giovedì 5 agosto 2010

Il voto non serve

Voce Repubblicana dl 5 agosto 2010
Intervista a Riccardo Nencini
di Lanfranco Palazzolo

Chi vuole andare al voto oggi mantiene una posizione politica irresponsabile nei confronti del bene del paese. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il segretario del Partito socialista italiano Riccardo Nencini, il quale critica la sinistra perché non denuncia l’uso politico fatto da Gianfranco Fini del suo ruolo istituzionale.
Onorevole Nencini, cosa pensa debba fare il centrosinistra in una fase delicata come quella attuale? E’ giusto andare al voto?
“Se vogliamo davvero bene all’Italia le elezioni politiche non sono di nessuna utilità. Convocare oggi i comizi elettorali significherebbe andare al voto a ottobre o a novembre. Passerebbero molti mesi in cui le forze politiche sarebbero impegnate in una lunga campagna elettorale mentre l’Europa e l’Italia si trovano in una situazione economica particolarmente difficile. E’ probabile che la manovra varata dal governo pochi giorni fa non sarà sufficiente. Chiedere di andare al voto significherebbe tenere una posizione politicamente irresponsabile. La nostra opinione è che non si debba andare al voto anticipato, ma si debba costruire un governo che guidi l’Italia per il prossimo biennio”.
Ha visto qualche sondaggio di questi giorni?
“Ne ho visto più di uno. Qualche sondaggio mi ha convinto, altri mi hanno convinto di meno”.
A quale sondaggio ha dato maggior credito?
“Mi hanno convinto un sondaggio in particolare: questa rilevazione statistica dava una crisi incipiente del Popolo delle libertà, mentre ho visto che il Partito democratico non riesce a guadagnare consensi. Il Pd non assume crediti dalla crisi del Popolo delle libertà. E questo pare un sondaggio molto credibile. Sono molto meno credibili quei sondaggi che danno Gianfranco Fini in una posizione molto forte. Credo che gli italiani scelgano il voto utile e diano il loro consenso allo schieramento che vince evitando delle soluzioni mezzane”.
Futuro e libertà reggerà alla prova dell’alleanza con Berlusconi?
“Credo che reggeranno per qualche settimana. Credo che anche il Presidente della Camera si dichiari un acerrimo nemico delle elezioni perché non ha un’organizzazione territoriale o un partito politico ancora strutturato. Il Presidente della Camera sarà quindi obbligato a tenere il punto, ma nello stesso tempo sarà costretto a sostenere Silvio Berlusconi e il suo programma di governo”.
Nel logoramento politico di questo scontro chi ci perde di più?
“Entrambi. Bisogna dire le cose con chiarezza. Non si è mai visto un Presidente della Camera che abbia fatto del proprio ruolo un vestito tagliato in omaggio alla politica e molto meno a vantaggio delle istituzioni. E la sinistra fa male a non denunciare questo tipo di comportamento perché il ruolo di Presidente della Camera o del Senato deve essere sempre e comunque un ruolo di garanzia”.

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