giovedì 30 settembre 2010

Il moralismo contro di me e quello su Fini

Intervista a Gustavo Selva
Voce Repubblicana del 30 settembre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Quando io fui vittima del moralismo di Alleanza nazionale nel partito non mi difese nessuno. Anzi, mi costrinsero a restare senatore solo per non far arrivare al Senato un candidato che era passato al “la Destra” di Francesco Storace. Lo ha rivelato alla “Voce Repubblicana” l’ex deputato di Forza Italia Gustavo Selva, che in passato fu espulso da An per volontà di Gianfranco Fini.
Onorevole Selva, cosa pensa delle vicende del Presidente della Camera Gianfranco Fini, che certo non si comportò bene nei suoi confronti?
“Ho avuto un’impressione negativa del comportamento politico di Gianfranco Fini. Sono stato una vittima del moralismo di Gianfranco Fini. In effetti è vero che nella storia dell’ambulanza Fini non fece assolutamente nulla per evitare che mi dimettessi dal partito e da senatore. Ma la storia è andata diversamente. Io avevo dato le mie dimissioni da senatore. E poi, da un certo momento si insisteva anche per escludermi dal partito attraverso l’assemblea nazionale. Tuttavia fui pregato da Altero Matteoli di restare al mio posto e di ritirare le mie dimissioni perché al mio posto sarebbe arrivato un sostenitore di Francesco Storace. Altrimenti mi sarei dimesso”.
Cosa pensa del video messaggio di Fini?
“Secondo me, quel messaggio non spiega assolutamente nulla sulla casa di Montecarlo. Ha ragione Ignazio La Russa quando spiega che non c’è nessuna smentita e nessuna conferma che la proprietà di quella casa sia del signor Tulliani. Quindi lascia le cose come prima. Penso che la questione è minima di per se. I giornali e i giornalisti hanno fatto benissimo a seguire questa vicenda per tutta l’estate senza mollare la presa. M penso che la vicenda vada giudicata politicamente in un altro modo. Al massimo, la responsabilità di Fini era quella di non sapere. Ma questo sembra che sia escluso viste le rivelazioni pubblicate da ‘Il Giornale’. L’unica verità sarebbe quella di aver messo i trecentomila euro in un paradiso fiscale. Sicuramente trecentomila euro non è una grande somma. Anche se il principio vale per tutte le somme. Non ne farei un grande caso politico”.
Perché i centristi abbandonano Casini? In cosa ha sbagliato il leader dell’Udc per provocare una fuga di 5 deputati?
“Credo che Casini abbia fatto il calcolo che si potesse raggiungere una maggioranza centrista in caso di elezioni anticipate. Ma credo che sia da escludere un’ipotesi del genere”.
Come ha giocato la sua partita Silvio Berlusconi in questi giorni con Gianfranco Fini?
“L’ha giocata benissimo. L’operazione fatta è stata quella dei giornali della famiglia Berlusconi. Ma Silvio Berlusconi ne è rimasto totalmente fuori. Non è mai entrato nelle scelte editoriali de ‘Il Giornale’, che è entrato solo nelle vicende che riguardavano irregolarità che sono state confermate”.

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