mercoledì 27 ottobre 2010

Ascoltiamo Napolitano

Intervista a Domenico Benedetti Valentini
Voce Repubblicana del 27 ottobre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Non mi schiero dalla parte dei detrattori o dei sostenitori del Capo dello Stato. Napolitano ha fatto delle osservazioni sulle quali il Parlamento deve lavorare. Lo ha detto alla “Voce” il senatore Domenico Benedetti Valentini del Pdl, membro della Commissione Giustizia del Senato.
Senatore Benedetti Valentini, cosa accadrà del Lodo Alfano costotizionale dopo l’intervento del Quirinale sulla norma che riguarda proprio il Colle?
“L’intervento di Napolitano ha sollevato un problema che ha la sua oggettività. Mi pare che Napolitano abbia posto il problema della tutela, della indipendenza della massima magistratura dello Stato, che potrebbe venir meno dal fatto che la sospensione dei processi che lo riguardano dovrebbe essere votata dal Parlamento. E questo potrebbe costituire un’indubbia limitazione dell’indipendenza della massima carica dello Stato. Ci vorrebbe una sospensione automatica. Napolitano ha prospettato un problema degno della massima attenzione. Se si vuole costruire un provvedimento che abbia tutti i canoni della legittimità costituzionale, questo deve essere risolto”.
Come ha trovato i commenti delle opposizioni che hanno applaudito l’intervento di Napolitano?
“Qui c’è poco da applaudire. L’unica cosa da fare è prendere atto di quelle che sono le osservazioni che hanno un fondamento giuridico ed istituzionale. E regolarsi di conseguenza. Se qualcuno applaude o lancia delle contumelie significa che non sta portando avanti una tesi di stretta portata istituzionale, ma si sta schierando pro o contro. E questo ci rigetta nelle curve della contrapposizione politica. Io non mi schiero dalla parte dell’una o dell’altra curva. Bisogna far fronte alle richieste del Presidente della Repubblica”.
Come valuta la sfiducia che ha accompagnato in questi giorni le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul Lodo?
“Berlusconi ha naturalmente il diritto alla parola. Anche se molti vorrebbero contestargli anche questo diritto. La reazione di Berlusconi è stata comprensibile. Se il provvedimento dovesse riguardare solo la sua figura istituzionale, Berlusconi ha detto giustamente che questo provvedimento non gli serve. Berlusconi non vuole una legge ad personam, ma una legge di garanzia che vige in tutte le democrazie avanzate”.
Non teme che la legge costituzionale possa trasformarsi in una sorta di boomerang per il centrodestra in vista del probabile referendum confermativo?
“Il referendum confermativo può trasformarsi in una sconfitta. Questo non può escluderlo nessuno. Adesso siamo in pieno clima di antipolitica. Non mi meraviglierei che questo provvedimento venisse sbranato dall’elettorato. Fu bocciato anche il referendum costituzionale del 2006 anche se conteneva norme che tutti chiedevano. Ma questi sono i rischi della democrazia”.

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