giovedì 5 agosto 2010

Il terzo polo con prudenza

Voce Repubblicana del 6 agosto 2010
intervista a Luigi Crespi
di Lanfranco Palazzolo

Nei miei sondaggi sono molto prudente sul terzo polo. Lo ha spiegato alla “Voce Repubblicana” Luigi Crespi, direttore di Crespi Ricerche.
Luigi Crespi, cosa pensa della nascita del cosiddetto terzo polo, che viene dato a percentuali molto alte da alcuni sondaggisti? Intanto Berlusconi sostiene che Futuro e libertà è all’1,5 per cento, mentre Sky lo ha dato a percentuali altissime.
“Credo che la prima valutazione da fare sui soggetti politici nuovi è che questi debbano essere presenti nel mercato della politica italiana. Questa è la prima necessità. Gianfranco Fini e la sua formazione politica finora sono stati una suggestione. E quindi noi abbiamo visionato una suggestione. Il sondaggio fatto da Sky è quasi scontato perché i telespettatori di quel network apprezzano molto Gianfranco Fini. Berlusconi ha sempre utilizzato i sondaggi come una clava perché ritiene che con l’aiuto dei sondaggi sia possibile capire quello che sta accadendo. Ognuno utilizza al meglio gli strumenti che vuole. Anche se in realtà nessuno ha compreso a chi aveva commissionato il sondaggio che ha citato alcuni giorni fa”.
Gli altri sondaggi cosa dicono su Fini?
“Abbiamo l’Swg che accredita il partito di Fini al 7 per cento, mentre Mannhaimer gli ha dato il 10 per cento. Crespi ricerche, il mio istituto, gli assegna una percentuale tra l’8 e il 10 per cento. Infine, Ipr gli ha dato il 7 per cento. Questa è la dimensione percentuale del partito di Gianfranco Fini: tra il 7 e il 10 per cento”.
Esiste il terzo polo?
“Qui i risultati sono più incerti perché molti elettori continuano a chiedersi che cosa sia questo terzo polo. Piepoli ha dato il 25 per cento al terzo polo, mentre Ipr e Mannhaimer gli hanno accreditato una percentuale tra il 20 e il 22 per cento. Anche l’Swg si mantiene intorno al 20 per cento per il cosiddetto terzo polo. Come Crespi ricerche abbiamo mantenuto una posizione più prudente. La percentuale che abbiamo dato a questo terzo polo è tra il 15 e il 20 per cento. La suggestione del combinato disposto di Fini, Casini, Rutelli e di Lombardo sia una cosa difficilmente valutabile. Ritengo che Francesco Rutelli sottragga voti al cosiddetto terzo polo. E credo che un alleanza del genere sia difficilmente realizzabile. Può accadere che queste forze si coalizzino in Parlamento. Ma è impensabile ritenere che questa possa diventare un’offerta nel panorama politico italiano. L’unica cosa che hanno in comune queste forze politiche sarebbe l’antiberlusconismo. E questo non è il profilo che ha scelto Gianfranco Fini. E’ difficile pensare ad un’intesa politica tra Fini e Casini, che sui temi etici hanno due posizioni diverse. Anche l’alleanza con Lombardo è inspiegabile visto che il partito di Fini ha una posizione rigorosa sulla cosiddetta questione morale”.

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