martedì 3 agosto 2010

Meglio Wasterwelle dei nostri

Intervista ad Enrico Oliari
di Lanfranco Palazzolo
Voce Repubblicana del 4 agosto 2010

E’ stato più facile parlare con Westerwelle che con un politico italiano della maggioranza. Lo ha detto il Presidente di Gay-Lib Enrico Oliari.
Presidente Oliari, il vostro movimento ha incontrato a Colonia il ministro degli Esteri liberale Guido Westerwelle.
“L’Europa è a più velocità anche per quanto riguarda la possibilità per gli omosessuali di far politica. Mentre in Italia ci si vergogna di essere omosessuali, specialmente se si milita nel centrodestra, all’estero un omosessuale dichiarato come Guido Westerwelle può addirittura diventare vicecancelliere e ministro degli Esteri. Questo la dice lunga sulla situazione in cui si trova l’Italia. Sabato scorso Guido Westerwelle ha inaugurato a Colonia le olimpiadi gay, cui ha partecipato anche una delegazione italiana di cui faceva parte anche il nostro Presidente Luca Maggioni. Westerwelle, intervenendo a questo incontro, ha voluto ribadire la necessità delle laicità a livello europeo e il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali”.
Cosa avete chiesto a Westerwelle?
“Di proporre al ministro degli Esteri italiano Frattini di proporre al governo italiano di centrodestra di proporre di affrontare questi temi anche in Italia. Il nostro paese è uno degli ultimi paesi in Europa, insieme alla Grecia, a non aver legiferato in materia”.
L’incontro era stato preparato?
“Sì, avevamo preparato e previsto questo incontro con il ministro degli Esteri tedesco. Noi avevamo semplicemente inoltrato una richiesta al ministro degli Esteri tedesco. L’incontro è stato molto cordiale. Ma ci ha fatto molto riflettere perché abbiamo constatato che parlare con Westerwelle è risultato molto più facile che parlare con alcuni politici italiani. E questo ci deve far riflettere molto”.
Con chi avete difficoltà a parlare nel centrodestra?
“Noi abbiamo dei canali istituzionali con i quali comunichiamo abitualmente. Abbiamo avuto modo di parlare con il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna e con il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Però abbiamo delle difficoltà a parlare con Silvio Berlusconi e con chi gli sta intorno è assai molto più difficile nonostante la nostra tematica sia di piena attualità. E nonostante gli omosessuali siano una parte consistente della popolazione italiana. I nostri diritti non sono riconosciuti nonostante i solleciti delle istituzioni europee. Ci troviamo il fanalino di cosa per questi diritti. Recentemente stiamo lavorando bene con gli organi della polizia. Ma parlare con Berlusconi è stato un problema”.
Il Pd è un partito apparentemente aperto alle richieste dell’associazionismo gay?
“Lo abbiamo visto al Comune di Pesaro dove il Pd ha bloccato la nascita di un registro delle unioni civili. Quando si arriva ai fatti un certo ostracismo diventa trasversale”.

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