martedì 5 ottobre 2010

Attenti al golpe

Intervista a Francesco Pionati
Voce Repubblicana del 6 ottobre 2010
di Lanfranco Palazzolo

Un governo diverso da quello in carica significherebbe mettere in atto un autentico golpe. Lo ha detto alla “Voce Repubblicana” il deputato Francesco Pionati, segretario di Alleanza di centro (Adc), soggetto politico alleato del Popolo delle libertà.
Onorevole Pionati, cosa pensa della situazione di tregua armata tra Pdl e Fli dopo la rinnovata fiducia al Governo Berlusconi?
“Se ci impegniamo non sarà molto difficile a trovare l’autosufficienza alla Camera dei deputati. Non credo che il gruppo di Fini resti unito nel tempo. Ma il punto non è questo. Sono convinto che una legislatura, nella quale si deve rischiare sul filo del rasoio ogni volta che si deve votare è comunque una legislatura compromessa. Il punto non è se Berlusconi è in grado di trovare una nuova maggioranza. Secondo me comunque la troverà. Credo che sia una condizione di grave logoramento quella di procedere in questo modo. Il problema è la mancata condivisione politica del progetto politico di Silvio Berlusconi. Se Gianfranco Fini non condivide più quel programma è meglio staccare la spina. Questo è il ragionamento che faccio io. Non credo che ci siano difficoltà in termini assoluti. Però non vorrei mai vedere Berluconi nelle condizioni di Romano Prodi nella precedente legislatura. Non sarebbe uno spettacolo positivo”.
Su cosa è avvenuta la rottura tra Fini e Berlusconi?
“Sulla giustizia. E questo resta un dato sul quale non si discute. Sulla giustizia c’è una visione diametralmente opposta tra Berlusconi e chi lo sostiene, come noi, è gli altri. Gli avversari di Berlusconi sono convinti che Berlusconi ha qualcosa da nascondere e non vuole essere processato e chi invece pensa che sia vittima di un’aggressione. Se Fini continua ad essere il braccio politico della magistratura non vedo come sia possibile andare avanti”.
Come trova l’ipotesi di un governo di salute pubblica sulla legge elettorale?
“In nessuna parte si può fare un governo con le forze che hanno perso le elezioni politiche. Questo sarebbe un autentico golpe. Se queste forze vogliono governare debbono avere il consenso politico di chi è uscito vincitore dalle urne. Forzature di questo genere non hanno alcun senso”.
Oggi cosa direbbe a Pierferdinando Casini dopo tutte le polemiche che ci sono state tra l’Udc e la sua iniziativa politica nei giorni che hanno preceduto la fiducia al Governo?
“A Casini direi che conferma di essere campione di incoerenza e di doppiogiochismo. Se Casini si è sganciato dal centrodestra in Parlamento dovrebbe avere il coraggio di fare altrettanto nelle giunte regionali nelle quali è alleato con il Pdl. E proprio lì che si poggia il suo apparato di potere. Ecco perché chiedo a Casini di comportarsi da persona seria – so perfettamente che non lo è - e di abbandonare queste alleanze”.

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