto riguarda gli eventualidebiti di natura fiscale e/o amministrativa di aziende italiane neiconfronti di Enti libici.

Capo III

NUOVO PARTENARIATO BILATERALE

Articolo 14

Comitato di Partenariato e consultazioni politiche

1. Le due Parti imprimono nuovo impulso alle relazioni bilateralipolitiche, economiche, sociali, culturali e scientifiche ed in tuttigli altri settori, con la valorizzazione dei legami storici e lacondivisione dei comuni obiettivi di solidarieta' tra i popoli e diprogresso dell'Umanita'.

2. Nel desiderio condiviso di rinsaldare i' legami che le uniscono,le due Parti decidono la costituzione di un Partenariato all'altezzadel livello di collaborazione e coordinamento cui ambiscono sui ternibilaterali e regionali e sulle questioni internazionali di reciprocointeresse. A tale scopo, le due Parti decidono quanto segue: a) una riunione annuale del Comitato di Partenariato, a livellodel Presidente del Consiglio dei Ministri e del Segretario delComitato Popolare Generale, da tenersi alternativamente in Italia ein Libia; b) una riunione annuale del Comitato dei Seguiti, a livello delMinistro degli Affari Esteri e del Segretario del Comitato PopolareGenerale per il Collegamento Estero e la Cooperazione Internazionale,da tenersi alternativamente in Italia e in Libia, con il compito diseguire l'attuazione del Trattato e degli altri Accordi dicollaborazione, che presentera' le proprie relazioni al Comitato diPartenariato. Qualora una delle Parti ritenga che l'altra Parte abbiacontravvenuto ad uno qualsiasi degli impegni previsti dal presenteTrattato, richiedera' una riunione straordinaria del Comitato deiSeguiti, per un esame approfondito e al fine di trovare una soluzionesoddisfacente; c) il Comitato di Partenariato adotta tutti i provvedimentinecessari all'attuazione degli impegni previsti dal presente Trattatoe le due Parti si adoperano per la realizzazione dei suoi scopi; d) lo svolgimento di' regolari consultazioni tra altrirappresentanti delle due Parti.

3. Il Ministro degli Affari Esteri e il Segretario del ComitatoPopolare Generale per il Collegamento Estero e la CooperazioneInternazionale, ricevuta la segnalazione di cui all'Articolo 9 comma6, si adoperano per definire una soluzione adeguata.

Articolo 15

Cooperazione negli ambiti scientifici Le due Parti intensificano la collaborazione nel campo dellascienza e della tecnologia e realizzano programmi di formazione e dispecializzazione a livello posi-universitario. Favoriscono a tal finelo sviluppo di rapporti tra le Universita' e tra gli Istituti diricerca e di Formazione dei due Paesi. Sviluppano ulteriormente lacollaborazione nel campo sanitario e in quello della ricerca medica,promuovendo i rapporti tra enti ed organismi dei due Paesi.

Articolo 16

Cooperazione culturale

1. Le due Parti approfondiscono i tradizionali vincoli culturali edi amicizia che legano i due popoli ed incoraggiano i contattidiretti tra enti ed organismi culturali dei due Paesi. Sono altresi'facilitati gli scambi giovanili e i gemellaggi tra citta' ed altrienti territoriali dei due Paesi. 2. Le due Parti danno ulteriore impulso alla collaborazione nelsettore archeologico. In tale ambito e' altresi' esaminata, da unapposito Comitato Misto, la problematica concernente la restituzionealla Libia di reperti archeologici e manoscritti. Le due Particollaborano anche ai fini della eventuale restituzione alla Libia, daparte di altri Stati, di reperti archeologici sottratti in epocacoloniale.

3. Le due Parti agevolano, sulla base della reciprocita',l'attivita' rispettivamente dell'Istituto Italiano di Cultura aTripoli e dell'Accademia Libica in Italia.

4. Le due Parti concordano sulla opportunita' di rendere le nuovegenerazioni sempre piu' consapevoli delle conseguenze negativegenerate dalle aggressioni e dalla violenza e si adoperano per ladiffusione di una cultura ispirata ai principi della tolleranza edella collaborazione tra i Popoli.

Articolo 17

Collaborazione economica e industriale

1. Le due Parti promuovono progetti di trasferimento di tecnologiee di collaborazione industriale, con riferimento anche a iniziativecomuni in Paesi terzi.

2. Sviluppano la collaborazione nei settori delle opereinfrastrutturali, dell'aviazione civile, delle costruzioni navali,del turismo, dell'ambiente, dell'agricoltura e della zootecnia, dellebiotecnologie, della pesca e dell'acquacoltura, nonche' in altrisettori di reciproco interesse, favorendo in particolare lo sviluppodegli investimenti diretti.

3. Esse sostengono le PMI e la costituzione di societa' miste.

4. Le due Parti si adoperano per concordare entro breve una Intesatecnica in materia di cooperazione economica, scientifica etecnologica nel settore della pesca e dell'acquacoltura e favorisconoIntese analoghe tra altri Enti competenti dei due Paesi.

Articolo 18

Collaborazione energetica

1. Le due Parti sottolineano l'importanza strategica per entrambi iPaesi della collaborazione nel settore energetico e si impegnano afavorire il rafforzamento del partenariato in tale settore.

2. Attribuiscono particolare rilievo alle energie rinnovabili edincoraggiano la cooperazione tra enti ed organismi dei due Paesi, siasul piano industriale che su quello della ricerca e della formazione.

Articolo 19

Collaborazione nella lotta al terrorismo, alla criminalita' organizzata, al traffico di stupefacenti, all'immigrazione clandestina

1. Le due Parti intensificano la collaborazione in atto nella lottaal terrorismo, alla criminalita' organizzata, al traffico distupefacenti e all'immigrazione clandestina, in conformita' a quantoprevisto dall'Accordo firmato a Roma il 13.12.2000 e dalle successiveintese tecniche, tra cui, in particolare, per quanto concerne lalotta all'immigrazione clandestina, i Protocolli di cooperazionefirmati a Tripoli il 29 dicembre 2007.

2. Sempre in tema di lotta all'immigrazione clandestina, le dueParti promuovono la realizzazione di un sistema di controllo dellefrontiere terrestri libiche, da affidare a societa' italiane inpossesso delle necessarie competenze tecnologiche. Il Governoitaliano sosterra' il 50% dei costi, mentre per il restante 50% ledue Parti chiederanno all'Unione Europea di farsene carico, tenutoconto delle Intese a suo tempo intervenute tra la Grande Giamahiria ela Commissione Europea.

3. Le due Parti collaborano alla definizione di iniziative, siabilaterali, sia in ambito regionale, per prevenire il fenomenodell'immigrazione clandestina nei Paesi di origine dei flussimigratori.

Articolo 20

Collaborazione nel settore della Difesa

1. Le due Parti si impegnano a sviluppare la collaborazione nelsettore della Difesa tra le rispettive Forze Armate, anche mediantela finalizzazione di specifici Accordi che disciplinino lo scambio dimissioni di esperti, istruttori e tecnici e quello di informazionimilitari nonche' l'espletamento di manovre congiunte.

2. Si impegnano altresi' ad agevolare la realizzazione di un forteed ampio partenariato industriale nel settore della Difesa e delleindustrie militari.

3. In tale ambito, l'Italia sosterra' nelle sedi internazionali larichiesta della Libia di indennizzi per i danni subiti da propricittadini vittime dello scoppio delle mine e per la riabilitazionedei territori danneggiati, con tutti gli Stati interessati.

Articolo 21

Collaborazione nel settore della non proliferazione e del disarmo

Le due Parti si impegnano a proseguire e rinsaldare lacollaborazione nel settore del disarmo e della non proliferazionedelle armi di distruzione di' massa e dei relativi vettori e adadoperarsi per fare della Regione del Mediterraneo una zona libera datali armi, nel pieno rispetto degli obblighi derivanti dagli Accordie Trattati internazionali in materia. Articolo 22

Collaborazione parlamentare e tra Enti locali Le due Parti favoriscono lo sviluppo di rapporti tra il Parlamentoitaliano ed il Congresso Generale del Popolo della Grande Giamahiria,nonche' tra gli Enti locali, nella consapevolezza della loroimportanza per una piu' intensa cd approfondita conoscenza reciproca.

Articolo 23

Disposizioni finali

1. Il presente Trattato, nel rispetto della legalita'internazionale, costituisce il principale strumento di riferimentoper lo sviluppo delle relazioni bilaterali. Esso e' sottoposto aratifica secondo le procedure costituzionali previstedall'ordinamento di ciascuna delle Parti ed entra in vigore almomento dello scambio degli strumenti di ratifica.

2. Il presente Trattato sostituisce il Comunicato Congiunto del 4luglio 1998 ed il Processo Verbale delle Conclusioni Operative del 28ottobre 2002, che cessano pertanto di produrre effetti.

3. A partire dal corrente anno, il giorno del 30 Agosto vieneconsiderato, in Italia e nella Grande Giamahiria, Giornatadell'Amicizia italo-libica.

4. Il presente Trattato puo' essere modificato previo accordo delleParti. Le eventuali modifiche entreranno in vigore alla data diricezione della seconda delle due notifiche con le quali le Parti sicomunicano ufficialmente l'avvenuto espletamento delle rispettiveprocedure interne. Fatto a Bengasi il 30 agosto 2008, in duplice esemplare in linguaitaliana ed araba, entrambi i testi facenti fede.

Per la Repubblica Italiana
il Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi -

Per la Grande Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista
Muammar El Gheddafi
Leader della Rivoluzione

sabato 28 agosto 2010

Separati alla nascita: Benitez & C. Lucarelli




Il novantenne Giorgio Bocca e la "favola delle BR"

Oggi è il compleanno di Giorgio Bocca. Io voglio fare gli auguri a questa colonna del giornalismo italiano a modo mio. Mi limiterò ad una citazione di un Giorgio Bocca dimenticato, il peggior Bocca....Mi riferisco all'articolo pubblicato dal giornalista sul quotidiano "Il Giorno" il 23 febbraio del 1975 dal titolo "La favola delle brigate rosse".
In questo fondo Bocca scrisse: "A me queste Brigate Rosse fanno un curioso effetto, di favola per bambini scemi o insonnoliti; e quando i magistrati e gli ufficiali dei CC e i prefetti cominciano a narrarla, mi viene come un'ondata di tenerezza, perchè la favola è vecchia, sgangherata, puerile, ma viene raccontata con tanta buona volontà che proprio non si sa come contraddirla".
Certo, se pensiamo che le Br avevano già ucciso due militanti del Msi in una sezione di Padova ed ammazzato un maresciallo dei carabinieri, compiuto quattro sequestri e un'evasione c'è ben poco da favoleggiare. Ma per Bocca era tutto evidente: "Questa storia [quella delle BR] è penosa al punto da dimostrare il falso; il marcio che ci sta dietro: perchè nessun militante di sinistra si comporterebbe, per libera scelta, in modo da rovesciare tanto ridicolo sulla sinistra". Oggi fa effetto conoscere questo Giorgio Bocca scopritore delle favole contemporanee. Spero che oggi, facendo il bilancio di tutte le cose fatte nel corso della sua vita, Bocca pensi anche a quello che scrisse in quella circostanza. La prima lezione che un giornalista deve imparare è che non esiste mai nulla di scontato. La regola vale sia per i militanti di sinistra che di destra. Chi trasforma in legge questa valutazione si mette dalla parte di una frangia politica e non dei lettori. E non dovrei essere proprio io a dare questa lezione a Bocca.......

Buon compleanno Giorgio Bocca.

giovedì 26 agosto 2010

Il primo nemico di Silvio Berlusconi: Luigi Preti

Per anni mi sono chiesto chi fosse stato il primo parlamentare ad attaccare Silvio Berlusconi. Adesso lo so. Si tratta dell'ex ministro Luigi Preti, scomparso pochi mesi fa. Non avrei mai immaginato che fosse giunto, ai tempi del governo Andreotti a presentare un'interrogazione al ministro del Tesoro, dell'Industria e delle Finanze. Se consideriamo che molti dei pezzi grossi del Psdi degli anni successivi sono finiti in Forza Italia la notizia fa sorridere molto. Ah, dimenticavo, nessun ministro di quel governo ha dato una risposta all'interrogazione di Preti il cui Iter è in corso........

Nominativo
Gruppo
PRETI
PSDI
Stato Iter
*ITER IN CORSO*
Destinatari
20/10/1977 TESORO 20/10/1977 INDUSTRIA 20/10/1977 FINANZE
Delegato a rispondere
Ministero TESORO
Argomento
Classificazione concettualeINDUSTRIA TITOLARE AZIENDA INDUSTRIALE EDILE Classificazione geopolitica e sigleBERLUSCONI
Testo dell'Atto
PER L'APERTURA DI UN'INCHIESTA SULL'ATTIVITA' SVOLTA DA SILVIO BERLUSCONI, ORGANIZZATORE DI UN CONSORZIO AL QUALE HANNO ADERITO MOLTI DEI PIU' ACCREDITATI COSTRUTTORI NAZIONALI. ( 4/03628 )

Il Pci contro Berlusconi

Il Pci ha sempre disprezzato Berlusconi o erano in pochi a pensare che le televisioni del patron di Canale 5 potessero essere una minaccia per la democrazia? Leggendo questa interpellanza del 1983, forse una delle prime contro Berlusconi scopriamo che il Pci non era così mobilitato contro Berlusconi e che certo la sua opposizione era finalizzata ad ottenere qualcosa in cambio dai partiti di governo come succede in tutte le forme di governo consociative e partitocratiche, si dice così?!
Presentatore
Nominativo
Gruppo
BERNARDI ANTONIO
PCI
Cofirmatari
Nominativo
Gruppo
PAVOLINI PCI MACCIOTTA PCI BOCCHI PCI GUALANDI PCI BOTTARI PCI BALDASSARI PCI TROMBADORI PCI SCARAMUCCI GUAITINI PCI
Stato Iter
*ITER IN CORSO*
Destinatari
28/03/1983 PRESIDENZA CONSIGLIO 28/03/1983 POSTE
Delegato a rispondere
Ministero POSTE
Interlocutorie
Appunto istruttorioda PRESIDENZA CONSIGLIO a POSTE il 20/04/1983 TRAMITE FONOGRAMMA
Argomento
Classificazione concettualeRADIO TELECOMUNICAZIONI TRASMISSIONE TELEVISIVA RADIO TELEVISIONE PRIVATA QUESTIONE LEGITTIMITA' SS RADIO TELEVISIONE PRIVATA INFORMAZIONE PUBBLICITA' SENTENZA ZZ/EMITTENTI-PRIVATE SOCIETA' Classificazione geopolitica e sigleMILANO GIORNALE NUOVO CANALE-5 BERLUSCONI CORTE COSTITUZIONALE QUINTA RETE
Sintesi dell'Atto
SULLA LEGITTIMITA' DELLA DIFFUSIONE DI UN NUOVO TELEGIORNALE FRUTTO DELLA COLLABORAZIONE TRA IL QUOTIDIANO 'IL GIORNALE' E LA RETE TELEVISIVA PRIVATA 'ITALIA 1', DI RECENTE PASSATA SOTTO IL CONTROLLO DI BERLUSCONI, GIA' PROPRIETARIO DELLA RETE TELEVISIVA 'CANALE 5'.
Testo dell'Atto
I SOTTOSCRITTI CHIEDONO DI INTERPELLARE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI E IL MINISTRO DELLE POSTE E DELLE TELECOMUNICAZIONI, PER CONOSCERE PREMESSO: CHE IN DATA ODIERNA IL QUOTIDIANO IL GIORNALE PUBBLICA CON GRANDE EVIDENZA LA NOTIZIA CHE DA STASERA DOVREBBERO INIZIARE LE TRASMISSIONI DI UN NUOVO TELEGIORNALE, FRUTTO DELLA COLLABORAZIONE TRA IL SUDDETTO GIORNALE QUOTIDIANO E LA RETE TELEVISIVA PRIVATA "ITALIA 1"; CHE TALE RETE TELEVISIVA, PER RECENTI ACCORDI, E' DIVENUTA DI PROPRIETA', O COMUNQUE E' CONTROLLATA DAL SIGNOR BERLUSCONI, GIA' PROPRIETARIO DELLA RETE TELEVISIVA "CANALE 5"; CHE SI E' DI FRONTE AL FORMARSI DI UNA CONCENTRAZIONE DI TIPO OLIGOPOLISTICO NEL CAMPO DELLA EMITTENZA RADIOTELEVISIVA PRIVATA CHE TENDE AD ACQUISIRE UNA POSIZIONE DOMINANTE ANCHE PER QUANTO CONCERNE IL MERCATO PUBBLICITARIO, CON CONSEGUENZE RILEVANTI PER LE CONDIZIONI DI EQUILIBRIO E LE GARANZIE DI PLURALISMO DELL'INTERO SETTORE DELLE COMUNICAZIONI DI MASSA; CHE L'INIZIATIVA ANNUNCIATA PUO' RAPPRESENTARE UN FATTO QUALITATIVAMENTE NUOVO SIA PER L'EMITTENZA RADIOTELEVISIVA E IL RAPPORTO TRA IL SERVIZIO PUBBLICO ED INIZIATIVE PRIVATE, SIA PER L'EDITORIA; CHE CON MOLTA CHIAREZZA E RIPETUTAMENTE LA CORTE COSTITUZIONALE HA AMMESSO LA LEGITTIMITA' DELLE EMITTENTI RADIOTELEVISIVE PRIVATE SOLO IN AMBITO LOCALE, E CIO' SOPRATTUTTO CON RIFERIMENTO ALL'INFORMAZIONE, AL FINE DI GARANTIRE IL MASSIMO DI PLURALISMO COME VALUTINO LA SITUAZIONE CHE AL DI FUORI DI OGNI LEGGE RISCHIA DI DETERMINARSI; SE INTENDANO ACCERTARE SE L'ANNUNCIATO TELEGIORNALE PRIVATO SARA' PRODOTTO E TRASMESSO IN AMBITO LOCALE O, VICEVERSA, SU SCALA NAZIONALE, E IN TALE CASO CON QUALE SISTEMA DI INTERCONNESSIONE; SE INTENDANO INTERVENIRE IMMEDIATAMENTE PER IMPEDIRE CHE QUESTA NUOVA INIZIATIVA ILLEGALE POSSA ANCORA UNA VOLTA COMPIERSI E DIVENIRE FATTO ACQUISITO; QUALI ORIENTAMENTI GENERALI INTENDANO ESPRIMERE SU TUTTA LA MATERIA AL FINE DI CONTRIBUIRE AD UNA REGOLAMENTAZIONE PER LEGGE DEL SETTORE. ( 2/02480 ).

mercoledì 25 agosto 2010

Cavour abbandonato al tramonto in piazza Adriana


Queste sono due foto scattate al monumento di Cavour nel tardissimo pomeriggio del 27 giugno scorso. In questo periodo in quella che a Roma è nota anche come Piazza Adriana o Piazza Cavour, stanno facendo dei lavori. Mi ha colpito la solitudine di Cavour che in questi ultimi anni è stato costretto a fare i conti con il degrado di quella piazza e con i lavori in corso. Alla fine Cavour è riuscito a mantenere il suo precario equilibrio nel piedistallo che lo sostiene da oltre un secolo in quella piazza.

"Il Tribuno"

lunedì 23 agosto 2010

Togliatti vivo

Il Partito democratico ha ricordato la scomparsa di Palmiro Togliatti. Il Pd ha fatto bene a svolgere questa commemorazione perchè così ha fatto chiaramente vedere agli italiani da chi è composto il vero pantheon di questo soggetto politico. E allora vediamolo il vero Palmiro Togliatti attraverso le ultime immagini da vivo al campo di Artek in Urss e nelle foto dei massimi dirigenti comunisti in visita sulla sua tomba.
Al campo di Artek poche ore prima del malore che lo avrebbe ucciso in Urss.

Walter Veltroni alla commemorazione di Togliatti (sopra)

Anche Brunetta contro Fini

sabato 21 agosto 2010

Luigi Einaudi scrive al professore emerito

Una lettera di Giovanni Gentile ad un collaboratore dell'Enciclopedia italiana

Il segretario di Palmiro Togliatti, tale "Luca", cestina un articolo proposta a "Rinascita"

Il mito di ROMA '60: la commissione d'inchiesta sulla costruzione dell'areoporto di Fiumicino


Inutile dire che in questi giorni hanno cominciato a farci una capoccia grossa come una casa sulle olimpiadi di Roma del 1960 e su cosa hanno rappresentato nella storia del sport "romantico". Mi riferisco a quelle discipline sportive intese come rifiuto del profitto e della competizione come businness. Tuttavia non fu tutto oro quello che luccicava. Quando mi è capitato di vedere il film "La Grande Olimpiade", che fu distribuito qualche anno fa dall'Istituto Luce mi resi conto che gli atleti non erano arrivati a Fiumicino, ma a Ciampino. Questo accadde perchè l'areoporto non era finito. E la lentezza dei collaudi fece spostare gli arrivi al vecchio aeroporto di Ciampino. Ne nacque un'inchiesta parlamentare che mise in luce i ritardi e le responsabilità di quei ritardi che troverete in questa magnifica relazione parlamentare.

Enrico Berlinguer in Nordcorea (23 Aprile 1980)

Se volete farvi quattro risate andate a leggervi le corrispondenze dei giornali di sinistra italiani sulla visita di Enrico Berlinguer in Nord Corea. Non voglio mancare di rispetto ad Enrico Berlinguer, ma riguardando le immagini di quell'incontro e il sorriso sullo sfondo di Claudio Fracassi mi viene da sorridere. Come si fa a pensare che quel Pci fosse un partito moderno se il suo leader andava a stringere la mano a Kim Il Sung e faceva scrivere su "l'Unità" a Renzo Foa che lo stato dei rapporti era "eccellente".




venerdì 20 agosto 2010

1977, il primo grande successo di Walter Veltroni

La carriera politica di Walter Veltroni è costellata di grandi successi: le elezioni politiche del 2001, quelle del 2008, tanto per citare alcuni risultati raggiunti da questo genio della politica italiana. Ma del primo successo di Walter non si ricorda nessuno. Si tratta del servizio d'ordine organizzato, dal mitico Walter, nel corso del comizio di Luciano Lama all'università di Roma il 17 febbraio del 1977. In quella circostanza Veltroni, segretario romano della FGCI, è stato bravo a creare le condizioni affinchè tutto si svolgesse con calma e tranquillità. I volti distesi degli oratori testimoniano che quella fu una giornata caratterizzata da un grande dialogo democratico. E di questo dobbiamo ringraziare Walter....